Forlì: il 2011 si apre con il picco dell'influenza

Forlì: il 2011 si apre con il picco dell'influenza

Forlì: il 2011 si apre con il picco dell'influenza

FORLI' - Secondo le ultime previsioni, la sindrome influenzale raggiungerà il suo picco nelle prime settimane del nuovo anno, complice l'abbassamento della temperatura. Per evitare un inizio 2011 a letto con la febbre, è consigliabile, in particolare per chi appartiene alle categorie a rischio (ultrassessantacinquenni, adulti e bambini affetti da patologie croniche, familiari dei soggetti ad alto rischio, personale sanitario e impegnato in attività assistenziali, persone occupate in servizi essenziali di pubblica utilità o a contatto con animali per motivi professionali, donatori di sangue,  donne al II° e III° trimestre di gravidanza) vaccinarsi al più presto, rivolgendosi al propriomedico di famiglia oppure, se quest'ultimo avesse esaurito le dosi di vaccino, al Servizio di Igiene Pubblica dell'Ausl di Forlì. La vaccinazione antinfluenzale erogata dall'Igiene Pubblica può essere richiesta attraverso prenotazione telefonica, chiamando il numero0543 733569, da lunedì a venerdì, dalle 8.30 alle 13.00, e giovedì dalle 14.30 alle 17.00.

 

Nel territorio dell'Azienda Usl di Forlì i quattro medici di medicina generale e il pediatra di libera scelta incaricati dell'attività "sentinella" di sorveglianza dell'influenza, hanno rilevato, nelle ultime settimane, un'incidenza totale pari rispettivamente a 0,53 casi su 1.000 assistiti nella 49° settimana (dal 6 al 12 dicembre) e a 1 caso per 1.000 assistiti nella 50° settimana (dal 13 al 19 dicembre), valori più bassi sia della media dell'Emilia-Romagna sia di quella nazionale. I forlivesi che si sono già ammalati sonosoprattutto giovani (fra i 15 e i 24 anni) e adulti (fra i 45 e i 64 anni); nessun caso di influenza è stato osservato negli ultrassessantacinquenni.

 

A livello nazionale, il centro di sorveglianza epidemiologica dell'influenza in Italia, istituito presso l'Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato come a partire dalla settimana dal 13 al 19 dicembre, la curva epidemica delle sindromi influenzali abbia iniziato la sua ascesa, con un'incidenza media pari a 2 casi per mille assistiti, lievemente superiore a quella osservata nelle precedenti stagioni influenzali, tranne in quella pandemica (2009-2010). La fascia di età più colpita è quella fra 0-4 anni (incidenza pari a 5,9 casi per mille assistiti) seguita da quella di età 5-14 anni (incidenza pari a 3,8 casi per mille assistiti) mentre la popolazione ultrassessantacinquenne risulta la meno interessata dalla malattia.

 

I protagonisti dell'influenza di questa stagione sono virus che hanno già colpito negli anni passati: oltre all'H1N1, declassato da pandemico a virus stagionale, si segnala un ceppo "australiano" che ha circolato alcuni anni fa; entrambi sono ricompresi nel vaccino per l'attuale campagna di vaccinazione.

 

Quella nel territorio dell'Ausl di Forlì è partita a metà ottobre, tuttavia, sia i recenti dati riepilogativi delle vaccinazioni, se pur parziali, sia le verifiche effettuate presso i vari operatori sanitari che hanno somministrato i vaccini hanno evidenziato come l'adesione della popolazione alla campagna vaccinale contro l'influenza stagionale 2010-2011 sia in calo rispetto agli anni precedenti. «E' un risultato preoccupante - commenta la dott.ssa Emanuela Fiumana, direttore del Servizio di Igiene Pubblica dell'Ausl di Forlì - perché, se in una persona sana l'influenza si risolve con qualche giorno di malattia, in alcune categorie di soggetti come gli anziani e coloro che, indipendentemente dall'età, soffrono di patologie croniche di base, può avere, al contrario, un decorso severo e sviluppare complicanze».

 

Oltre che con la vaccinazione, l'influenza si previene attraverso piccole azioni di igiene personale che servono a limitare il più possibile la circolazione dei virus: lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o gel alcolici; coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnutisce; eliminare prontamente i fazzolettini di carta nel contenitore rifiuti; indossare, in presenza di sintomi influenzali, una mascherina se si frequentano ambienti sanitari, come gli ospedali; rimanere in isolamento volontario al proprio domicilio quando sono presenti malattie respiratorie febbrili, soprattutto nella fase iniziale.

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