Forlì, il percorso senologico dell'Ausl studiato dal Senato

Forlì, il percorso senologico dell'Ausl studiato dal Senato

FORLI' - Diagnosi precoce del tumore alla mammella, team multidisciplinare, percorso completo con la donna al centro e i diversi professionisti a ruotare attorno a lei. A Forlì, gli obiettivi posti dall'Unione Europea per il 2016 sono già realtà. A dichiaralo è la senatrice Laura Bianconi che, lunedì 22 novembre, in qualità di rappresentante della 12° Commissione Igiene e Sanità del Senato ha incontrato gli specialisti forlivesi del gruppo multidisciplinare senologico nell'ambito di un'indagine conoscitiva sul tumore della mammella promossa da palazzo Madama.

 

Nell'occasione, accompagnata dal consigliere parlamentare Serena Pugliese, la senatrice Bianconi, relatore dell'indagine stessa, ha approfondito gli aspetti riguardanti l'organizzazione dei programmi di screening nonché l'articolazione dell'approccio diagnostico-terapeutico presente all'interno dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì, che offre alle donne un percorso senologico multidisciplinare diretto ad assicurare al malato non solo qualità ma anche continuità assistenziale, dalla diagnosi sino alla riabilitazione.

 

«Quella forlivese è un'esperienza d'eccellenza, nonché punto di riferimento per ciò che in tutta Italia dovrebbe divenire patrimonio comune a salvaguardia della donna - ha commentato la senatrice Bianconi - L'indagine in corso è stata promossa per conoscere e confrontare il meglio che la medicina oggi può offrire nella cura del tumore alla mammella, così da definire linee guida in grado di portare il nostro paese nell'alveo di quanto indicato dall'Unione Europea come traguardo per il 2016». L'Europa ha infatti ravvisato nella costituzione di breast unit la soluzione più efficace per accrescere la qualità della vita e la sopravvivenza delle donne affette da cancro al seno. In questo senso, quella forlivese rappresenta «un'esperienza fondamentale». Non a caso, il "Morgagni-Pierantoni" è la prima struttura visitata nell'ambito dell'indagine, dopo le audizioni tenutesi in commissione a partire da gennaio. «Sin dal 2000 - illustra il dott. Secondo Folli, direttore dell'U.O. di Senologia dell'Ausl di Forlì - abbiamo creato un gruppo senologico formato dagli specialisti di diversi reparti: la Prevenzione oncologica, la chirurgia senologica, l'anatomia patologica, la medicina nucleare, la radioterapia, l'oncologia dell'Irst, la fisiatria e l'anestesia. Inoltre, sono parte integrante del percorso il chirurgo plastico e la psiconcologa». Tutti i professionisti sono in costante contatto. «Ci riuniamo una volta la settimana per valutare la situazione del paziente e personalizzare il più possibile il percorso di cura - spiega Folli - la nostra forza è rappresentata dal gruppo: coordinare il lavoro di tutti i medici permette di pervenire al miglior trattamento possibile».

 

La donna, una volta iniziato l'iter diagnostico, «non deve più preoccuparsi di nulla». «Il cittadino viene accompagnato passo dopo passo - prosegue il direttore - L'accesso ai diversi specialisti è più che mai facilitato, al punto che non c'è bisogno nemmeno di prenotare le visite». All'interno del percorso, un fiore all'occhiello è rappresentato dall'attività chirurgica. «Nel 2010, supereremo i 700 interventi, con circa 400 nuovi casi di tumore della mammella affrontati - spiega il dott. Folli - inoltre, effettuiamo anche interventi di chirurgia plastica ricostruttiva, offrendo alle nostre pazienti tutte le tecniche, comprese le più innovative, come l'impianto di cellule staminali». Un simile volume di lavoro ha pochi riscontri nel nostro paese. «In Italia è raro trovare centri che operino più di 300 nuovi casi l'anno - illustra Folli - noi, invece, siamo al di sopra, degli indicatori di qualità stilati dal Gruppo italiano per lo screening mammografico, con 400 casi nuovi casi all'anno contro i 300 previsti». Su questo punto si è soffermata anche la senatrice Bianconi. «I criteri di accreditamento di Eusoma, la società scientifica europea che certifica i migliori centri di senologia, prescrive come volume di attività per un trattamento di qualità almeno 150 interventi l'anno - dichiara - nostra intenzione è concentrare le risorse solo in quei centri che soddisfano tali requisiti, operando una scrematura delle realtà oggi esistenti». Infine, un invito ai professionisti forlivesi. «Forlì ha tutte le carte in regola per un formale riconoscimento di breast unit da parte di Eusoma - conclude - certo, il percorso di accreditamento è dispendioso e faticoso, tuttavia potrebbe rivelarsi un'occasione di crescita straordinaria per il "Morgagni-Pierantoni" e vale la pena impegnarsi».

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