Forlì, il centro piomba nel '600 con il presepe vivente dei bambini

Forlì, il centro piomba nel '600 con il presepe vivente dei bambini

Forlì, il centro piomba nel '600 con il presepe vivente dei bambini

FORLI' - Il centro storico di Forlì sta per ripiombare nel XVII secolo. Tutto merito della nona edizione del "Presepe vivente dei bambini", la rappresentazione della nascita di Cristo ambientata nel ‘600, in programma dalle 15 precise di sabato 18 dicembre nel cuore della città. Il tutto avrà inizio con i tre quadri viventi della visita dei Re Magi, del Villaggio di Betlemme e della Nascita di Gesù, allestiti rispettivamente nelle piazze Ordelaffi, Duomo e Saffi.

 

La rappresentazione vera e propria inizierà alle 15.30 in Piazza Ordelaffi, con il corteo di figuranti che si muoverà verso San Mercuriale percorrendo via delle Torri. Il gesto si concluderà con la benedizione delle statuine del Bambin Gesù che i bambini porteranno, impartita dal vescovo monsignor Lino Pizzi. "Le nostre scuole - interviene la direttrice de "La Nave", Manuela Maroni - hanno partecipato a questo gesto fin dall'origine. Il nostro interesse al Presepe Vivente ha una forte valenza educativa e corrisponde ad uno stile pedagogico preciso, teso a dare visibilità ad un evento concreto, la nascita del Cristo".

 

Il vicario episcopale don Giancarlo Barucci, intervenuto in rappresentanza del vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi, parte dal presupposto della grave emergenza educativa in atto in Italia e nell'Occidente: "Contro il lassismo della nostra società che non trasmette più valori, rievocare la nascita di Cristo significa rinvigorire speranze, dare un significato alla vita e comunicare principi di fondo concreti. Nello sfacelo attuale, per comunicare valori è però necessaria un'alleanza educativa".

 

Don Barucci punta il dito anche contro il distorto concetto di laicità portato avanti dal pensiero radicale oggi imperante: "La vera laicità significa rispettare tutte le esperienze, e non certo neutralizzare la nostra identità e il nostro bagaglio culturale, di cui il cristianesimo è parte costitutiva". E se anche il parroco di Coriano don Luigi Casamenti tuona contro l'appiattimento della realtà, l'assessore comunale alle politiche educative Gabriella Tronconi rileva la valenza assoluta della rappresentazione, "uno spirito potente di cristianità, occasione di incontro della comunità ed evento in grado di far riflettere genitori e figli sul vero significato del Natale".

 

"Tutti i ragazzi - precisa, invece , il vice direttore di Domus Coop Massimo Fabbri - sono stati responsabilizzati, con le rispettive famiglie, nei rispettivi ruoli e nella preparazione del costume da indossare". Il Presepe Vivente dei Bambini è nato nel 2002 dall'idea degli educatori Domus Coop di organizzare la sacra rappresentazione per le vie del quartiere di Coriano: si svolgeva di sera, era seguito da un folto pubblico e si concludeva all'interno della chiesa di Coriano. La svolta nel 2005, con il tentativo di Fabbri, prontamente riuscito, di portare l'evento nel cuore della città. "La proposta del presepe vivente - conclude l'artefice - ingenera stupore in chi lo osserva, mettendo in moto mille domande sul senso della vita che arde in ciascun ragazzo, uomo e donna, da qualunque latitudine provengano". In caso di maltempo, il gesto si svolgerà all'interno della basilica di San Mercuriale.

 

Promossa dalla scuola paritaria "La Nave", dalla parrocchia di San Giovanni Battista in Coriano e dai centri educativi gestiti dalla Cooperativa Domus Coop, ideatrice e regista dell'intero evento, in collaborazione con le associazioni di volontariato "Gli Elefanti", "Il Raggio di Sole", "Il Drago Oscuro", "Gli Amici del Plaustro", la Pro Loco Forlimpopoli, il Gruppo Storico "Brunoro II", il Gruppo Scout Forlì 11 e i "Cavalieri del Graal", la singolare Natività si ripropone alla città con la cifra record di 500 fra bambini, ragazzi e adulti in abiti rinascimentali.

 

Piero Ghetti


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