Forlì, inchiesta contabile su Ausl. Nardozzi: "Nessun danno erariale"

Forlì, inchiesta contabile su Ausl. Nardozzi: "Nessun danno erariale"

FORLI' - "Un abbaglio" e "nessun danno erariale, visto che l'Ausl ci guadagnò, se non ricordo male, l'equivalente di circa 200mila euro nei milioni di allora": si dice sereno e tranquillo Lino Nardozzi, il primo direttore generale dell'Ausl che nel 2001 si trovò ad inaugurare la prassi di fornire i servizi di laboratorio di anatomia patologica a due strutture sanitarie private. Ne ricorda la 'ratio' politica, Nardozzi: "Era una possibilità prevista dal contratto nazionale".

 

E ancora: "Decidemmo di avvalerci di questa soluzione, cioé che l'Ausl potesse vendere all'esterno prestazioni, per ovviare ad un problema di qualità non eccelsa dei referti patologici delle due strutture private". In ogni caso i professionisti, per Nardozzi, "facevano attività per l'Ausl, non per le case di cura". In ogni caso, l'allora direttore generale andò in pensione dopo sei mesi da quei  contratti, poi proseguiti dai suoi successori, il deceduto Massimo Pieratelli e il suo successore Claudio Mazzoni. "Solo successivamente- precisa Nardozzi- vi fu una direttiva regionale in base a cui tali contratti non erano considerati opportuni".

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