Forlì, in fase di ultimazione i lavori per l'asilo nido 'Campanellino' alla Cava

Forlì, in fase di ultimazione i lavori per l'asilo nido 'Campanellino' alla Cava

Forlì, in fase di ultimazione i lavori per l'asilo nido 'Campanellino' alla Cava

FORLI' - Riapre il "Campanellino". Sono in dirittura d'arrivo i lavori di riqualificazione della scuola materna di via Carpegna, 20, condotto dal Centro Italiano Femminile di Forlì. Da decenni presidio indispensabile nell'educazione e nella cura della prima infanzia residente al quartiere Cava, l'asilo riaprirà i battenti a settembre con una prima sezione capace di ospitare 15 bimbi dai 12 ai 36 mesi, e la possibilità nell'anno scolastico 2011/12 di attivare una seconda sezione per un totale di 30 bimbi accolti.

 

"Stiamo completando le opere di ristrutturazione ed ampliamento - dichiara il presidente Cif Roberta Brunazzi - in conformità ad un moderno progetto ispirato all'equilibrio ambientale e al contenimento energetico". Il nido funzionerà da settembre a luglio, con una sospensione delle attività per le festività di Natale e Pasqua. "In ogni caso - precisa Brunazzi, che nella conduzione della struttura può contare sul vice presidente Cif Maria Paola Casadei, consorte del presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Piergiuseppe Dolcini - seguiremo il calendario predisposto dal Comune".

 

Il nido sarà aperto cinque giorni la settimana, dal lunedì al venerdì, con fascia oraria dalle 7,30 alle 17,30/18,00 e la possibilità di uscite intermedie in accordo con i genitori. La retta a carico delle famiglie sarà di 385 euro mensili. "Il contenimento della spesa - interviene nuovamente la Brunazzi - è merito del Progetto Voucher, che si avvale di contributi regionali e comunali, nonché del Fondo Sociale Europeo, finalizzati al sostegno delle famiglie con genitori che lavorano".

 

In aiuto al Cif, ad alleggerire le ingenti spese di riqualificazione del nido "Campanellino", sono intervenuti la Provincia di Forlì-Cesena e lo stesso Comune. Ma non va certo dimenticata la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, che ha dato un contributo determinante per l'acquisto dei nuovi arredi dell'intera struttura. Il Centro Italiano Femminile di Forlì vide la luce nel lontano 1945, quando il vescovo monsignor Giuseppe Rolla incaricò Iolanda Baldassari, storica capofila dell'Azione Cattolica, di dar vita alla nuova associazione nel capoluogo e in provincia. Fu lei la prima presidente provinciale: il Cif riuniva, come federazione, tutte le associazioni d'ispirazione cristiana già esistenti e ne coordinava le attività.

 

Erano i mesi dell'immediato dopoguerra, e gran parte della popolazione versava in condizioni di estremo disagio, senza casa, lavoro e cibo. Le prime iniziative del Cif furono pertanto di tipo prevalentemente assistenziale. Nacquero i primi Comitati Comunali Cif, a Rimini, a Cesena e in molti comuni delle vallate, e con essi i primi asili per l'infanzia, refettori, mense per studenti, corsi di doposcuola e di formazione professionale, corsi di educazione per gli adulti, cineforum, colonie estive per ragazzi. La chiesa forlivese stava facendo ampiamente la sua parte. Nel 1949 venne avviata una prima colonia diurna nelle scuole elementari di viale Salinatore e nel 1956 venne acquistato un terreno in zona Cava, in cui sorse la Scuola Materna Cif, l'attuale Nido "Campanellino".

 

Nel 1952 presero il via i corsi di Scuola Popolare, trasformati in seguito in incontri di aggiornamento permanente per adulti, ai quali si affiancarono anche corsi di formazione professionale. Su questa strada di formazione permanente sorse poi, nel 1983, la Libera Università per Anziani, istituita dal Cif di Forlì assieme ad altre associazioni d'ispirazione cristiana, ancora oggi in attività con circa 300 iscritti l'anno. Con il trascorrere degli anni, mutate le esigenze sociali, il Cif ha accentuato il carattere educativo degli interventi, rivolgendosi in particolare all'infanzia e alla famiglia. Piero Ghetti

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