Forlì, i Verdi contro il salvataggio di Sapro: "Meglio chiuderla e buttare via la chiave"

Forlì, i Verdi contro il salvataggio di Sapro: "Meglio chiuderla e buttare via la chiave"

Sapro : una brutta storia nella quale tutti stanno dando o hanno dato il peggio di sé. È meglio chiuderla e buttare via le chiavi. Perseverare non serve né ai cittadini nè alle imprese.

 

Vorremmo che ci venissero spiegati i motivi veri per cui viene salvata una società inutile , gestita malissimo, usata e nello stesso tempo ostacolata dalle Amministrazioni, con una operazione costosa che comporterà tagli nei servizi sociali.

 

Due sono le ragioni principali che ci vengono raccontate : 1 - continuare a disporre di uno strumento operativo necessario per favorire lo sviluppo produttivo del territorio mettendo a disposizione delle imprese aree a prezzo calmierato, 2 - non penalizzare il sistema bancario che qualora entrasse in sofferenza non sarebbe più in grado di sostenere con il credito famiglie e aziende in un momento di grave crisi come questa.

 

Entrambe le motivazioni sono smentite dai fatti.

 

Le amministrazioni negli ultimi anni hanno fatto una politica di totale deregulation urbanistica, facendo varianti e accordi di programma per rendere edificabili i terreni agricoli che gli imprenditori ( e non solo ) si compravano , un esempio per tutti la Querzoli - Ferretti, mentre Sapro continuava ad acquistare, in molti casi anche a caro prezzo, aree che restavano invendute.

 

Nello stesso tempo ovunque sono sorti , uno dopo l'altro, come i funghi, capannoni su capannoni, che restano inutilizzati e improduttivi. Infine continuano da parte degli immobiliaristi le acquisizioni e le opzioni per i terreni agricoli più interessanti mentre politici privi di qualsivoglia senso della programmazione si danno da fare per realizzare infrastrutture che glieli valorizzino, come nel caso della via Emilia bis.

 

In un quadro siffatto a cosa serve Sapro, quale politica dovrebbe essere in grado di fare, quando gli immobiliaristi o gli stessi imprenditori fanno da soli secondo modalità collaudate, comprando terreni agricoli che poi vengono "valorizzati" da varianti ? perché andare da Sapro quando ci sono altre strade collaudate che funzionano ?

 

Non c'è programmazione e gestione unitaria del territorio, è passata l'idea dell'urbanistica simile ad un bancomat , alla quale si attinge a piacere.

 

Non c'è alcuna gestione pubblica con Sapro, essa ha operato con organi costituiti da privati senza che essi fossero investiti da responsabilità o rappresentanza politiche. Imprenditori e rappresentanti di categorie produttive hanno fatto il disastro, dimostrando di non essere in grado di gestire operazioni complesse come quelle messe in cantiere, senza essere dotati né di una professionalità specifica né una responsabilità o un mandato politico.

 

Si è intesa la missione di Sapro come se si trattasse di una agenzia di mediazione immobiliare ma le politiche territoriali e di sviluppo devono avere caratteristiche molto diverse da quelle messe in atto.

 

Sarebbero state necessarie decisioni trasparenti nelle scelte riguardanti l' intervenire in una zona piuttosto che in un'altra, sarebbero state necessarie valutazioni legate alla programmazione territoriale, riguardanti i servizi, i trasporti, gli altri programmi di sviluppo urbano messi in cantiere dalle amministrazioni. Dovevano essere valutate le compatibilità con piani e programmi, con gli obiettivi di carattere generale perseguiti, : purtroppo per pura demagogia, rinunciando al proprio ruolo, le amministrazioni decisero di affidare ad esponenti di associazioni d'impresa o ad imprenditori compiti che erano loro propri, che sono di natura pubblica, che devono essere attuati con la vigilanza e il controllo dei rappresentanti eletti dai cittadini.

 

A tale proposito sarà interessante sapere anche come sono stati fatti gli appalti e come sono stati affidati i progetti. Una società interamente a capitale pubblico avrebbe dovuto fare gare sia per le progettazioni sia per i lavori.

 

Veniamo alla seconda ragione che richiederebbe il salvataggio di Sapro : l'esigenza di non penalizzare il sistema bancario.

 

C'è una evidente contraddizione nelle cose che vengono dette : infatti se è sostenibile il piano di salvataggio perché ci sono le aree che garantiscono attraverso la vendita il ripianamento dei debiti non si vede come dovrebbero andare in sofferenza le banche che hanno quei terreni a garanzia dei prestiti effettuati.

 

Fra l'altro non si tratta più delle piccole banche di un tempo, in taluni casi esse sono grossi colossi nazionali, abituati senza rilevanti problemi a ben altre perdite, spesso non molto garantite, mentre questa volta esse sono coperte dagli stessi terreni . Se i terreni sono buoni per il salvataggio di Sapro allora sono buoni anche per coprire i debiti assunti con le banche.

 

A fondamento di tutto infine c'è il c.d. piano di salvataggio . Ebbene esso è stato fatto da una società costituita da banche tra cui una di quelle che vanta maggiori crediti : si tratta di un caso clamoroso di conflitto di interessi, come non pensare che le banche e le loro società non operino per tutelare in primis i loro interessi ? E' uno scandalo che interlocutore privilegiato per gli interventi della pubblica amministrazione nella Sapro (ma anche nell'aeroporto) sia una società di diretta emanazione del sistema bancario. Una domanda viene spontanea : perché questa doppia morale, perché solo il Presidente del Consiglio ha conflitti di interessi?

 

Le banche stanno stringendo i panni addosso ai cittadini e alle imprese , chiedendo a molti di rientrare, costringendoli anche a chiudere o a portare i libri in tribunale : le cronache sono piene di questi fatti e molte persone sono oggi prive di lavoro e sostentamento grazie alla politica restrittiva del credito. Perché avere riguardo nei confronti delle banche quando esse non ne hanno nei confronti dei cittadini?

 

Da ultimo il piano di salvataggio per funzionare richiede che diverse aree vengano mutate di destinazione, aumentando così il loro valore, prevedendo così la stessa politica di cui sono capaci gli immobiliaristi. Una modalità intollerabile e da respingere totalmente , non può essere l'assetto del territorio nel suo complesso ad essere penalizzato per chiudere i debiti contratti da Sapro.

 

Le attività di quest'ultima dovevano essere attuate dagli enti, con propri funzionari come avveniva in passato, sotto la diretta responsabilità degli amministratori pubblici, senza pagare in modo immotivato stipendi altissimi, non si capisce bene in base a quali competenze. Se si riterrà di continuare ad avvalersi di uno strumento per gestire insediamenti si lasci andare Sapro al suo destino, si costituisca un consorzio fra enti pubblici, lo si doti di personale in comando, lo si faccia funzionare come una struttura pubblica al servizio della collettività e sotto il controllo degli eletti e dei cittadini : tutti ne trarremo benefici.

 

Verdi della Provincia di Forlì - Cesena

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di fausto pardolesi
    fausto pardolesi

    caro Loris, servono i verdi perchè da 30 anni parlano senza nasconsere interessi e intrallazzi, purtroppo non siamo riusciti a comunicarlo ai cittadini onesti, che forse non hanno avoluto voglia di ascoltarci.

  • Avatar anonimo di Loris
    Loris

    Questo è parlar chiaro! Cazzo ma servono i Verdi per dire queste cose ovvie?

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