Forlì, infermieristica: Università pronta a sostenere l'alta formazione in città

Forlì, infermieristica: Università pronta a sostenere l'alta formazione in città

FORLI' - Totale disponibilità della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Bologna a sostenere, a Forlì, iniziative formative di alto livello in campo sanitario, in particolare infermieristico. A dichiararlo è lo stesso preside Sergio Stefoni che venerdì 29 ottobre è stato l'ospite d'onore della cerimonia inaugurale del Corso di Laurea in Infermieristica, sede di Forlì, e del Master Universitario"Percorsi clinici e di ricerca nell'infermieristica oncologica", andata in scena all'ospedale "Morgagni-Pierantoni di Forlì". La giornata è stata un vero  D-day delle nuove leve della professione infermieristica, visto che si è aperta, al mattino, con la discussione delle  tesi dei 23 studenti che hanno concluso la prima edizione del Master Universitario di I° livello "Infermieristica in Oncologia".

 

«Negli anni passati, c'è stato un proliferare di corsi - ha ricordato Stefoni - adesso, si sta rinsavendo. Occorre identificare alcuni settori qualificanti e su quelli puntare con decisione: una volta selezionate le iniziative di qualità, la disponibilità della Facoltà a sostenerle sarà totale». Sicuramente, fra queste rientra il percorso formativo della professione infermieristica, con la continua espansione del Corso di Laurea triennale, passato dai 45 posti della prima edizione, nel 2005-2006, agli attuali 60, e il successo riscosso dal Master in "Infermieristica Oncologica", partito nel 2008. «Come membro di Alma Mater sono orgoglioso di avere, nel nostro territorio, un'iniziativa dell'Università che funziona così bene - è intervenuto il sindaco di Forlì Roberto Balzani - a livello locale abbiamo investito molto sulla formazione e su strutture formative di buon livello, compiendo scelte onerose. Tuttavia, avendo a disposizione un ospedale come il "Morgagni-Pierantoni" e un istituto come l'Irst, perfetti quali sedi di tirocinio e ricerca per supportare una formazione di alta qualità, ci è sembrato giusto agire in questo senso».

 

 D'altronde, ha spiegato il sindaco, questa è la priorità del Comune: «Aumentare i percorsi formativi, accrescere il grado di cultura diffusa, attirare risorse intellettuali dall'esterno incentivandole a restare sono punti cardine della nostra azione. Intendiamo, quindi, proseguire lungo questa strada, implementando le opportunità didattiche, affinchè Forlì diventi una cittadella culturale».

 

Il prof. Dino Amadori, direttore scientifico dell'Irst e del Master, ha, poi, ribadito al prof. Stefoni la volontà dell'istituto di Meldola di collaborare sempre più con l'Università. «Credo di poter definire il nostro istituto una struttura di alto livello - ha affermato - l'Irst, quindi, è a disposizione della Facoltà, che può sfruttarlo come luogo di formazione». Il prof. Amadori si è soffermato anche sul valore della professione infermieristica. «Il modo in cui molti, in Italia, trattano tale figura è preistorico - ha commentato - negli Usa, infatti, quella infermieristica è un'alta professionalità, che svolge un'attività para e anche pari medica, rendendo in molti casi non necessario l'intervento del medico».

 

Il prof. Gaetano La Manna, direttore scientifico del Master, è entrato, invece, nei dettagli più specifici del corso. «La prima edizione è andata bene ma si sa che l'impresa più difficile è confermarsi - ha dichiarato - a nostro avviso, il Master consente di compiere un passo in avanti nella propria vita professionale. Complessivamente, vengono proposte 1.500 ore di lezione, metà pratiche e metà teoriche, con tirocini in strutture sanitarie di tutta la Romagna, nonché modalità didattiche innovative quali simulazioni o discussioni di casi clinici. I docenti coinvolti sono 28, tutti di grande prestigio, per un totale di 10 corsi».

 

Infine, la dott.ssa Silvia Mambelli, direttore Infermieristico e Tecnico dell'Ausl di Forlì, ha sottolineato l'importanza della formazione per affermare la professionalità dell'infermiere e sviluppare competenze avanzate, in modo tale da dare risposte ai cambiamenti organizzativi in corso e fornire servizi sempre più qualificati, adeguati ai bisogni dei pazienti     

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