Forlì, impasse alla fiera. La Provincia: "Priorità alla fusione con Cesena"

Forlì, impasse alla fiera. La Provincia: "Priorità alla fusione con Cesena"

Forlì, impasse alla fiera. La Provincia: "Priorità alla fusione con Cesena"

FORLI' - Spingere l'acceleratore sull'unificazione delle due fiere di Forlì e di Cesena: è questo l'input forte che arriva dalla Provincia di Forlì-Cesena, socio di minoranza di entrambi gli enti fieristici. "La nostra presenza nelle compagine societaria delle due fiere è finalizzata a questo scopo", premette l'assessore Maurizio Castagnoli e l'intenzione è di mettere il tema sul tavolo del  prossimo cda. Il problema della presidenza dovrà essere risolto entro una decina di giorni.

 

Castagnoli poi passa a quanto accaduto nell'assemblea di mercoledì alla Fiera di Forlì, con la mancata nomina alla presidenza di Leardo Ravaioli, nonostante ci fosse l'accordo del patto di sindacato (Comune, Provincia, Camera di commercio, Fondazione Carisp, Cariromagna) per designarlo. Dice Castagnoli: "E' vero che in questa fase è importante che la capacità decisionale sia concentrata per permettere scelte importanti e veloci, ma è altrettanto giusto che i soci facciano scelte che diano loro delle garanzie".

 

L'intoppo sono state le deleghe, che nei progetti del Comune andavano redistribuite tra presidente e vice-presidente, in particolare quelle relativa alla gestione del palafiera. "Non sembrava essere una soluzione ostativa al corretto funzionamento della fiera e in ogni caso non è stato fatto presente da Ravaioli durante gli incontri preliminari", sempre Castagnoli.

 

Il diretto interessato però sminuisce l'accaduto. Solo "un errore di comunicazione": per Leardo Ravaioli, il presidente in pectore della fiera di Forlì, "non è successo nulla di strano, è stata spostata l'assemblea di una decina di giorni, mi dispiace aver causato questo disagio". E continua: "Probabilmente è stato un errore mio: mi hanno avvertito delle intenzioni della proprietà, ma davo per scontato che sarebbe stato il nuovo consiglio a decidere su come distribuire le deleghe al suo interno".

 

Insomma, i soci sarebbero entrati a gamba tesa sulla gestione, colpendo l'autonomia del futuro cda. "Ho chiesto che venisse fatta chiarezza, anche perché nella dicitura 'deleghe operative' può starci tutto e niente". Il timore di Ravaioli, in altre parole, è che la carica di presidente venga potenzialmente svuotata di autorità. "E' stato inaspettato anche per me", conclude.

 

In Comune, ora, stanno pensando a sostituire quella di Ravaioli con un'altra candidatura. Un'ipotesi che non fa scomporre il presidente in pectore: "Il vecchio consiglio ha lavorato con tanti sacrifici e portando a casa dei risultati, se è per il bene della fiera che venga individuata un'altra persona, benvenga, per me non è un problema", è la risposta serena di Ravaioli.

 

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di moro
    moro

    L'assessore Castagnoli, nella sua dichiarazione, commette, secondo la mia opinione, due errori: 1) un socio che abbia come obbiettivo quello di cambiare la natura della società ha solo una strada da percorrere. Acquisire la maggioranza delle azioni delle società che intende fondere; 2) un socio, che oltre alla rapidità decisionale richieda garanzie attraverso una distribuzione delle deleghe, dimostra sostanzialmente un suo disaccordo sulla scelta del candidato Presidente. Insomma in due parole "maanchismo di Veltroniana memoria"

  • Avatar anonimo di corso.rossi
    corso.rossi

    Povero galletto : è l'inizio della fine !

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