Forlì, integrazione. Valbonesi (PD): "La strada giusta è quella della comunicazione"

Forlì, integrazione. Valbonesi (PD): "La strada giusta è quella della comunicazione"

FORLI' - La fine del Ramadan  riporta alla ribalta un importante dibattito per la nostra città, quello sull'integrazione e sulla diversità delle culture che sono oramai presenti con i nuovi residenti. Mi sembra che i toni sulla stampa di questi giorni riaccendano contrasti in maniera strumentale mentre penso invece che si debba ora più che mai intraprendere la strada della comunicazione, della conoscenza, dell'accettazione.


Credo che sia  la scuola il luogo primario dove lavorare, lo si fa già  da tempo, per dare pieno significato alla parola integrazione. Nelle aule gia si mescolano volti di diversi paesi e gli insegnanti con il proprio lavoro suppliscono quelle che sono le mancanze strutturali della scuola.


Una contraddizione tutta italiana, mentre negli altri paesi si investe sulla scuola, sulla ricerca e sull'università e quindi a cascata sulla conoscenza e sulla multiculturalità, la riforma Gelmini con l'alibi della crisi economica taglia insegnanti, accorpa classi, azzera il personale di sostegno e nega la possibilità di una vera integrazione decimando appunto gli strumenti della  reciproca conoscenza riducendo lo studio e frenando la crescita di anticorpi ai germi dell'intolleranza che una sana coscienza civile sviluppa con la cultura e lo studio.


Se poi, noi tutti, ci facciamo prendere dal clima di diffidenza che ci viene indotto dai mezzi di informazione, scopriamo la paura del diverso e ne facciamo un nemico da combattere.


La conoscenza e il rispetto reciproco sono il primo passo verso l'accettazione delle persone, riconoscere i nuovi cittadini come portatori di diritti ma anche di doveri, è assolutamente necessario per il vivere comune.


Il programma del Sindaco Balzani,in due punti nevralgici,come il centro storico e la raccolta porta a porta, si intreccia in modo assolutamente importante con l'integrazione dei  cittadini di etnie e culture diverse e queste nuove sfide difficilmente avranno il desiderato successo se si esclude nel processo quella parte sempre più numericamente importante di nuovi abitanti.


Trovo altrettanto significativo che all'incontro tenutosi con la comunità musulmana oltre all'assessore Drei, fosse presente anche don Sala e che abbia parlato di religione come ponte tra le culture.


Non è con la chiusura ma con il dialogo che porta al confronto che si potranno trovare punti di contatto e di fusione e la possibilità anche all'individuazione  di strutture come luogo di culto per altre religioni è uno di questi punti.

Permettere la libertà di culto è  un forte messaggio di considerazione dell'altro  e di  rispetto dei diritti che crea le necessarie basi di una serena convivenza non solo basata sulla bisogno di braccia lavorative, ma di nuove persone da incontrare, da conoscere e con cui ragionare di futuro.


Il rispetto reciproco passa necessariamente attraverso la religione che quando non diviene integralista è apertura verso l'altro e accettazione delle diversità (penso all'immenso lavoro di sostegno che tante parrocchie svolgono nei confronti di migranti in difficoltà).


Conoscenza, cultura, rispetto, diritti e doveri sono le parole chiave per una nuova società che mentre noi stiamo dibattendo è gia  intorno a  noi variopinta, multietnica e meticcia.

 

Franco Valbonesi

Consigliere Comunale PD - Forlì

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