Forlì: i “tuttofare” della sanità: l’esperienza degli infermieri di comunità di Premilcuore

Forlì: i “tuttofare” della sanità: l’esperienza degli infermieri di comunità di Premilcuore

PREMILCUORE - Nei paesi anglosassoni è una figura consolidata, in Italia ancora no, tranne che a Premilcuore. Si tratta dell'infermiere di comunità, punto di riferimento per tutti i bisogni socio-sanitari della popolazione di una determinata area geografica. Nell'alta val di Rabbi sono sei questi "tuttofare" della sanità, chiamati a farsi di carico di una pluralità di funzioni: servizio di urgenza/emergenza, attività di Day-Hospital, assistenza domiciliare, assistenza ai degenti del Country Hospital, assistenza agli ospiti della struttura "Ricci" di Premilcuore, gestione degli ambulatori specialistici, del centro prelievi e del Cup. Insomma, tutte le esigenze primarie e secondarie del territorio che da San Zeno arriva sino al valico dei Tre Faggi trovano, ormai da tempo, risposta nel poliedrico gruppo di infermieri di stanza a Premilcuore.

 

L'origine dell'equipe infermieristica risale al 1995, anno in cui l'ospedale dell'alta val di Rabbi fu trasformato, primo in Italia, in Country Hospital, in base a quanto disposto dai Decreti legge 502/92 e 517/93. Tale nuovo modello organizzativo si poneva come anello di congiunzione fra ospedale tradizionale e servizi territoriali, rivolgendosi in primis a persone anziane non auto-sufficienti affette da patologie cronico-degenerative. Da questa esperienza si è sviluppato il lavoro degli infermieri che, dalla gestione dei 4 posti letto del Country Hospital e degli 11 della Casa di riposo "Ricci", sono passati poi ad occuparsi di assistenza domiciliare, primo soccorso e attività ambulatoriali, in stretta sinergia coi tre medici di medicina generale: Giovanni Santoni, Marina Montanari, Francesco Sorci.

 

«Il contesto territoriale, le caratteristiche demografiche ed epidemiologiche della popolazione hanno favorito lo sviluppo di questa realtà - illustra Loretta Vallicelli, responsabile infermieristico del Dipartimento di Cure Primarie dell'Ausl di Forlì - altrove i compiti sono frammentati fra diverse figure, a Premilcuore, invece, c'è un unico gruppo che si occupa di tutto, come una cellula totipotente in grado di assumere varie configurazioni a seconda delle diverse necessità». In questo modo, viene garantita una presa in carico globale del paziente che, dall'ospedale all'assistenza domiciliare, ha la possibilità d'interfacciarsi sempre con le stesse persone. «L'utente del Country-Hospital - spiega Vallicelli - è spesso un soggetto afflitto dalla riacutizzazione di patologie croniche. Essendo gli infermieri che lo seguono durante il ricovero in ospedale gli stessi che si recano poi a casa per effettuare i controlli del caso dopo la dimissione, si instaura un rapporto di fiducia e conoscenza reciproca, che migliora il livello di assistenza sanitaria erogata e crea un circolo virtuoso fra ospedale e territorio». Ad oggi, sono quattro i pazienti seguiti a domicilio, dove vengono effettuati accertamenti, medicazioni e prelievi, ben 50 nel 2007. Oltre a queste attività, i sei infermieri di Premilcuore sono anche il primo avamposto per chi abbia qualche problema di salute.

 

«In prima battuta la gente si rivolge sempre a noi - dichiara la referente infermieristica - poi, in base ai casi, valutiamo se erogare noi la prestazione o indirizzarli al medico di famiglia». Particolarmente attivo, da questo punto di vista, è l'ambulatorio infermieristico. Qui è possibile essere medicati, sottoporsi a Ecg, farsi misurare la pressione, ecc. . Inoltre, gli infermieri hanno cura di gestire gli ambulatori specialistici di cardiologia, dermatologia, fisiatria, pediatria, chirurgia, psichiatria. Per quanto riguarda invece il centro prelievi, nel solo 2007 sono stati 1.056 quelli eseguiti. I sei infermieri (Francesca Aiudi, Ambrogio Turchi, Giovanni Celli, Sofija Cvjeticanin, Albaq Zacconi, Iwona Sadawa), tutti abitanti del luogo, sono affiancati da sei Oss (Floriana Galasi, Carla Costa, Romina Boattini, Anna Maria Elleri, Monica Galdo, Barbara Giovannetti), un addetto al Cup (Adriana Bosi), un autista di ambulanza (Sante Galasi), una cuoca (Shuela Bosi) e una guardarobiera (Graziella Petrini). «Siamo una grande famiglia - commenta la responsabile - fra noi vige un clima di stretta collaborazione, che è la nostra carta vincente». Altrettanto importante è l'integrazione fra infermieri e volontariato locale, vero valore aggiunto dell'esperienza dell'alta val di Rabbi.

 

Se l'attività risulta intensa tutto l'anno, particolarmente impegnativi sono i mesi estivi, quando il paese si popola di turisti. «Fra escursionisti, gente che va a caccia, a cavallo, o a fare il bagno nel fiume, si moltiplica il rischio di incidenti e, di conseguenza, anche il numero di nostri interventi - rivela Vallicelli - spesso ci si trova a compiere operazioni complesse, come il recupero di persone infortunate nel bosco con l'elimedica».

 

L'esperienza di Premilcuore dimostra al meglio tutte le potezialità del lavoro infermieristico. «Sicuramente - spiega la direttrice del Servizio Infermieristico Silvia Mambelli - l'affermarsi di un simile modello è stato favorito dal contesto montano, caratterizzato da valori forti all'interno della comunità, solidarietà in primis. Ciò ha permesso al gruppo di esprimere, attraverso l'agire quotidiano, tutto il valore della professione infermieristica, pienamente riconosciuto all'interno della collettività locale». E' per questo che la stessa professione infermieristica costituisce un'interessante occasione di occupazione per i giovani del luogo. «Non a caso - prosegue la direttrice Silvia Mambelli - per il prossimo anno accademico abbiamo aumentato i posti del Corso di Laurea in Infermieristica: per i ragazzi delle vallate più penalizzate geograficamente si tratta di un'opportunità da non sottovalutare».

 

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Soddisfazione per il lavoro svolto dall'equipe infermieristica viene espressa anche dal sindaco di Premilcuore Luigi Capacci. «Ora siamo arrivati finalmente a regime - commenta - prima, quando gli operatori sanitari venivano da Forlì, si registrava qualche disagio. Ora, invece, viene garantita una copertura totale e i servizi funzionano: il 118, ad esempio, svolge un lavoro egregio, mentre l'elisoccorso è sempre puntuale. Se le cose continueranno così, non possiamo che essere soddisfatti».

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