Forlì, impresa ed etica al centro dell’iniziativa organizzata da Camera di Commercio

Forlì, impresa ed etica al centro dell’iniziativa organizzata da Camera di Commercio

FORLI' - Si è svolto il 24 novembre scorso, a Forlì, nella sede della Prefettura di Forlì-Cesena, il Convegno "Impresa ed Etica", organizzato congiuntamente da Camera di Commercio di Forlì-Cesena e Prefettura, che ha visto un'ampia partecipazione di cittadini e autorità. Durante l'incontro, coordinato dal Prefetto di Forlì-Cesena, Dr Angelo Trovato, si sono alternati gli interventi degli esperti chiamati a esprimersi sulla necessità di una più stretta applicazione di criteri etici nella gestione d'impresa.


Dopo l'introduzione del Prefetto, ha aperto i lavori il Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, Alberto Zambianchi, che ha sottolineato la novità del tema, elemento di grande innovazione in quanto tenta di coniugare, per la prima volta in Italia, aspetti preventivi, propri dei sistemi di gestione aziendali volontari adottati dalle imprese, con aspetti regolatori e repressivi,  propri delle istituzioni.


Stefano Zamagni, Professore ordinario di Economia Politica presso l'Università di Bologna, nella sua relazione ha messo in luce i legami necessari tra norme morali, norme sociali e norme legali al fine di garantire un ambiente propedeutico allo sviluppo dell'impresa, delle persone che vi lavorano, della società e dell'ambiente in vista del perseguimento del bene comune, obiettivo in grado di favorire davvero uno sviluppo sostenibile per molti, e non per pochi.


Il dr Fabio Di Vizio, Sostituto Procuratore della Repubblica presso la Procura di Forlì-Cesena, si è soffermato sul valore che il controllo esercitato dalle autorità può avere, sottolineando in particolare come lo spazio per l'etica d'impresa possa realizzarsi, da una parte nell'interpretazione e nel rispetto della legge, secondo principi di autentica lealtà verso le regole, e dall'altra nel dovere della conoscenza vera e profonda dei rapporti che l'impresa instaura nella sua attività.
Il Dr Enzo Mataloni, membro della Commissione Tecnica UNI sulla responsabilità sociale d'impresa, ha poi illustrato la struttura generale della Linea Guida ISO 26000, recentemente pubblicata da ISO proprio per fornire una guida a livello globale alle organizzazioni che intendono affrontare in maniera strategica il rapporto tra economia ed etica.


Infine l'Ing.Luca Valli, Direttore del CISE, Azienda speciale della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, ha richiamato il significato, per le imprese e per il territorio, del Codice Etico promosso dalla Prefettura, e del marchio Impresa Etica, sostenuto dall'impegno della locale Camera di Commercio, Enti che credono fortemente nell'utilità degli strumenti per una competizione leale a tutti i livelli.


Le testimonianze dei rappresentanti di imprese del territorio che già da tempo si caratterizzano per avere assunto comportamenti socialmente responsabili, Nerio Alessandri (Presidente di Technogym), Lorenzo Zanotti (Direttore Amministrativo di Gala), Graziano Rinaldini, (Direttore Generale di Formula Servizi), Elena Grilli (Presidente della Cooperativa CAD), Giorgio Grazioso (Presidente di Aurora), Mauro Ravaglia ( Direttore Generale di Linea Sterile), Roberto Sacchetti (consigliere di Hera SPA), hanno sottolineato come un tale approccio sia non solo possibile ma soprattutto conveniente.


Il Prefetto ha quindi concluso i lavori della giornata richiamando un primo importante risultato che può essere ricondotto all'applicazione operativa dei principi esposti nel Codice etico, ossia una crescita, evidenziata dai dati economici dell'ultimo periodo, del settore Mobile Imbottito, favorita dai controlli realizzati dalle istituzioni e dall'azione preventiva svolta attraverso la diffusione del Marchio Impresa Etica.

 "L'adesione al Codice Etico da parte di Istituzioni, Associazioni di Categoria, Sindacati, ha  rappresentato senza dubbio un passaggio significativo nel panorama economico attuale - afferma Alberto Zambianchi, Presidente dell'Ente Camerale- perché testimonia l'impegno di un territorio a sostenere un modello di sviluppo che tenta di coniugare competitività e responsabilità. Per questo, la Camera di Commercio, attraverso il marchio  "Impresa Etica", elaborato dall'Azienda Speciale CISE che da molti anni si occupa di Sviluppo Sostenibile e Innovazione, si farà carico dei costi delle prime 50 aziende del territorio che vorranno rendere pubblico, attraverso il percorso di acquisizione del marchio, il loro impegno per un'"economia etica".

L'idea di un Codice Etico per il nostro sistema imprenditoriale - dichiara  Angelo Trovato, Prefetto di Forlì-Cesena - nasce all'interno di un percorso attivato nella nostra provincia al fine di combattere il lavoro nero e/o irregolare; percorso che ha visto attivarsi un sistema partecipato di controlli tra tutti i soggetti che hanno compiti istituzionali in un tale ambito e le amministrazioni locali del territorio, al fine di prevenire e combattere meccanismi imprenditoriali tendenti ad affidare quote, o l'intera filiera produttiva, ad aziende presenti sul territorio, spesso affidate o condotte nel dispregio delle più elementari norme di sicurezza e del rispetto della dignità dei lavoratori, realizzando, sul nostro territorio, una "delocalizzazione" della produzione e, conseguentemente, creando un falso "made in Italy".


Poiché il sistema dei controlli di per sé è insufficiente ad evitare l'espansione della problematica, si è deciso, insieme ai soggetti rappresentativi del territorio, di avviare sia interventi a sostegno delle comunità straniere con dei percorsi di mediazione culturale tendenti a far conoscere i diritti e i doveri delle stesse, sia di intervenire sulla committenza proponendo al sistema imprenditoriale un "codice etico" che contestualmente permetta agli aderenti di rafforzare la propria presenza sul mercato potendo usufruire di un marchio dal valore aggiunto di "impresa etica", che certifichi il rispetto delle regole, intervenendo anche sul piano contrattuale al fine di offrire alle stesse strumenti di natura privatistica che permettano il controllo della filiera produttiva, offrendo alla clientela un prodotto di qualità "certificato".

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