Forlì, il vescovo incontra RomagnaOggi.it: "Col Natale riscopriamo la semplicità"

Forlì, il vescovo incontra RomagnaOggi.it: "Col Natale riscopriamo la semplicità"

Forlì, il vescovo incontra RomagnaOggi.it: "Col Natale riscopriamo la semplicità"

FORLI' - "Questo Natale può essere l'occasione per riscoprire l'importanza della semplicità e di ciò che è davvero essenziale". E' la convinzione di monsignor Lino Pizzi, vescovo della Diocesi di Forlì-Bertinoro, che martedì sera ha incontrato RomagnaOggi.it per un colloquio in vista delle festività sui principali temi d'attualità. Compreso il caso Eluana Englaro (che ha toccato anche Forlì). "Non si può confondere l'accanimento terapeutico con il diritto all'alimentazione".


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Nel suo ufficio di piazza Dante, monsignor Lino Pizzi ragiona sul significato del Natale 2008, che probabilmente sarà ricordato come uno dei più difficili per la complessa congiuntura internazionale. "Certo, la difficile situazione economica si farà sentire - ammette monsignor Pizzi - anche se non dobbiamo perdere di vista il significato di questa festa e i valori di solidarietà e fratellanza che essa porta con sé".

 

L'attenzione della Diocesi è tutta puntata "sulle famiglie in difficoltà" che risentono di più della crisi in atto "e non sono solo immigrati". "Dai dati che registriamo alla Caritas - rivela monsignor Pizzi - il 25% delle persone che si rivolgono agli operatori sono italiane". Questo "inverno difficile", come lo definisce l'alto prelato alla guida della Diocesi forlivese dal gennaio 2006, può essere però anche l'occasione per "provare a rinunciare a ciò che non è indispensabile, a riscoprire l'essenziale e i valori di bontà, solidarietà e attenzione verso gli altri che sono propri del Natale".

 

Di stretta attualità, anche in ambito locale, è la questione legata al caso di Eluana Englaro, la ragazza che da 17 anni vive in stato vegetativo e che alcuni esponenti politici hanno ‘invitato' a  Forlì per dare esecuzione alla sentenza con cui il tribunale di Milano consente l'interruzione dell'alimentazione e dell'idratazione. Su questo argomento la Diocesi di Forlì-Bertinoro si è mobilitata.

 

"Noi crediamo profondamente - spiega monsignor Pizzi - nell'insegnamento sul valore intangibile della vita, che, è necessario riaffermarlo, non è a disposizione di nessuno". Per il vescovo forlivese è anche opportuno "distinguere tra quello che viene definito accanimento terapeutico dal diritto di alimentazione e idratazione: il cibo non è una medicina".

 

Questa questione ha riportato d'attualità anche il rapporto tra Chiesa e politica, riportato al centro del dibattito anche delle parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, sull'atteggiamento del Vaticano di fronte alle leggi razziali. "La Chiesa non si sostituisce ai partiti e non vuole farlo - chiarisce monsignor Pizzi - ma non è indifferente a ciò che riguarda l'uomo: su valori universali come la vita, la famiglia, la libertà religiosa, la Chiesa ha il diritto-dovere di parlare".

 

Altro tema caro a monsignor Lino Pizzi è quello dell'immigrazione. "Anche gli italiani sono stati un popolo di migranti - ricorda il vescovo - anche noi abbiamo cercato in altri paesi di trovare il modo di migliorare le nostre condizioni di vita. Certo è, però, che forse non eravamo pronti ad affrontare un fenomeno così imponente". Nel ricordare che "senza gli immigrati molte aziende sarebbe costrette a chiudere" e che occorre promuovere una politica "di accoglienza ma nel rispetto della legalità", monsignor Pizzi esorta la comunità a considerare gli immigrati "non solo un problema, ma anche una risorsa".

 

A quasi tre anni dall'inizio del suo ministero, il vescovo di Forlì-Bertinoro ha operato anche una rimodulazione delle parrocchie. "Abbiamo dato vita alle unità pastorali - spiega - per cui non ci sarà più un prete per ogni singola parrocchia, ma più parroci. C'erano realtà piccolissime, con meno di cinquecento parrocchiani: c'è bisogno di camminare insieme e con questo spirito dobbiamo proseguire".

 

Tre anni sono sufficienti anche per tracciare un primo bilancio dei rapporti allacciati e vissuti con il territorio. "Ho ricevuto un'accoglienza calorosa - ammette - come non mi aspettavo; anche con le istituzioni locali i legami sono stretti e ho riscontrato un livello di attenzione che va oltre la deferenza esteriore ma che si è rivelato, anche nei fatti, davvero sincero". Una buona qualità dei rapporti che si è instaurata anche con i mezzi di informazione, "ai quali però ho chiesto di dare più spazio alle cose belle e positive del nostro territorio, a quelle eccellenze che ci sono ed è bene che si conoscano".

 

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Marco Di Maio


Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Albatros
    Albatros

    1, 100. 1000 TETTAMANZI .....

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