Forlì, "il Campo dell’Abate" alle prese coi nuovi venuti

Forlì, "il Campo dell’Abate" alle prese coi nuovi venuti

Forlì, "il Campo dell’Abate" alle prese coi nuovi venuti

FORLI' - Il Campo dell'Abate: un libro a più mani per riportare Piazza Saffi all'attenzione dei forlivesi. Forte del consenso di critica e di pubblico riscosso con le uscite precedenti, "L'Almanacco Editore" ritorna nelle librerie ed edicole cittadine con una nuova opera della collana "I Borghi". Scritto da Piero Ghetti, Gabriele Zelli, Gilberto Giorgetti, Paolo Rambelli, monsignor Franco Zaghini e Franco Fabbri

 

"Il Campo dell'Abate" si mette sulla scia dei vari "Borg ad Sarach'", Borgo San Pietro, Borgo Schiavonia, Borgo Ravaldino e Borgo Cotogni per rinverdire e persino arricchire la storia ultra millenaria del cuore cultural-relazionale di Forlì.

 

In vendita al prezzo di dieci euro, il volume è già disponibile nelle principali librerie ed edicole della città, assieme alle ristampe dei primi cinque testi della collana. Copertina arancio e ben 80 pagine di saggi storici e straordinarie foto d'epoca (alcune inedite) tratte dal fondo Piancastelli e dalla Collezione Giorgetti, l'intrigante volume è attualizzato all'oggi dal percorso fotografico "A piedi per il Borgo" a cura di Fabio Blaco. "Il Campo dell'Abate" giunge a ruota della radiografia operata sui quattro borghi (o contrade) di ripartizione del nucleo pulsante cittadino, ma pare perfettamente in grado di coniugare la facile lettura storico-culturale al crescente interesse dei forlivesi per il proprio passato.

 

"E' arduo - spiega Gabriele Zelli - pensare di poter condensare in poche pagine le vicende di un'area così storicizzata come piazza Saffi. Le nostre ricerche vogliono essere solo una base ed uno stimolo per approfondire fatti e gesta assolutamente decisivi nell'ultramillenaria vicenda locale". "Arrivare al cuore di una città - si legge nell'introduzione - è come scoprirne la forza propulsiva e pulsante". E se Rambelli dona ai forlivesi uno spaccato finora edito di Palazzo Talenti e dell'intero lato sud della Piazza, Ghetti narra del mercato cittadino e di quando, nei primi anni del ‘500, l'abate di San Mercuriale "lamenta che nelle giornate di mercato alcuni porci si spingono sin sulla porta dell'abbazia". Se Fabbri immortala personaggi imperdibili come De Fanti il gelataio, "Pivir, la "Veneranda" e don Pippo Prati, monsignor Franco Zaghini ripercorre la fatidica mattina del 23 dicembre 1212 in cui il Campo dell'Abate veniva concesso all'uso civile, fino ad esprimere tutto il suo stupore per lo spettacolo multicolore, "non per gli abiti ma anche per la pelle", che si ammira oggi dall'alto del campanile. "Ormai - continua l'abate in carica - la città di Livio è diventata anch'essa una città del mondo, ospitale anche se un po' scontrosa; curiosa anche se un po' timida, ma vuole accogliere e amare i nuovi venuti. Ma questi primi passi sono incerti!". Ci associamo alla provocazione finale, che sa tanto di sfida a tutti i forlivesi: "Non vorrà unire la sua spontanea allegria a quella dei nuovi venuti?".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Il libro lo compro, promette bene dalla recensione. Però stupisce che anche l'abate si associ al coro di coloro che lamentano che la Piazza Saffi non è più dei forlivesi...

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