Forlì, inchiesta contabile. Le cliniche private: "Rapporti normali con Ausl"

Forlì, inchiesta contabile. Le cliniche private: "Rapporti normali con Ausl"

Forlì, inchiesta contabile. Le cliniche private: "Rapporti normali con Ausl"

BOLOGNA - La vicenda delle contestazioni della Corte dei Conti all'Ausl di Forli', "pare fondata su semplici e ovviabili ambiguita' interpretative". Ecco perche' si spera che "possa essere chiarita e si possa tornare al piu' presto ad operare in un quadro di regole moderno, chiaro e condiviso". E poi la visione prefigurata dalle indagini "e' datata e superata dall'attuale politiche sanitarie". Parla Mario Cotti, presidente regionale dell'Aiop l'associazione che riunisce gli ospedali privati.

 

Il caso è quello degli esami del laboratorio di anatomia patologica, realizzati dall'Ausl di Forli' per due case di cura accreditate. E sposa la linea della difesa, spiegando che "l'attivita' svolta non costituisce e non potra' mai costituire un illecito perche' eseguita, anche se a titolo di libera professione, all'interno dell'azienda pubblica e non presso le case di cura private". Cotti, poi, mette in fila i distinguo. Tanto per cominciare, scrive, l'attivita' e' svolta dai medici per conto della propria Ausl ed e' fatturata dall'azienda pubblica al soggetto privato.

 

"Quindi e' pienamente trasparente e imputabile direttamente alle Ausl". Inoltre, l'attivita' non e' esercitata "in trasferta" dai dipendenti pubblici, ma dentro la struttura pubblica. E poi non c'e' nemmeno conflitto di interesse, perche' non si "dirottano utenti dal pubblico al privato ma al contrario si fanno affluire risorse dal privato al pubblico". Su questo tema Cotti cita anche un altro  elemento, e cioe' il fatto che l'attivita' "non arreca danni alla libera concorrenza perche' tra pubblico e privato, non solo nella nostra regione, la competizione e' solo residuale e non si manifesta certo nell'attivita' svolta a favore del sistema sanitario regionale".

 

Al contrario, nel sistema sanitario "vige un principio di piena e leale collaborazione e integrazione per raggiungere i migliori livelli essenziali di assistenza (Lea), con suddivisione e distinzione di compiti, e comunione di fini". In Emilia-Romagna, prosegue poi il presidente Aiop, la sanita'

privata e' governata da "un accordo ferreo" che, da una parte, vieta espressamente di avvalersi nelle strutture private accreditate di medici pubblici (dal 1999), ma, dall'altra, favorisce la reciproca collaborazione.

 

L'augurio dell'Aiop e' quindi di tornare prima possibile a operare "in un quadro di regole moderno, chiaro e condiviso, ispirato ai principi di leale collaborazione e integrazione e che, lungi dal provocare danni all'erario, fornisca in periodi di scarsita' di risorse l'utilizzo di tutti i fattori, pubblici e privati, per il conseguimento del fine comune".

 

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