Forlì, i giovani democratici: "Rosarno, parole confuse da Aprigliano"

Forlì, i giovani democratici: "Rosarno, parole confuse da Aprigliano"

FORLI' -I Giovani Democratici di Forlì trovano, per usare le sue stesse parole, "confuse e fuori luogo" le affermazioni del Consiglier Aprigliano riportate in una lettera a Romagna Oggi sui fatti di Rosarno (RC). Prima di tutto gli chiediamo di non abbassarsi allo scarso livello della politica odierna dandoci degli incompetenti in geografia. Dov'è la Calabria lo sappiamo tutti, perchè a scuola abbiamo avuto la fortuna di andarci, e per individuare Rosarno sappiamo come usare un atlante.

 

Entrando nel merito della questione, Aprigliano si arrampica sugli specchi nel disperato tentativo di dimostrare che gli scontri di Rosarno, come sempre, sono tutta colpa della sinistra che difende i clandestini e l' illegalità.
Tentativo fallito, dato che il partito dai tratti marcatamente xenofobi e razzisti a cui appartiene Aprigliano è quello che ha concepito la legge sull'immigrazione "Bossi - Fini", che non solo non cancella la clandestinità come continuano a sostenere i Governi Berlusconi, ma ha avuto l'effetto contrario di fomentarla in quanto oggi essere clandestini in Italia è più facile che ottenere un semplice permesso di soggiorno.

 

Facciamo altresì presente ad Aprigliano che, guardacaso, finchè non è diventato Ministro l'On. Maroni, esponente leghista, mai in Italia si erano verificati episodi di ribellione come quello di Rosarno, nè si era vista una simile repressione violenta nei confronti degli immigrati da parte dello Stato.Il Consigliere dimentica anche l'orrenda deportazione che è stata fatta degli immigrati di Rosarno, cacciati dalla cittadina per non si sa quale destino (i centri di permanenza temporanea, così come sono oggi, non rappresentano una soluzione) . Così facendo il Ministro Maroni riporta il nostro Paese indietro di decenni e la da vinta alle mafie che gestiscono a colpi di fucile i lavoratori immigrati a Rosarno.

 

Ed eviti, Aprigliano, di "tralasciare volutamente" il fenomeno della N'Drangheta, che è una delle più potenti organizzazioni criminali del nostro Paese e. Sono stati calcolati circa ventimila "lavoratori" clandestini assoggettati al Caporalato mafioso, lavoratori che per 20 euro scarsi a giornata si spaccano la schiena nei campi per 16/18 ore e poi tornano nelle loro "case": capanne di fango e immondizia al freddo e al costante rischio di infezioni e malattie, abbandonati a sé stessi, dimenticati dal mondo. Quella stessa mafia è anche nelle nostre terre (altro che "miglior governo nazionale contro la mafia"): fino al giugno 2009, i beni confiscati alle mafie nella sola Privincia di Forlì-Cesena sono stati 25  (fonte, Agenzia del Demanio).

 

Intendiamo infine rassicurare il Consigliere del Carroccio del fatto che non avremo remore a camminare mano nella mano con tutti quegli immigrati che, regolari o no, onestamente lavorano.

Noi facciamo un unico distinguo tra gli esseri umani che vivono nel nostro Pese, tra quelli che rispettano le leggi e quelli che non le rispettano, indipendentemente dal colore della loro pelle e dal fatto che siano regolari o meno.

Ma facciamo notare che certe volte chi commette i reati della disperazione, come i piccoli furti, è punito in misura maggiore di tutti quegli italiani che commettono reati ben più pericolosi per la comunità intera, quelli patrimoniali. Ma questi ultimi l'attuale Governo ha deciso di difenderli, alla faccia delle manganellate ai lavoratori in nero!

 

Circa i nostri contatti coi Giovani Democratici Calabresi, può stare tranquillo: li abbiamo attivati già da tempo e nel prossimo numero del nostro giornalino saranno le loro parole a spiegarci cosa è accaduto laggiù, e le possiamo assicurare che non saranno diverse da quelle che abbiamo usato noi.
Grazie comunque per l'interessamento.


Giovani Democratici - Forlì

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    Cristo si è fermato a Rosarno, e il tempo pure. E' cambiato solo il colore della pelle di chi soffre. Qualcuno direbbe che sono più abbronzati: Noi non siamo cristiani, � essi dicono, � Cristo si è fermato a Eboli �. Cristiano vuol dire, nel loro linguaggio, uomo: e la frase proverbiale che ho sentito tante volte ripetere, nelle loro bocche non è forse nulla piú che l'espressione di uno sconsolato complesso di inferiorità. Noi non siamo cristiani, non siamo uomini, non siamo considerati come uomini, ma bestie, bestie da soma, e ancora meno che le bestie, i fruschi, i frusculicchi, che vivono la loro libera vita diabolica o angelica, perché noi dobbiamo invece subire il mondo dei cristiani, che sono di là dall'orizzonte, e sopportarne il peso e il confronto. Dove si è fermata la coscienza di questo paese? Onde evitare precisazioni geografiche so che Eboli non è in Calabria.....

  • Avatar anonimo di Manù
    Manù

    Mi viene anche il sospetto che i coltivatori, data la crisi del settore,lasceranno marcire la frutta sugli alberi, così facendo potranno chiedere i contributi per stato di calamità previsti anche dai fondi europei, incassando di più che raccogliendo le arancie e vendendole!! Potrebbe essere una cosa del genere?

  • Avatar anonimo di Sam
    Sam

    @collina se le forze dell'ordine si fossero comportate democraticamente avrebbero caricato sul pulmann sia i clandestini che i MAFIOSI, e li avrebbero portati via tutti in un bel centro di identificazione. Ma visto che hanno portato via solo i più deboli (as usual) guardandosi bene dal toccare i capibastone che incitavano al linciaggio tipo ku klux klan non si può certo dire che siano stati democratici.

  • Avatar anonimo di collina
    collina

    non conosco tutte le affermazioni di Aprigliano,e quali strade si prendano per sviare il problema,che non è destra o sinistra ma dell'Italia,i fatti di Rosarno sono un capitolo buio della democrazia,dove lo Stato a dimostrato ancora una volta,la volonta della mafia di disporre,incontrastata del proprio territorio,nonostante non dimentichiamoci delle vite che Uomini delle istituzioni e non hanno dato per combatterla.Cio non toglie che il problema della delinquenza portata dall'immigrazione non sia da sottuvalutare ,ma da combattere,e questo va fatto con serieta di leggi e loro applicazione,e con,l'integrazione.ritornando a rosarno e quanto è accaduto,mi sembra impensabile,che i servizi non avessero captato cio' che stava accadendo,in quando una simile protesta non si improvvisa,è piu' probabile che il piano in realta fosse come è avvenuto ,di allontanare,la manodopera perchè questa poteva aver raggiunto un livello tale da disturbare gli interessi locali,e molto piu comodo rimpiazzarla con elementi nuovi da far giungere in italia sfruttando cosi nuovi immigrati che pagano scafisti affiliati alle cosche,quindi altro denaro nero da investire probabilmente al nord,lunico cosa forse positiva ,almeno in base alle immagini (che ho visto io) e che le forze dell'ordine si sono comportate democraticamente,forse non sono stati inviati gli squadroni presenti alla Diaz ,Pertini e nella caserma Bolzaneto,ed in entrambi i casi,si è evidenziata la mancanza dello stato Democratico

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