Forlì: �L�ex Eridania patrimonio di tutti i forlivesi�

Forlì: “L’ex Eridania patrimonio di tutti i forlivesi”

Forlì: �L�ex Eridania patrimonio di tutti i forlivesi�

FORLI' - Si riaccendono i riflettori sull'ex Eridania di Forlì. Merito del sindaco Roberto Balzani, che ha posto il recupero della grande area dismessa di via Monte San Michele fra le priorità programmatiche del suo mandato amministrativo. L'ultimo incontro pubblico per discutere la sorte del grande zuccherificio si è tenuto lunedì scorso al Foro Boario per iniziativa della Circoscrizione 1, dell'assessore comunale all'urbanistica Paolo Rava e della sezione forlivese di "Italia Nostra".

 

Alla conferenza, che ha avuto un buon riscontro di pubblico, hanno preso parte anche gli ex parlamentari Walter Bielli e Sauro Turroni. Moderata dal presidente circoscrizionale Piero Fusconi e caratterizzato dalle relazioni programmate degli esponenti di "Italia Nostra" Marina Foschi, Edgardo Forlai e Mara Bianchi, la serata si è sviluppata sulle emozioni suscitate dalla proiezione del video sullo stato dell'ex Eridania, girato nel 1990 dallo storico Elio Caruso.

 

Il complesso che già versava in condizioni critiche e presentava i segni del disastroso incendio ai magazzini dello zucchero del 1986, doveva ancora subire l'attacco esplosivo del 2002. "Dinamite sull'ex Eridania". Titolavano così i giornali di quella calda giornata d'agosto, l'indomani della distruzione di alcuni edifici di contorno del grande zuccherificio dismesso, operata dai proprietari dell'epoca per ragioni di sicurezza. "Ancora pochi anni, e provvederà il tempo ad avere ragione di quei poveri muri abbandonati".

 

La serata è proseguita sulle proposte provocatorie dell'assessore. "Perché - interroga l'architetto Rava - invece di giocare al Gratta e Vinci non ci autotassiamo tutti di 5, 10 euro, destinando il ricavato ad un primo intervento sulla fabbrica?". Dalla discussione sono arrivati precisi scossoni alla coscienza delle numerose amministrazioni che si sono succedute alla guida della città dal 1972, l'anno dell'ultima campagna saccarifera, senza combinare alcunché per sanare quei 140mila metri quadrati di desolazione a ridosso del cuore urbano.

 

"La destinazione futura dell'ex Eridania - continua Rava - deve essere decisa collettivamente, nel senso che occorrerà trovarne un utilizzo condiviso". Poi propone due alternative: o si consolida il corpo storico dello stabilimento lasciandolo così com'è, una sorta di monumento alla memoria come fanno in Inghilterra, oppure si reperiscono risorse per una riqualificazione effettiva di tutte la parti vincolate. Una prima stima dei costi di recupero dell'ex Eridania parla di 22 milioni di euro: troppi per le esauste casse comunali, ormai sbilanciata sul versante della piena realizzazione del grande Polo museale del San Domenico.

 

Né si può pensare di alzare l'indice di edificabilità delle aree di contorno non vincolate e lasciate ai privati, passando dall'abbuono ai lottizzatori di gran parte degli oneri di urbanizzazione: il provvedimento troverebbe difficoltà a passare persino fra i consiglieri di maggioranza. Al momento rimane il dramma di una struttura di pregio, l'unico esempio rimasto a Forlì di architettura paleoindustriale, ormai sull'orlo del collasso. L'assessore Rava conferma di aver già scritto alla proprietà, affinché provveda alla manutenzione del bene fino a quando se ne prenderà carico il Comune: il codice dei beni culturali impone, infatti, al titolare di un monumento di provvedere al suo mantenimento.

 

Realizzato nel 1900 da maestranze tedesche per conto della "Società Anonima Eridania, fabbrica di zucchero" con sede a Genova, in neppure un decennio lo stabilimento di Forlì stravolse letteralmente la cultura agricola locale: la coltivazione della barbabietola soppiantò, infatti quella atavica della canapa. Nel 1940 la fabbrica impiegava mille dipendenti stagionali. Ripresasi dai gravissimi danni inferti dai bombardamenti aerei, l'Eridania riprese a lavorare fino alla costituzione del Mercato Comune dello zucchero, alla fine degli anni Sessanta, che, col suo carico prefissato di quote zucchero su base europea, mise in ginocchio la società genovese. Passato in proprietà della "Sfir" del Gruppo Maraldi, "la fabbrica delle bietole" chiuse definitivamente i battenti nel 1972.

 

Piero Ghetti

Commenti (6)

  • Meglio lasciarlo così com'è.

  • Avatar anonimo di sefossi
    sefossi

    in Romagna signor G. c'è privato e privato. Se il privato è una cooperativa.... è un pò meno privato.... per cui è giusto che intervenga l'ente pubblico.......ho detto una stupidata anche se non ne sono così convinto.

  • Avatar anonimo di signorG
    signorG

    non capisco una cosa: l'altro giorno si è detto che l'area è dei privati quindi il comune non può nulla. oggi si dice che al comune costerebbe 22 milioni. dov'è la verità? se è dei privati, si obblighino a intervenire almeno per il mantenimento nei termini di legge. poi, perchè l'ipotesi di aumentare l'edificabilità troverebbe pochi consensi perfino in maggioranza? preferiscono tenere un rudere pieno di ratti e malsano immerso tra le case? sono loro gli amministratori o no? prendano una decisione e se ne assumano le responsabilità. hanno tutti gli strumenti per farlo.

  • Avatar anonimo di Barnaba
    Barnaba

    L'ex Eridania è sicuramente un buco nero nel tessuto urbano di Forlì ma vedo difficile ogni ipotesi di sviluppo. Persino quella 'palazzinara' la vedo difficile: facciamo pure una mega lottizzazione con decine di unità immobiliari. vi sembra che Forlì si stia espandendo così tanto da 'riempire' quegli spazi? Ne facciamo un mega museo della barbabietola? e chi lo mantiene? Nella nostra piccola città (Forlì è un paesino di Provincia, è inutile che ci diamo arie da metropoli!)ci sono tante situazioni incerte: Il San Domenico, piaccia o no, senza la Fondazione che investe sulle mostre, sarebbe già un debito insostenibile per il Comune e forse sbarrato. Il vecchio ospedale forse diventerà campus....sempre che l'Università non ritorni entro i confini bolognesi visto il calo costante di studenti. L'area dell'attuale carcere (ammesso che il nuovo venga finito) cosa diventerà? L'ex Distretto Militare, il Monastero di S. Maria della Ripa sta andando in rovina senza che si intravvedano possibilità di (costosissima) risurrezione. Vado avanti con l'aeroporto? con la fiera? Non credo ce ne sia bisogno. I sogni son desideri dice la canzone, ma quando devono fare i conti con i costi di gestione, restano sogni.

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    FERMI TUTTI !!! Leggo e quoto dall'articolo "Realizzato nel 1900 da maestranze tedesche per conto della 'Società Anonima Eridania, fabbrica di zucchero' con sede a Genova, in neppure un decennio lo stabilimento di Forlì stravolse letteralmente la cultura agricola locale: la coltivazione della barbabietola soppiantò, infatti quella atavica della canapa. EBBENE, CHE SI TORNI ALLA CANAPA, CRIBBIO !!!

  • Avatar anonimo di Merdonze
    Merdonze

    allora perchè non fanno lottizzazioni per ville così prenderebbero anche l'ICI....???

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -