Forlì, in duecento per i Cappuccini: "Non se ne devono andare"

Forlì, in duecento per i Cappuccini: "Non se ne devono andare"

Forlì, in duecento per i Cappuccini: "Non se ne devono andare"

FORLI' - I forlivesi amano veramente i Cappuccini e non vogliono che se vadano. Almeno duecento persone hanno partecipato, martedì sera, a Santa Maria del Fiore, alla veglia di preghiera indetta dai parrocchiani per testimoniare concreto affetto agli emuli del "Poverello d'Assisi", in predicato di lasciare Forlì dopo 500 anni. "Riunirci in preghiera - dichiara dall'altare Pietro Spada, uno dei capofila della civilissima protesta - credo sia il modo migliore per iniziare la nostra battaglia".

 

Sotto lo sguardo vigile della Madonna dei Fiori, cui è dedicata la chiesa francescana di via Ravegnana, luogo di culto cristiano sin dal XVI secolo, Spada ha anche invocato la protezione di alcuni frati cappuccini scomparsi, che hanno fatto la storia di Santa Maria del Fiore negli ultimi 50 anni. Evocati tutti insieme, "perché facciano sì che i superiori dell'ordine soprassiedano alla decisione presa", sono risuonati i nomi di padre Quintiliano, padre Roberto, fra Agostino, padre Crispino e, da ultimo, l'indimenticabile padre Lazzaro Corazzi, l'inventore della Mensa dei Poveri, scomparso nel 2003 a Rimini. Grande successo anche per la petizione popolare di solidarietà ai frati, con un migliaio di firme già raccolte.

 

"Molti forlivesi - precisa Davide Marchetti, responsabile del locale Gruppo Preghiera "Padre Pio" - non si sono fermati alla veglia in quanto non credenti, ma hanno comunque firmato, volendo manifestare il loro attaccamento ai frati per l'insostituibile funzione di presidio sociale e morale per il territorio". Grande effetto ha destato l'apparizione in chiesa di padre Aurelio Capodilista. Dopo aver impartito la benedizione finale ai presenti, il decano della comunità cappuccina forlivese si è quasi scusato per il grave disagio in cui versano i fedeli di Santa Maria del Fiore: "Ho sempre ubbidito ai superiori, come prescrive la nostra regola. Però è un peccato andarcene dopo 500 anni, proprio ora che nel quartiere si sta affievolendo la presenza cristiana".

 

Il Foro Boario è, infatti, divenuto uno dei punti del centro cittadino con la più alta concentrazione di residenti extracomunitari non cristiani. Senza dimenticare la stessa "mensa dei Poveri" e l'accoglienza notturna Caritas, frequentate in maggioranza da non italiani. Al termine, alcuni parrocchiani hanno manifestato l'intenzione di informare e coinvolgere ufficialmente nella vicenda sindaco e prefetto, estendo la raccolta di firme a tutta la città. Ma c'è già tensione pensando a martedì 21 giugno, giorno in cui il vescovo di Forlì-Bertinoro monsignor Lino Pizzi riceverà il superiore provinciale dei Cappuccini, padre Matteo Ghisini. Potrebbe già trattarsi di un passaggio di consegne, anche se il popolo di Santa Maria del Fiore, per nulla rassegnato, spera e prega che il Definitorio Provinciale, organo di governo dei 24 Conventi e dei 212 frati (dati 2005) che compongono la Provincia Cappuccina emiliano-romagnola, "sospenda una decisione palesemente impopolare e inopportuna".

  

Piero Ghetti

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