Forlì: in Consiglio si consuma il divorzio Lega-Rondoni, ed è ancora polemica

Forlì: in Consiglio si consuma il divorzio Lega-Rondoni, ed è ancora polemica

Pini e Rondoni-2

FORLI' - Si è consumato in apertura di consiglio comunale di giovedì pomeriggio lo ‘psicodramma politico' del divorzio tra la Lega Nord e il coordinatore del centro-destra in Consiglio comunale ed ex candidato sindaco Alessandro Rondoni. A celebrarlo è stato l'intervento iniziale del capogruppo del Carroccio Francesco Aprigliano, dando una veste formale alle dichiarazione pubbliche del segretario romagnolo Gianluca Pini e del segretario provinciale Jacopo Morrone.

 

Aprigliano: "La Lega balla da sola"

"Dopo le elezioni amministrative si è provveduto, credo per la prima volta in Italia, ad istituire un ruolo di coordinatore delle opposizioni, confermiamo l'esito positivo di questo percorso e l'apprezzamento nei confronti del nostro ex coordinatore, ma la segreteria della Lega Nord, che detta le scelte politiche di questo gruppo, ha deciso di non riconoscersi più nella sua figura", rompe Aprigliano, concludendo: "Da ora la Lega balla da sola". La Lega Nord non perdona a Rondoni di aver parteggiato in campagna elettorale a favore di Antonio Nervegna del Pdl, cosa che però Rondoni non conferma: "Sono andato a tutte le iniziative a cui sono stato invitato, compreso quelle della Lega Nord"

 

Rondoni: "Triste ballare da soli"

Una frase che lascia a Rondoni, la fin troppo facile battuta: "Ballare da soli è una cosa triste". E subito rintuzza l'ex candidato a sindaco che ha portato Forlì al ballottaggio, che Rondoni definisce "storico": "E' un problema interno della Lega, a me interessano di più i problemi della città, continuo ad andare avanti". Anche perché i gruppi residui del coordinamento, Pdl e Udc, ribadiscono di voler procedere con questa esperienza.

 

PdL e Udc sono con Rondoni

"La scelta era di un'opposizione che va a parlare all'amministrazione con una voce sola, ora siamo tutti più deboli", spiega Angelo Sampieri, capogruppo del Pdl. "Non ritengo il coordinamento una mancanza di autonomia, noi sosteniamo Rondoni per un motivo empirico: con lui l'Udc è stato in grado di fare il 5,5%", aggiunge Gabriele Gugnoni, capogruppo dell'Udc. Le due prese di posizione costringono Aprigliano a precisare che "non si sposta niente nell'asse dell'opposizione, ma si rompe uno schema non più funzionante".

 

Era meglio la lista civica?

E ancora il capogruppo del Carroccio: "Questo non è sfiduciarlo come eventuale futuro candidato sindaco, che si faccia il suo partito, così avrà il suo peso", sempre Aprigliano. Ma proprio l'assenza di una lista personale del candidato sulla scheda elettorale fu un diktat che venne dai partiti di centro-destra prima delle elezioni per il sindaco. Marino Bartoletti, leader di Viva Forlì, gli offrì la sua, ma i partiti imposero il ‘no'.

 

Nessuna recriminazione sulla lista civica, per Rondoni: "Tutto questo conferma che è la stagione dei partiti e non delle liste civiche". In ogni caso, conclude il coordinatore di Pdl e Udc: "La Lega Nord non mi ha sfiduciato, ha semplicemente disconosciuto dei risultati come la vice- presidenza del consiglio comunale e la presidenza della prima commissione che sono andati a consiglieri del suo partito, se ne assumerà la responsabilità, tutto il resto è solo un alibi".

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    @marko il rondone al posto della colomba... @j dorian da quel che mi risulta il casus belli era una foto dei due... ma se anche Rondoni si fosse schierato, sarebbe così grave? Non so... Di sicuro la lega aspettava una motivazione e il suo successo elettorale ha accelerato rivendicazioni sul PDL locale che si prepara a un redde rationem

  • Avatar anonimo di Marko
    Marko

    A parte il presunto appoggio a Nervegna, dove più che altro mi è sembrata una strumentalizzazione di quest'ultimo in favore della propria (disperata e fallimentare) campagna elettorale, concordo sul fatto che la figura di Rondoni come "collante" fra tutte le anime variegate dell'opposizione gli è sempre stata troppo stretta (di Berlusconi ce n'è uno!) e sta pagando la propria scelta di sposare i partiti anzichè creare un proprio movimento civico che gli avrebbe garantito, da un lato un maggiore risultato elettorale e dall'altro una maggiore indipendenza e forza in Consiglio Comunale. Direi che gli stanno facendo fare la fine (non me ne voglia per la metafora!) dell'agnello, sacrificato sull'altare della superbia dei partiti (guarda caso siamo proprio a Pasqua!). Auguri.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Oh Vico, mi sa che la storia qui è un po' diversa. Ho letto su questo giornale che a Forlì sono girati materiali di pubblicità politica a doppia firma Rondoni - Nervegna. Se è così non va mica tanto bene. Ok, per l'appoggio al presidente di regione Anna Maria B. anche se è PDL, ma non a livello locale. E' come se Errani si mettesse a fare campagna politica per il PD in caso di confronto Diretto fra PD e IDV. Se fossi in Di Pietro mi incazzerei perché Errani è stato eletto anche con i voti IDV.

  • Avatar anonimo di vico
    vico

    LA FAVOLA DEL LUPO E DEL RONDONE Un lupo ed un rondone, spinti dalla sete, erano giunti allo stesso ruscello. Più in alto si fermò il lupo, molto più in basso si mise il rondone . Allora quel furfante, spinto dalla sua sfrenata golosità, cercò un pretesto per litigare. "Perché", disse, "intorbidi l'acqua che sto bevendo?" Pieno di timore il rondone rispose: "Scusa, come posso fare ciò che tu mi rimproveri? Io bevo l'acqua che passa prima da te". E quello, sconfitto dall'evidenza del fatto, disse: "Sei mesi fa hai parlato male di me". E il rondone ribatté: "Ma se ancora non ero nato!" "Allora fu tuo padre a parlare male di me", disse il lupo. E subito gli saltò addosso e in quattro e quattr'otto lo divorò.

  • Avatar anonimo di benpensante
    benpensante

    Caro Rondoni: le liste civiche sono il futuro delle elezioni amministrative locali e vanno perseguite e portate avanti trasversalmente ai partite e su questo ha ragione,ma ,mi permetta,Lei alle regionali doveva essere imarziale tra i candidati ed il suo appoggio a Nervegna,detto da Lei e non da altri,è stato un errore strategico e politco; tra l'altro,mi permetta,un candidato come Nervegna non fa parte della Sua storia personale,confessionale e politica essendosi (Nervegna)apparentato con personaggi che non portano ad un domani proficuo per nessun movimento o partito ed è per questo che Lei non doveva dichiarare la Sua preferenza..E' chiaro che è meglio ballare insieme che da soli,ma è anche ovvio che un partito politico deve trarre conclusioni dai comportamenti delle persone e fare le sue scelte.

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