Forlì, il PD punta sui giovani: "Punto di riferimento per il futuro"

Forlì, il PD punta sui giovani: "Punto di riferimento per il futuro"

Forlì, il PD punta sui giovani: "Punto di riferimento per il futuro"

FORLI' - I giovani come priorità, punto di riferimento di ogni politica. Perchè le nuove generazioni rappresentano il futuro, una parola sparita dall'agenda dell'Italia. Di questo si è parlato lunedì mattina, 8 novembre, nella conferenza stampa organizzata dal Pd forlivese in cui il segretario territoriale Marco Di Maio ha illustrato, assieme al consigliere regionale Thomas Casadei, le proposte del Pd per ridare centralità ai giovani.

 

Presenti anche l'assessore comunale alle politiche giovanili Valentina Ravaioli e il coordinatore dei Giovani Democratici, Andrea Canali.
 
«In questo paese - ha esordito Marco Di Maio, 27 anni, il più giovane segretario Pd dell'Emilia-Romagna e non solo - c'è una vera e propria emergenza nazionale di cui nessuno parla ma della quale ogni giorno noi ventenni e trentenni avvertiamo il peso. È il futuro delle nuove generazioni: non esiste un piano nazionale rivolto alle ragazze e ai ragazzi che vogliono continuare a vivere in Italia, per poter mettere in piedi un progetto di vita duratura e sostenibile».
 
«I giovani - ha aggiunto Di Maio - non possono finire nell'agenda del presidente del consiglio solo quando si tratta di organizzare festini o divertimenti post-lavorativi. Il Partito Democratico, a partire da Forlì, mette in campo proposte concrete, a cominciare dall'impostazione di un nuovo e più virtuoso sistema di rapporti con le banche, che sostenga davvero i giovani che vogliono investire su loro stessi. E non solo a parole: oggi i prestiti erogati sono in alcuni casi a fronte di garanzie addirittura superiori agli importi».
 
«Tutte le nostre prossime iniziative - ha annunciato il segretario - saranno impostate sul futuro, rivolte ai prossimi 10-15-20 anni, per la Forlì che vogliamo costruire da qui al 2030. Dobbiamo allargare l'orizzonte e capire che non c'è soluzione possibile a nessun problema se non lo inquadriamo in una prospettiva lungimirante e rivolta alle nuove generazioni».
 
«In un momento storico in cui il nostro paese presenta uno dei tassi di disoccupazione giovanile più alti d'Europa - gli fa eco Valentina Ravaioli, giovane assessore del Comune di Forlì - per i giovani è sempre più complicato intraprendere un percorso di autonomia, emancipandosi dai nuclei familiari originari, i Piani Locali Giovani hanno rappresentato un percorso significativo, finalizzato a sostenere la creazione di impresa, scommettendo sulla progettualità giovanile quale motore del rilancio culturale e turistico del territorio. Vogliamo procedere in questa direzione, nonostante i tagli enormi con cui dovranno fare i conti le politiche giovanili».

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di LiberaMente
    LiberaMente

    Di solito queste iniziative hanno creato problemi alle generazioni future, piuttosto che spianargli la strada. Con noi è stato senz'altro così, nonostante qualche opulento esponente PD locale di mezza età (e oltre), dopo aver vissuto e mangiato a sbafo per una vita grazie alla propria tessera, guidato dal motto "Lavorare? No, grazie, c'è una domanda di riserva?", sostenga che è di questo passo che le generazioni future lavoreranno 12 ore al giorno per uno stipendio inadeguato a coprire i costi della vita e di una casa, senza accorgersi che è già così da almeno 15 anni (e come poteva vederlo, impegnato a fare il solitario di Windows?). Che poi l'iniziativa "concreta" del PD forlivese sia mettere una buona parola per un giovane che chiede un mutuo (magari a una banca amica, così poi si spartiscono gli interessi), beh, fa davvero ridere.

  • Avatar anonimo di ##Davide##
    ##Davide##

    Per me è tutta demagogia fine a sè. Nel corso degli anni ho visto che i giovani che hanno spazio sono nella maggior parte dei casi figli di papà, raccomandati ecc. Forlì non è un'eccezione, Basta capire che nel nostro piccolo l'emergenza sono le coop ch uccidono l'economia locale togliendo ossigeno per ogni possibile start-up. Ma in fondo a loro che gli frega: tanto un posto qui o là lo raccattano sempre. E in ogni caso ora va di moda puntare sui 20enni, quindi da 30enne faccio parte di quella generazione sfigata che non conterà mai una fava. Oggi i vecchi rincoglioniti, domani i loro nipoti. Che bel paese l'Italia!

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    "Giovane: punto di riferimento per il futuro" E' ovvio, lapalissiano, nel fururo i vecchi si muoionoe rimangono solo loro8 almeno per un po' di tempo)

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