Forlì: il conto dell'Area Vasta, risparmi per 16-17 milioni di euro

Forlì: il conto dell'Area Vasta, risparmi per 16-17 milioni di euro

Forlì: il conto dell'Area Vasta, risparmi per 16-17 milioni di euro

FORLI' - L'assessore regionale Giovanni Bissoni promuove a pieni voti l'area vasta Romagna, il coordinamento delle Ausl romagnole. Lo fa fornendo i dati economici delle sinergie tra le quattro Ausl romagnole, che si sommano in circa 16-17 milioni di euro risparmiati, e questo a fronte di tecnologie più avanzate in uso alle strutture comuni, come laboratorio unico e centrale di 118. "Oggi il 94% dei cittadini ha prestazioni interne alla Romagna", dice Bissoni.

 

 "L'area vasta è un patrimonio comune dell'Emilia Romagna e do atto alla Romagna che ci ha creduto prima di altri territori, ci ha creduto prima ancora l'area tecnica e poi l'area politica, ma i politici hanno saputo seguirla in questa terra che spesso si dice più afflitta dai campanilismi", commenta Bissoni.


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ACQUISTI E FORNITURE COMUNI

Primo capitolo: la centralizzazione di acquisti e appalti ha prodotto minori spese per 10,5 milioni di euro all'anno e 33,7 milioni per il periodo di validità dei contratti. Le Ausl romagnole hanno effettuato congiuntamente 54 gare per un totale di forniture per 317,4 milioni di euro. "Abbiamo evitato di spendere molto nella burocrazia e abbiamo approfittato delle opportunità di mercato", spiega Tiziano Carradori, direttore generale dell'Ausl di Ravenna e coordinatore dell'area vasta.

 

CENTRALE UNICA 118

Secondo capitolo è la centrale unica del ‘118': in questo caso non è tanto il risparmio ottenuto, ma la sofisticata strumentazione tecnologica della centrale unica che coordina le emergenze, costata 850mila euro. "La spesa che sarebbe stata moltiplicata per tre per dare la stessa tecnologia a tutte e quattro le centrali", continua Carradori. La riorganizzazione, inoltre, ha permesso di recuperare 22 operatori destinati ad altri servizi operativi. In generale, nel 2009, la centrale unica ha gestito 95.615 chiamate, con un tempo medio di tre minuti tra telefonata e partenza dell'ambulanza, mentre l'arrivo a destinazione si è verificato in 12 minuti nel 92% dei casi in area urbana e in 20 minuti per il 95% dei casi in area extraurbana.

 

LABORATORIO UNICO DI ANALISI

 Il laboratorio unico di analisi di Pievesestina (Cesena) è il terzo campo della collaborazione tra Ausl. "Prima le singole Ausl non avevano i numeri di esercizio per dotarsi del meglio del mercato in campo di apparecchiature", rileva ancora Carradori. I risultati sono visibili: nel 2002 si pagavano 2,47 euro ad esame, oggi se ne pagano 2,21, "un calcolo sovrastimato perché nel 2009 ci sono stati costi di sovrapposizione tra la dismissione di attività nei vecchi laboratori e la partenza di Pievesistina", spiega il direttore Ausl di Ravenna.

 

"Se avessimo prodotto i volumi di analisi del 2009 coi sette laboratori che avevamo nel 2002 avremmo speso 5 milioni in più", calcola Carradori. Attualmente il sistema dei laboratori vede la centralità del laboratorio unificato, che in nove mesi ha effettuato 9,2 milioni di analisi, affiancato da laboratori a risposta rapida dislocati nei vari ospedali. Pievesistina, per altro, è ancora la prossima frontiera dell'area vasta Romagna: qui confluiranno servizi in comune di anatomia patologica.

 

ISTITUTO ONCOLOGICO

Infine c'è la rete oncologica, fondata sull'Irst di Meldola: l'istituto, in questo caso, svolge le funzioni comuni di oncologia per l'ospedale di Forlì e di servizio specializzato per le altre Ausl. Col risultato che, mentre già prima il 94% dei malati di tumore residenti si curavano in Romagna, ora la percentuale è arrivata al 97%.

 

"Quando iniziai come assessore regionale alla Sanità la Romagna era una terra di lamentele dei cittadini, che si tramutavano in un'alta mobilità all'esterno per curarsi, oggi il 94% dei cittadini ha prestazioni interne alla Romagna", tira le somme Bissoni. "Circa 20 mila cittadini vanno a farsi curare altrove, mentre 40 mila vengono da noi da altri territori", chiude il bilancio l'assessore.

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Qualcuno può spiegarmi perchè la centrale unica del pronto soccorso sia stata ubicata a Ravenna in posizione tutt'altro che baricentrica rispetto al territorio servito (a meno che non si consideri il mare Adriatico)? Mi sembra una cosa fuori dalla logica.

  • Avatar anonimo di pisa
    pisa

    Aria fritta come al solito. L'area vasta non serve a niente, tanto meno a Forli. Il problema era e rimane politico. Poi la triade Bissoni-Carradori-Lucchi può raccontare tutte le favole che vuole. Da forlivese spero di uscire dall'area vasta al più presto e di rivedere le spese riguardanti l'Irst di Meldola.

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Bissoni annaspa per giustificare cio' che non è giustificabile.Ormai questo tutti lo hanno capito.Prima di questo periodo sarà venuto a Forli si e no 3 volte nella sua vita,adesso è qui tutti i giorni a raccontare che nessuno ha colpa che tutto è capitato per caso: ma ci rendiamo conto che ancora Bissoni non ha detto una parola che ci faccia chiarezza su cosa è successo ?

  • Avatar anonimo di cesare
    cesare

    In merito alla centrale unica 118, si afferma che nel 92% dei casi l'ambulanza è arrivata entro 12 minuti. Sarebbe stato interessante avere il dato anche per il periodo che ha preceduto l'area vasta. In cardiologia mi si dice che un paziente colto da infarto vede diminuire le probabilità di sopravvivenza di circa il 10% per ogni minuto che passa dopo l'evento. Ad un infartuato un soccorso dopo 12 minuti potrebbe essere certamente fatale. Cesare

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