Forlì in lutto, Pedulli (Pd): "Angelo Satanassi, Il Sindaco"

Forlì in lutto, Pedulli (Pd): "Angelo Satanassi, Il Sindaco"

Con la scomparsa di Angelo Satanassi, Forlì, il suo territorio e la Romagna, perdono un grande protagonista del suo riscatto e della sua evoluzione: un pezzo della sua storia moderna. La Sua è stata una vita intensa, interamente permeata dai grandi valori di libertà, di democrazia, di solidarietà e di giustizia sociale.

 

A partire dalla Sua partecipazione attiva, giovanissimo, alla Resistenza. D'altra parte, come gli piaceva ricordare, aveva respirato politica fin dall'infanzia, a Santa Sofia, nella Sua famiglia, di origine socialista. Dopo la Liberazione, mise la Sua elevata competenza e professionalità (era Perito Agrario), al servizio del movimento contadino, come dirigente dell'"Alleanza Contadini".

 

Come dirigente del Partito Comunista Italiano, ha ricoperto ruoli di straordinaria importanza, ma senza diventarne mai "funzionario". Era politicamente molto vicino alle posizioni di Giorgio Amendola e di Giorgio Napolitano, che, nella sua recente visita a Forlì, non vedendolo presente alle cerimonie, gli ha mandato un caloroso biglietto di saluto. Fu eletto nel Consiglio Comunale di Forlì nel 1956. Ben presto assunse il ruolo di Capo-Gruppo del PCI, dispiegando una opposizione ferma, ma sempre rigorosa, attenta al merito dei problemi.

 

Nel 1970, dopo il lungo periodo della gestione commissariale, che durò per tutta la seconda parte degli anni '60, fu considerato il Sindaco naturale dell'alleanza PCI-PSI. Da subito si trovò a dover affrontare i tantissimi problemi di una Città arretrata (era l'epoca di Forlì equiparata ad Avellino), priva di servizi pubblici, civili e sociali, adeguati: in molti condomini, l'acqua non arrivava oltre il terzo piano; le discariche dei rifiuti assediavano le aree urbane; le industrie storiche erano ormai al capolinea; l'infanzia e gli anziani, vedevano interventi a fasce

limitate e puramente assistenziali.

 

Con la Sua squadra, che si era formata sul territorio forlivese, a contatto vivo con la sua realtà, fortemente motivata e con idee-forza innovative, si applicò al bene comune con tenacia e senza risparmio di energie, intellettuali e umane. Il suo pallino fisso era quello del rapporto coi cittadini, che andavano informati di continuo e su tutto (e fondò "Comune Aperto"). La prima parte di tutte le riunioni di Giunta, la dedicava a fare il punto settimanale su quante assemblee erano state fatte, quanti cittadini avevano partecipato o si erano incontrati, che cosa emergeva da questi incontri. E concludeva questa parte della riunione, con il programma degli incontri della settimana successiva.

 

Sapeva coniugare con efficacia l'esigenza di rispondere positivamente ai problemi minuti e alla progettualità più ampia. E' di quel periodo l'avvio dell'azione amministrativa che oggi si definisce di "Area Vasta". L'esempio che comprende tutto, è quello dell'allora Consorzio Acque (oggi "Romagna Acque"), che creò le condizioni irreversibili per la Diga di Ridracoli e l'Acquedotto della Romagna. Nel 1975, venne rieletto Sindaco, dal Consiglio Comunale, dopo uno straordinario successo elettorale del PCI, che sfiorò, da solo, il 50% dei voti.

 

Si dovrebbe fare un bilancio lunghissimo delle cose fatte o impostate da Angelo Satanassi. Ma

qui basta ricordarne alcune: la dotazione di infrastrutture civili per la Città, i quartieri e le frazioni (un tutt'uno, ribadiva continuamente); le politiche per l'infanzia, gli anziani e la salute; l'acqua, sempre, in tutte le case; la soluzione dell'endemico problema dei rifiuti, con l'inceneritore di Coriano; le fognature e la depurazione delle acque; la politica delle aree produttive diffusa (l'alternativa alla crisi delle grandi industrie, Mangelli in testa); la promozione della cultura; l'edilizia popolare pubblica; il verde; una nuova politica urbanistica.

 

Angelo Satanassi era un personaggio sanguigno, determinato, ma rispettato, perché rispettoso di tutti. Ha sempre considerato gli altri, "oppositori" e non "nemici". Intratteneva rapporti costruttivi con l'insieme delle Istituzioni: sociali, economiche, culturali, religiose, militari, giudiziarie. Nel 1979, è stato eletto Deputato, confermato nella legislatura successiva. Quando ha concluso il suo naturale ciclo di elevati incarichi pubblici, ha continuato a dare il Suo autonomo contributo politico.

 

Ha vissuto con sofferenza la fine del PCI, ma ha aderito e sostenuto il Pds, i Ds e il Pd, al quale era iscritto. Ha frequentato, fin quando ha potuto, il Suo Circolo, a Ca' Ossi. Malgrado l'intensità della sua attività, che lo ha costretto a sacrificare i rapporti famigliari, aveva un attaccamento e un legame straordinari con la moglie e i suoi due figli. Li considerava una ricchezza inestimabile. Il Sindaco Roberto Balzani ha compiuto un atto di saggezza e di grande considerazione, nel voler allestire la camera ardente nel Salone Comunale di Forlì. E' la degna ricompensa di una personalità eminente, che ha meritato e merita, come ancora in tanti lo ricordano, l'appellativo: "Il Sindaco".

 

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Giuliano Pedulli

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