Forlì, in 668 su Facebook per salvare l'ex Eridania. Il sindaco: "Non ci sono i soldi"

Forlì, in 668 su Facebook per salvare l'ex Eridania. Il sindaco: "Non ci sono i soldi"

Forlì, in 668 su Facebook per salvare l'ex Eridania. Il sindaco: "Non ci sono i soldi"

FORLI' - Le petizioni dei cittadini per il recupero delle aree più degradate della città passano ancora una volta da Facebook. Un gruppo nato recentemente sul social network più popolare questa volta chiede al sindaco Roberto Balzani di prendere in mano la spinosa questione dell'ex Eridania, la più grande area dismessa della città (oltre 6 ettari), chiedendo di realizzare una grande struttura per le attività giovanili. Il gruppo è composto già da 668 membri.

 

E' stata inviata anche una lettera-appello al primo cittadino. Nella missiva, firmata come "Comitato cittadino spazi sociali" , si chiede che oltre "ai progetti privati ed esercizi commerciali che certo saranno presenti, anche spazi direttamente fruibili e gesti dalla popolazione stessa a scopi ricreativi-sociali, per esempio sentiamo fortemente la necessità di un centro di produzione e sviluppo della cultura giovanile".

 

A stretto giro risponde Balzani: "Che il contenitore sia di grande importanza siamo tutti d'accordo, e tutte le proposte sono valide". Ma il sindaco ricorda che deve fare i conti "con un principio di realtà". Continua Balzani: "Il problema è sempre quello economico: se la gestione deve ricadere sulle spalle del Comune, dico chiaramente che non ce la facciamo e che faremmo molta fatica col San Domenico se non ci fosse l'intervento della Fondazione Cassa dei Risparmi".

 

La struttura è privata e per il recupero del grande zuccherificio risalente alla fine dell'Ottocento servirebbero decine di milioni di euro che, per ora, nessuno ha. "Non è in cima alle priorità, ci sono diversi progetti più urgenti, fermo restando che dobbiamo fare una riflessione su cosa vogliamo farne dell'ex Eridania". Niente soldi, ma neanche nessun progetto in cantiere. "Non ci sono affatto progetti che devono partire nel 2010", corregge il primo cittadino.

 

Balzani, quindi, invita a giovani ad utilizzare il neonato centro della ‘Fabbrica delle candele' in viale Salinatore: "L'assessore alle politiche giovanili sta dando un impulso non da poco a questa struttura ed è un luogo sempre più destinato ad essere fruito, più di quanto lo sia stato in tempi recenti".

Commenti (4)

  • Avatar anonimo di signorG
    signorG

    ma balzani ha idea di come funzioni una città o fa apposta?! prima di tutto c'è un PRG (piano regolatore generale), che fa schifo, è vero, ma che finchè c'è va rispettato. cosa prevede il PRG in quell'area? se, all'atto della redazione, gli amministratori avessero deciso di metterci un centro per i giovani allora andrebbe costruito un centro per i giovani. invece lì sono previste altre cose, tra le quali le caserme dei carabinieri e la questura... l'area è privata quindi ciccia per tutti, il problema non si pone! se i nostri amministratori avessero amministrato meglio la città diciamo negli ultimi 20 anni avendo lungimiranza probabilmente tutti i problemi odierni non ci sarebbero. ma continuiamo pure a darci la zappa sui piedi, continuiamo pure a dare fiducia a degli incompetenti.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Forlì aveva una grande possibilità rispetto alle altre città della regione: il recupero delle aree dismesse. E' come avere un foglio bianco in mezzo alla città, su cui tu puoi disegnare quello che vuoi e, d'un tratto, modernizzare la cittadina, darle un nuovo aspetto, più concreto funzionale: competitivo rispetto al contesto in cui è collocata. Nuovi palazzi, architettura all'avanguardia, sperimentazione di materiali e soluzioni architettoniche. La presenza di una vicina facoltà di architettura per studenti romagnoli (anche forlivesi) poteva davvero dare la possibilità ai cittadini di disegnare, qui e ora, la loro città per il futuro. Far fare a Forlì un salto in avanti di tanti, tanti decenni. Quello che non perdono alla classe politica dirigente della città di Forlì è la mioina con cui ha gestito le aree fino ad ora assegnate, con lottizzazioni cosi impudiche che farebbero felici i palazzinari selvaggi della Palermo di Ciancimino (absit iniuria verbis). Non ho mai capito perché il PD forlivese (e prima i DS) siano così peggio dei loro vicini di Cesena o Ravenna. Come mai ? A Cesena non l'avrebbero mai fatto. E l'economia Cesenate a confronti di quella Forlivese è un altro pianeta. Là fabbriche e servizi, qui condomini a go-go. Non dico che gli amici edili e cooperatori non debbano essere aiutati. Mica sono il Dalai Lama, ma cribbio: un po' di decenza. Vengo al punto: d_a_v_i_d_e ha ragione. Anzi, temo che vada a finire come dice lui. Soluzioni alternative ? Non so proprio: persa per persa, meglio tutto prato e amen.

  • Avatar anonimo di Pablito
    Pablito

    .....apettiamo che cada (e nel caso diamogli pure una mano) così, come a Forlimpopoli con l'Orbat, potremo fare un intero nuovo quartiere residenziale......

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    Per fare l'Iper i soldi i sono però... Non ho la bacchetta magica, ma credo che i finanziamenti arriverebbero, tutti i restauri sono fatti con finanziamenti statali ed europei, i comuni sborsano una minima parte, certo che se non hanno nemmeno un progetto... Il ragionamento del sindaco (e non solo di lui) è: non abbiamo i soldi, allora facciamo andare giù tutto e quando avremo perso un altro pezzo di storia e di architettura avremo risolto il problema. Prima di consumare territorio con oscene realizzazioni, l'imperativo dovrebbe essere recuperare zone dismesse con contemporaneo restauro dei monumenti abbandonati.

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