Forlì, il commissario del Credito di Romagna lascia l'incarico

Forlì, il commissario del Credito di Romagna lascia l'incarico

Forlì, il commissario del Credito di Romagna lascia l'incarico

FORLI' - Nel pomeriggio del 19 ottobre le organizzazioni sindacali Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil e Uilca hanno incontrato, presso la sede della banca, i Commissari Straordinari inviati dalla Banca d'Italia. I sindacati ne danno notizia solo ora. E spiegano: "Il nostro obbiettivo, per il momento, è di avere il massimo di informazioni possibili in merito alla situazione occupazionale, allo stato di salute dell'Istituto di Credito ed alle sue prospettive future".

 

"In apertura di incontro, i Commissari hanno dichiarato di non essere nelle condizioni, al momento, di affrontare un reale confronto con le Organizzazioni Sindacali perchè il loro incarico è iniziato solo da pochi giorni in quanto inviati in sostituzione del precedente Commissario che ha dato le dimissioni per problemi di natura familiare. I Commissari, nel rendersi disponibili a riconvocarci entro il prossimo mese di dicembre quando sarà loro possibile avere un quadro complessivo della situazione del Credito di Romagna, hanno comunque affermato che i principali indicatori di produttività (depositi ed impieghi) e di redditività lasciano presagire un andamento positivo della cosiddetta "gestione industriale".

 

"Come Organizzazioni Sindacali abbiamo evidenziato la necessità di affrontare durante il prossimo incontro tutti i temi di nostra competenza a partire, ovviamente ed in primo luogo, da quello occupazionale; non dobbiamo dimenticare che, su un organico complessivo di 120 colleghi, una trentina hanno un Contratto a Tempo Determinato (in gran parte in scadenza entro il prossimo mese di febbraio)", concludono Fabi - Fiba/Cisl - Fisac/Cgil - Uilca.

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    @livio76 io non me ne intendo forse di banche e di credito, ma le sicuramente non se ne intende di regole di questo spazio. Non si segnala il commento di qualcuno, a meno che non contenga linguaggio volgare, inutilmente scurrile, incitazione alla violenza, all'odio razziale o altro di peggio ancora. Ci sono stati post molto più accesi dal punto di vista politico su queste pagine da parte dei più appassionati sostenitori delle più diverse posizioni (Lega, PD, PDL, indipendenti, etc ...) senza che ci si segnalasse reciprocamente. Il mio parere è forse discutibile e poco/niente documentato, ma l'ho dichiarato subito, e non ho calunniato o ingiuriato nessuno. Ho subito ammesso che la giustizia debba fare il suo corso qualsiasi esso sia e ammesso che esista (vale la presunzione di innocenza e non so chi sia ad oggi indagato). Quindi massimo rispetto per l'autorità giudicante. Per il resto, le mie osservazioni sono tanto generiche quanto il suo esempio. E' come dice lei ? bene, fine della storia. Ma le conseguenze, sono quelle che ho detto io, altrettanto fine della storia. Sul controllo di bankitalia, poi, lasciamo stare, per favore, la storia (anche recente) è piena di casi in cui è arrivata tardi o non è arrivata per niente. Se lei è fra i "beni informati", come dice, lo sa già. E lo sanno anche quelli che ci leggono, dalla questione dei bond (e prima) in poi. Non ne faccio una colpa a Bankitalia. Capita. Non la faccia a me. Imparerò diritto bancario, quando lei imparerà l'educazione. Mi faccia sapere.

  • Avatar anonimo di ilmatterello
    ilmatterello

    Salve, in data 5 ottobre ho fatto un post nel mio Blog partendo dal luogo comune che tutto quello che è piccolo è bello, e che ciò dovesse valere anche per il sistema bancario. Tutto questo, come si è dimostrato sul piano locale e nazionale, non è necessariamente vero.Il punto di riferimento non può essere chi ci guadagna dai commissariamenti di Bankitalia ma la salvaguardia dei soldi e delle coronaria dei correntisti e le conseguenze, difficilmente calcolabili, all'economia reale.

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    livio76

    Per DORIAN Dice giustamente di non intendersene molto e può essere vero se non conosce le disposizioni in merito al controllo che la Banca d'Italia esercità sugli Istituti di Credito diciamo di serie B e C. Secondo le Sue conoscenze, se una piccola Banca non versa in Bankitalia la quota obbligata sul Suo versamento di 100 euro, ma ne versa solo la metà ed anche meno (forse l'amministrazione controllata della C.R. Rimini potrebbe esserne un esempio)quale garanzia ha Lei di poter ritirare in un domani il Suo intero capitale? Il controllo di Bankitalia serve non per impinguare le banche di serie A, ma di garantire la Sua piena disponibilità dei Suoi soldi versati in quell'Istituto di Credito. Le posso anticipare che corre voce negli ambianti bene informati, che potrebbe esserci una altra "banchetta" sull'ordine di essere controllata per anomalie contabili. Il tutto per farLe capire, almeno spero, la questione della sorveglianza della Banca d'Italia. Cordialità

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Chiaro che la giustizia debba fare il suo corso, qualsiasi esso sia e ammesso che esista. E aggiungo anche che di queste storie io non me ne intendo molto. Però trovo strano questo bombardamento da parte di Banca d'Italia sulle realtà creditizie romagnole, come questa e come la cassa di rimini. Solo strano. Praticamente bankitalia sta decapitando le realtà locali poco allineate nei confronti dei grandi gruppi bancari del paese, e a tutto vantaggio di questi ultimi. Chi finirà per trarre il massimo vantaggio da questa realtà saranno i grandi gruppi come unicredit e sanpaolo-intesa che vedranno al loro posizione consolidata a scapito di concorrenti più piccoli ma più agguerriti sul territorio. Boh ...

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