Forlì, il ministro Tremonti non firma e l'aeroporto è di nuovo in panne

Forlì, il ministro Tremonti non firma e l'aeroporto è di nuovo in panne

Forlì, il ministro Tremonti non firma e l'aeroporto è di nuovo in panne

FORLI' - E' un calvario di intoppi burocratici quello che segna il cammino dell'aeroporto di Forlì verso la privatizzazione. Intoppi non formali, ma sostanziali se è vero che una mancata firma del ministro dell'Economia Giulio Tremonti rischia ancora una volta di far precipitare nel baratro lo scalo forlivese. A spiegarlo è il sindaco Roberto Balzani: "E' un punto nevralgico, senza quel documento non è possibile ricapitalizzare e i soldi per la Seaf bastano fino a metà novembre".

 

Dopo di ché mancherebbe la liquidità. Il sindaco attacca "il balbettio del governo, che prima annuncia una cosa all'Ansa, ma poi non la trasforma in una circolare operativa". Sempre Balzani: "Invito anche i consiglieri del centro-destra, che a Roma sono maggioranza di attivarsi per risolvere questa situazione, noi da parte nostra stiamo già studiando una soluzione ponte per responsabilità, lavorando nella peggiore delle ipotesi, vale a dire che quella circolare non venga fatta. Non possiamo impiccarci ad una firma di Tremonti".

 

Balzani ha parlato nel corso dell'udienza conoscitiva che si è tenuta martedì pomeriggio in municipio sulla situazione della Seaf, la società di gestione dell'aeroporto. A relazionare è stato il presidente Franco Rusticali che ha toccato vari passaggi della storia travagliata dello scalo. Il 2010 si chiuderà per il Ridolfi con 650mila passeggeri (+23% rispetto all'anno scorso), mentre il 2011 si aprirà con un nuovo e meno oneroso contratto con "la nostra compagnia di bandiera Wind Jet", come l'ha definita Rusticali, mentre da marzo arriveranno nuovi voli.

 

Ma il dato di sopravvivenza più urgente, come ha detto Balzani, è l'impossibilità da parte di tutti i soci di erogare i milioni di euro di ripiano del capitale sociale per effetto di una circolare mancante del ministro Tremonti, che, spiega il sindaco, ha annunciato che non si applica agli aeroporti il divieto di rifinanziamento dei debiti alle società pubbliche con più di tre anni di bilanci in passivo, "ma poi non ha agito di conseguenza". Di soluzioni alternative ce ne sono poche, dal momento che "il sistema bancario già da mesi ha smesso di prestare soldi alla Seaf, stiamo facendo tutto noi soci pubblici" sempre Balzani.

 

Insomma, enti soli di fronte alla sfida dell'aeroporto. A dirlo tondo è il presidente della Seaf Franco Rusticali: "Mi rendo conto che le istituzioni non possono sopportare il peso dei debiti della Seaf, ma è anche vero che tutti gli aeroporti sono in passivo. La differenza è nel territorio che ci sta intorno e noi dal nostro territorio non abbiamo avuto alcun riscontro, mi rendo conto che ciò è insostenibile". Insomma, a molti fa comodo l'occasione di sviluppo di un aeroporto, ma nessuno, neanche in riviera, vuole tirare fuori un soldo. E' anche vero, spiega Balzani, "che è inimmaginabile l'allargamento della compagine sociale della Seaf se non viene rivisitato il modello della società: nessun amministratore pubblico sano di mente metterebbe soldi con questa situazione".

 

Una bordata Rusticali la riserva all'Apt, la società regionale per il sostegno al turismo: "Dà risorse per il marketing direttamente alle compagnie aeree che fanno scalo a Bologna e Rimini e non a quelle di Forlì. E' una situazione scandalosa che abbiamo denunciato con lettere all'Apt, spedite per conoscenza anche al sindaco e al presidente della Provincia, ma l'Apt non ci ha neanche dato una risposta".

 

Davanti alle commissioni riunite del Consiglio Comunale sono arrivate anche notizie più precise sulla futura privatizzazione. A dettagliare è stato Rusticali, spiegando che la prima fase esplorativa durerà fino al 5 gennaio e solo dopo ci sarà la cosiddetta procedura di "dialogo competitivo" con i privati ritenuti adeguati, Quando arriverà il nuovo socio? "Contiamo di finire la gara entro giugno", è stata la risposta di Rusticali. Agli enti pubblici quanto resterà? "Dal 20 al 40%", sempre il presidente Seaf, che ha anche informato i consiglieri sul fatto che è approdata in tribunale la vertenza civile con la compagnia Ryanair che abbandonò Forlì per andare a Bologna. Rusticali spiega che "una prima udienza è andata deserta in quanto Ryanair ha lamentato un difetto di notifica, mentre la prossima è fissata per febbraio prossimo".

Commenti (7)

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    @Sor Perozzi L'analisi delle passate giunte la condivido. Su questa ritengo che si debba attendere. Ha di sicuro trovato patate più che bollenti. Certo però che con una campagna elettorale intrisa di "nuovismo" era lecito aspettarsi qualche colpo d'ala più evidente. Invece mi sembra che operino più con il rigore ed il grigiume dei ragionieri che non con la voglia di mettere insieme le forze migliori della città (che infatti si tengono lontane più che possono dagli ambienti istituzionali). Condivisibile appieno l'analisi delle alternative politiche. Se però questa giunta fallisce il fatto che il territorio diventi "contendibile" può aprire scenari diversi.

  • Avatar anonimo di Sor Perozzi
    Sor Perozzi

    Perfettamente d'accordo, Homer. Ognuno tira acqua al proprio mulino - forse anche giustamente, visto l'andazzo generale - e solo Forlì (ed in parte Cesena) lo prende nel sacco regolarmente. Il laboratorio analisi di Pievesistina è un altro bell'esempio. Che le precedenti amministrazioni fossero poco capaci e molto asservite alle logiche di partito centraliste è tristemente evidente, che l'attuale amministrazione non abbia nè la forza, nè le idee, nè la capacità - supposto che abbia almeno la volontà, cosa tutt'altro che certa - di cambiare sostanzialmente la situazioone è altrettanto evidente. Certo, le alternative propopste dallo scenario politico forlivese vanno dal mediocre al deprimente, però è anche vero che peggio di così...

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    @Sor Perozzi dimentica di dire che la camera di commercio di Ravenna e gli amministratori della provincia ravennate ben si guardano dal sostenere lo scalo di Forli, quando invece gli albergatori della riviera cervese dicono che è fondamentale (grazie, lo pagano gli altri). Con queste dichiarazioni direi che il prossimo che segnala che l'aeroporto è un volano fondamentale del territorio e che vi è un legame fortissimo con la città può farsi ricoverare. Alla collettività costerebbe meno assumere i dipendenti Seaf e far svolgere loro un lavoro utile.

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    Sor Perozzi

    "dal nostro territorio non abbiamo avuto alcun riscontro, mi rendo conto che ciò è insostenibile". "è inimmaginabile l'allargamento della compagine sociale della Seaf se non viene rivisitato il modello della società: nessun amministratore pubblico sano di mente metterebbe soldi con questa situazione". l'APT ""dà risorse per il marketing direttamente alle compagnie aeree che fanno scalo a Bologna e Rimini e non a quelle di Forlì. E' una situazione scandalosa". Rusticali dixit... e la colpa è di Tremonti, vero? Aspettiamo la circolare che permetterà al nostro prode sindaco di buttare al cesso tanti altri milioncini di euro. E se non arriva, ecco la causa del fallimento dell'aeroporto! Difendere l'indifendibile, mistificare, negare l'evidenza, scaricare le colpe: ecco cosa sanno fare i nostri sinistrorsi. E non solo quelli con responsabilità politiche, ma anche e soprattutto coloro che li sostengono. Direi che è inutile sperare...

  • Avatar anonimo di R_I_C_K_
    R_I_C_K_

    giusto non firmare...sarebbe da ripartire da zero con privati e nuove collaborazioni con nuove compagnie aeree (ritornare alla ryan rilancerebbe sicuro l'aeroporto) e dare un management serio e affidabile esperto ne settore...è ora di fare da parte rusticali

  • Avatar anonimo di steno
    steno

    SUPER PINI PENSACI TU!

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    Questo dovrebbe fare riflettere con che centro destra e lega abbiamo a che fare.

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