Forlì, inchiesta contabile. L'Ausl: "Contratti regolari, siamo fiduciosi"

Forlì, inchiesta contabile. L'Ausl: "Contratti regolari, siamo fiduciosi"

Forlì, inchiesta contabile. L'Ausl: "Contratti regolari, siamo fiduciosi"

BOLOGNA - "Dagli elementi che sono stati portati a processo io ritengo che non ci sia stata nessuna violazione di legge ne' che si sia configurato un danno erariale". Va in trincea il direttore generale dell'Ausl di Forli', Licia Petropulacos, e difende a spada tratta l'operato dei propri cinque (ma quattro sono ex) dirigenti finiti nel mirino della Procura della Corte dei Conti che li accusa di aver in sostanza appaltato l'utilizzo del laboratorio di Anatomia patologica.

 

Il 'sistema di contratti' e' andato avanti anche dopo. Lo afferma Petropulacos: "La contestazione riguarda gli anni tra il 2001 e il 2005, a proposito di un rapporto tra l'Ausl e le due strutture  che si e' interrotto nell'estate del 2009". In sostanza, quindi, l'Ausl ha deciso di porre fine ai  contratti (in base a quali garantiva lo svolgimento di analisi di laboratorio e altri esami) con le case di cura solo dopo chiusura dell'inchiesta.

 

La citazione a giudizio del procuratore contabile Paolo Novelli e' datata maggio 2009 e l'udienza si e' tenuta il 9 dicembre. Per il direttore generale dell'Ausl di Forli', in ogni caso, tutto e' destinato a risolversi. "Sono assolutamente fiduciosa e mi auguro che si accerti che non c'e' stato nessun danno erariale ne' tantomeno si sono verificate ripercussioni sulle liste d'attesa". Petropulacos si dice "assolutamente" d'accordo con la linea difensiva sostenuta dai dirigenti davanti alla Procura contabile, ovvero che la stipulazione di questi contratti fosse del tutto lecita.

 

Non esiste un divieto assoluto, sancito dalla legge, per il sanitario del servizio pubblico di lavorare per le strutture accreditate? "Si' esiste- replica Petropulacos- ma i sanitari non hanno stipulato contratti con le due strutture e non avevano un rapporto lavorativo diretto con esse, lo hanno fatto tramite l'Ausl". Inoltre, aggiunge il numero dell'Ausl forlivese, si trattava di "prestazioni aggiuntive,  prestate in regime di libera professione e al di fuori dall'orario di lavoro". Per la Procura contabile, pero', sono vietati anche i rapporti tra struttura pubblica e struttura accreditata, non solo quelle tra i singoli medici 'pubblici' e le case di cura.

 

"A me non risulta che lo siano, non quando le relazioni sono finalizzate a garantire il miglior risultato complessivo del sistema" dice Petropulacos. Quanto all'obiezione mossa dal pm Novelli circa la turbativa del regime di libera concorrenza tra strutture private Petropulacos ribatte: "Concorrenza? A Forli' ci sono solo quelle due strutture accreditate".

 

Infine, in riferimento al fatto che, secondo la Procura contabile, l'essere in grado di fornire  autonomamente lo sviluppo degli esami e' uno dei requisiti per accedere all'accreditamento da parte delle strutture private, il direttore generale afferma: "I requisiti prevedono che la struttura sia in grado di fornire i servizi, anche in modo non autonomo. Possono anche acquisirli. Le strutture che fanno tutto in proprio sono pochissime, basta pensare alle trasfusioni".

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