Forlì: i medici forlivesi tornano nel deserto

Forlì: i medici forlivesi tornano nel deserto

Anche quest'anno l'Associazione forlivese per le malattie del fegato (Afmf) è a fianco dei rifugiati sahrawi nella lotta alle malattie del fegato. Una delegazione, tutta proveniente dall'Ospedale di Forlì - composta da Salvatore Ricca Rosellini del reparto di Gastroenterologia, da Claudio Cancellieri del reparto di Malattie Infettive e da Stefano Clemente dell'Unità operativa del Sistema informativo - è arrivata ad Algeri per raggiungere, all'alba di domenica 24 gennaio, i Campi dei rifugiati sahrawi a Tindouf, nel sud-ovest del Sahara algerino.

 

L'Afmf, dal 1996 impegnata nella lotta alle malattie del fegato, ha saputo, negli anni, guardare anche oltre i confini, cercando di dare una risposta ai bisogni dei più poveri. Così, dal 2001, progettando e realizzando interventi contro la diffusione delle epatiti virali tra i rifugiati sahrawi, l'associazione è riuscita a fornire, a quel popolo, un aiuto concreto.

«Negli ospedali e nei dispensari, da allora, abbiamo ripetutamente incontrato i medici e tutto il personale» afferma Ricca Rosellini, che è anche presidente dell'Afmf «verificando che, su cento test eseguiti per l'epatite B, ad esempio, dieci sono risultati positivi. Percentuali enormi per le nostre latitudini».

 

Così, con il personale sanitario locale, sono state approntate le linee guida per la profilassi e la migliore gestione dei pazienti e sono stati realizzati corsi sui temi dell'educazione sanitaria, della prevenzione e della diagnosi. Fra le tante iniziative: il convegno "Jornadas de Hepatología" che si svolse nella wilaya di Smara nel 2002 e quello, più recente "Deserto. E lo chiamano pace", realizzato a Forlì, in Ospedale, l'anno scorso.

 

«Nel tempo siamo tornati, più volte, per visitare i malati, controllare i registri con i risultati delle analisi, portare i reattivi di laboratorio» prosegue Ricca Rosellini «e abbiamo promosso la cultura della prevenzione sollecitando una migliore gestione dei rifiuti sanitari, l'impiego di materiale sterile, la valutazione delle donne gravide per l'epatite e la vaccinazione dei neonati».

Questa ulteriore missione, è la settima - sempre realizzata in collaborazione con il Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli e con il determinante contributo finanziario della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Forlì e dell'Afmf stessa - affronterà anche il tema della gestione informatica degli archivi sanitari del Ministero della Salute sahrawi, portando laggiù competenze e programmi.

 

«La missione, inoltre, prevede» conclude Ricca Rosellini «la diffusione di materiale informativo illustrato e scritto in arabo, prodotto grazie al contributo del Rotary Club di Forlì e destinato a promuovere la prevenzione fra la popolazione rifugiata».

L'associazione, per realizzare questi progetti, ha bisogno del sostegno e dell'aiuto concreto di tutti. Chi volesse aiutare l'Afmf può farlo versando un contributo nel conto corrente banca­rio con codice IBAN IT15 J060 1013 2000 7400 0029 275 presso la Sede della Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna. 

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