Forlì: il Consiglio provinciale saluta il questore Calogero Germanà

Forlì: il Consiglio provinciale saluta il questore Calogero Germanà

Il Consiglio Provinciale porge il suo saluto al Questore uscente di Forlì-Cesena Calogero Germanà, che presto lascerà la Questura di Forlì-Cesena per ricoprire l'incarico di Questore di Piacenza. Lunedì 28 febbraio, alle 14, nella sala del Consiglio della residenza provinciale in piazza Morgagni 9, prima dell'ordinaria seduta del Consiglio, si terrà la breve cerimonia di saluto, alla presenza di tutti i componenti dell'assise, tenuta dal Presidente della Provincia Massimo Bulbi. Germanà sarà anche omaggiato, prima della sua partenza, con un dono che gli ricordi il territorio che lo ha visto alla guida della Polizia di Stato a livello provinciale, dal primo settembre 2004. L'incontro è aperto al pubblico e durerà circa mezz'ora.

 

Calogero Germanà è nato a Catania nel 1952. Entrato in Polizia nel 1979, ha prestato servizio a Enna, Agrigento, Mazzara del Vallo (TP), Trapani, Caltagirone (CT) e Palermo. Dirigente al Commissariato di Mazzara del Vallo il 14 settembre 1992 subisce un proditorio ed agguerrito attentato mafioso ad opera dei mafiosi Giuseppe Graviano, Leoluca Bagarella e Matteo Messina Denaro, quest'ultimo ritenuto il nuovo vertice di Cosa Nostra. Benché ferito lievemente alla testa, risponde al fuoco riuscendo a far desistere gli assalitori. Viene quindi trasferito il giorno stesso per motivi di sicurezza a Roma con tutta la famiglia, ricoprendo successivamente diversi incarichi in Emilia-Romagna e nella Direzione Investigativa Antimafia di Roma come capo del secondo reparto Investigazioni giudiziarie fino al 2003. Ha diretto importanti operazioni di polizia giudiziaria: ONIG, settembre 1994 in collaborazione con l'FBI, conclusasi con la cattura, tra l'Italia e gli USA, di oltre 110 mafiosi responsabili di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, "Uno bianca" e sequestro Soffiantini. Conta numerosi premi ed encomi solenni. In particolare, nel 1992 è stato promosso primo dirigente per merito straordinario per aver saputo respingere il vile attentato che Cosa nostra, per voler del suo capo Totò Riina, gli aveva teso a Mazzara. Dal 1986 al 1992 è stato stretto collaboratore del procuratore Paolo Borsellino.

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