Forlì, i lavoratori dell'aeroporto: "Stipendi fino a giugno e poi?"

Forlì, i lavoratori dell'aeroporto: "Stipendi fino a giugno e poi?"

Forlì, i lavoratori dell'aeroporto: "Stipendi fino a giugno e poi?"

FORLI' - Si è svolta giovedì l'assemblea dei lavoratori di Seaf, convocata da Cgil, Cisl e Uil Trasporti. Il processo di privatizzazione viene condiviso, ma i lavoratori, si legge nella nota dei sindacati, "ritengono che tale iniziativa sia arrivata in un contesto dove i tempi di realizzazione non coincidono con quelli di tenuta dell'attività dei voli che rischia pertanto di ridursi a livelli tali da non dare alcuna garanzia al mantenimento dei livelli occupazionali". L'appello è per enti pubblici e Regione soprattutto.

 

"Di fatto l'abbandono di Wind Jet ha imposto uno sforzo straordinario nella ricerca di nuovi vettori, e, di conseguenza, la sottoscrizione di nuovi contratti, che devono essere eseguiti anche nelle loro parti finanziarie ed economiche, risulta asincrona con i tempi della privatizzazione. Il rischio della perdita di posti di lavorio si amplifica nel momento in cui si estende il ragionamento all'intero compendio aeroportuale", si legge nella nota.

 

La preoccupazione si fa sentire: "L'impegno di Seaf - chiede l'assemblea - deve essere molto più preciso e incisivo non si può pensare, infatti, che nell'attesa della privatizzazione si possa essere soddisfatti, di una liquidità che garantisce gli stipendi fino a giugno senza chiedersi cosa succede poi. Diventa necessario che tutti, e si ripete, tutti i soggetti pubblici facciano la loro a partire dalla Camera di commercio per arrivare soprattutto alla Regione Emilia Romagna. Quest'ultima dovrebbe avere un ruolo diverso più completo e meno sparato su posizioni che trovano nell'unificazione con Rimini, sic et simpliciter, la soluzione al problema".

 

"L'unificazione con Rimini è una parte del ragionamento che deve essere teso a unire due forze per farne una più grande e non certamente essere una colonizzazione forzata e sicuramente poco proficua per il territorio forlivese. L'assemblea decide pertanto di richiedere da subito l'attivazione di tavoli istituzionali al fine di affrontare la gravissima situazione che il personale potrebbe affrontare dall'1 di marzo, se non si stipulassero i contratti con le compagnie aeree. Esclude ogni riduzione del personale a favore eventualmente di ammortizzatori sociali che accompagnino i lavoratori al di fuori delle secche artatamente create. Rinnova l'invito a tutte le istituzioni affinché agiscano comunemente ed efficacemente per la difesa di un'attività produttiva importante e sicuramente strategica per l'intero bacino forlivese".

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