Forlì, il PD: "Finanziaria che distrugge gli enti locali, tagli per 20 milioni di euro"

Forlì, il PD: "Finanziaria che distrugge gli enti locali, tagli per 20 milioni di euro"

Marco Di Maio, qui con il sindaco di Forlì Roberto Balzani

FORLI' (FC) - La sala Santa Caterina di Forlì ha ospitato l'Assemblea territoriale del Pd, venerdì 29 ottobre 2010. Al tavolo dei relatori, presieduto dalla presidente del Pd forlivese Bruna Baravelli, il segretario territoriale del Pd Marco Di Maio e Daniele Manca, sindaco di Imola e presidente dell'Anci regionale, a cui sono state affidate le conclusioni dell'assemblea. Nevio Zaccarelli, sindaco uscente di Bertinoro, sarà il candidato del Pd per le elezioni amministrative previste per la prossima primavera.
 
La relazione di Di Maio si è aperta quindi con considerazioni di carattere nazionale, puntando il dito contro la profonda crisi economica, sociale e culturale che l'Italia guidata dal Pdl sta vivendo, senza riuscire a risollevarsi.


"Mentre stiamo vivendo tutto questo - afferma - a Roma si parla d'altro. E dalla Repubblica delle banane siamo passati al Paese del bunga bunga".


Durissimo anche l'attacco alla Finanziaria, "La più iniqua mai varata, che solo nella provincia di Forlì-Cesena porterà via dalle tasche dei cittadini 20 milioni di euro, scaricando la responsabilità dei tagli sulle amministrazioni locali. Dobbiamo denunciare con maggiore forza questa situazione, ma il solo denunciarla non basta: faremo un porta a porta nazionale negli ultimi tre weekend di novembre, per aiutare tutti ad aprire gli occhi su questa manovra vile e canaglia, che risparmia i ricchi e si abbatte su tutti gli altri".       
 
Alla denuncia della realtà dell'oggi Di Maio risponde anche con proposte alternative, per proiettare il Pd verso un futuro di amministrazione alternativa del Paese.
"A metà dicembre - annuncia - presenteremo la Conferenza Programmatica del Pd forlivese assieme a Pierluigi Bersani, per fondare le basi della politica presente e futura del territorio".
Titolo e slogan della Conferenza sarà "Forlì 2030": "Guardiamo ai giovani, ai quali il nostro sforzo è indirizzato, e a tutta la città, che deve divenire punto di riferimento e motore anche per le vallate".
 
Il segretario anticipa alcuni di quelli che saranno i punti chiave della Conferenza Programmatica, che parla di Forlì e del suo sviluppo in chiave romagnola. "Non in senso autonomista - precisa - ma con una logica di unione e condivisione, mettendo da parte conflitti, gelosie e inutili chiusure".
I cardini di "Forlì 2030" saranno la riorganizzazione degli enti locali, della sanità e dell'università, le infrastrutture stradali e informatiche, una nuova politiche energetica, lo sviluppo di politiche ambientali ed economiche per creare nuovi posti di lavoro.
 
"Il Pd deve essere il partito dell'innovazione. Dobbiamo legare la storia di questo territorio con la capacità di avanzare proposte innovative". In questa ottica Guglielmo Russo, il primo ad intervenire dopo la relazione introduttiva del segretario Di Maio, pone le coordinate di "Forlì 2030", un'utopia ragionata, secondo Russo, che dovrà mettere insieme concretezza e prospettive di alto profilo, non condizionate dalle gravi contingenze dell'oggi.
 
A seguire una decina di altri interventi, riguardanti la conferenza programmatica e l'organizzazione del partito.
 
"Non possiamo essere - afferma Tiziano Alessandrini nel suo intervento - solo i ragionieri di questi tagli sconsiderati. Dobbiamo impostare un futuro nuovo, ragionando sulle risorse che sono sul territorio e che possiamo mettere assieme per il bene di tutti i cittadini. Legando la storia e l'immagine di questa città alla capacità di avanzare proposte innovative".
 
Sui tagli si sofferma anche Daniele Manca, nel suo intervento conclusivo, definendoli come strutturali e volti a minare le basi stesse della democrazia. "I tagli - ha affermato Manca - si sono abbattuti quasi esclusivamente su Regioni e Comuni con un obiettivo politico preciso: dimostrare l'inefficienza del sistema pubblico per spingere i ricchi verso i servizi privati, lasciando per strada tutti gli altri. Non si tratta quindi di una manovra solo economica, ma anche di un chiaro disegno politico nato per piegare le istituzioni. A questo noi tutti dobbiamo ribellarci, mettendo in campo un impegno forte e deciso contro chi vuole trasformarci da cittadini in sudditi".

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