Forlì, l�Oratorio San Luigi ricorda don Ricci a 20 anni dalla morte

Forlì, l’Oratorio San Luigi ricorda don Ricci a 20 anni dalla morte

Forlì, l�Oratorio San Luigi ricorda don Ricci a 20 anni dalla morte

FORLI' - A vent'anni dalla morte, il popolare sacerdote forlivese don Francesco Ricci, cofondatore, assieme a don Luigi Giussani, di Gioventù Studentesca e Comunione e Liberazione, sarà ricordato giovedì 28 aprile, alle 21, nella sala Sala Multimediale San Luigi, in via Nanni, dai suoi compagni d'oratorio. Ormai sono quasi tutti ottuagenari. Saranno proprio loro, gli antichi compagni di oratorio, a ricordare il popolare "Don Chilometro" a vent'anni dalla scomparsa.

 

In età giovanile, don Francesco Ricci, prima di abbracciare l'esperienza ecclesiale di Comunione e Liberazione, di cui fu uno dei leader a livello nazionale, frequentava l'Oratorio salesiano "San Luigi" gestito da don Pietro Garbin e don Carlo Caldarola, che lo avviarono all'apostolato fra i compagni in qualità di animatore e dirigente, avendone intuito il grande carisma. Nell'attuale sala "San Luigi", divenuta dal Duemila multimediale, a ricordare l'amico "più grande", gigante di statura e di fede, saranno proprio alcuni oratoriani di sessant'anni fa. Sul palco del cinema-teatro interverranno i vari Aurelio Angelucci, Romano Baccarini, Lamberto Lolli, Bruno Rassu e Giancarlo Succi Cimentino. E mentre questi anziani signori proveranno a sgrovigliare una matassa di ricordi relativi ad un periodo della vita di don Ricci assai poco indagato (1945-1955), sullo schermo passeranno numerose immagini, gentilmente concesse dalla sorella Eugenia Ricci, che vanno dal 1930 al 1955. A cominciare dai ricordi di famiglia (c'è una foto bellissima, che ritrae don Francesco a fianco di don Pippo), a quelle dell'oratorio salesiano, per continuare con don Chilometro seminarista a Roma, la sua ordinazione sacerdotale (10 aprile 1955) nella chiesa di San Biagio, sino alle più recenti. Come quello scatto celeberrimo a colori di don Ricci abbracciato a papa Giovanni Paolo II, rimasto nella memoria dei forlivesi proprio perché costituì il "santino" consegnato a quanti intervennero al suo funerale, il 3 giugno 1991.

 

"Ho conosciuto don Francesco - racconta Angelucci - subito dopo la fine della guerra. Era più grande di noi di quattro o cinque anni, ed era il capo per antonomasia, proprio perché era il più alto, quello che aveva la voce più grossa". "Un maestro di vita - ricorda invece Baccarini - ed un indimenticabile fratello maggiore. Tutte le sue attività all'Oratorio fondato da don Pippo, erano connotate da un grande impegno e da una precisa assunzione di responsabilità personale". La serata al San Luigi, moderata dal coordinatore culturale della sala Paolo Poponessi e pubblicizzata da una mirabile locandina di Angelo Ranzi, riporterà in auge anche frammenti di vita di un uomo che fu gigante pure di lungimiranza politica. Come quando fondò il Centro Studi Europa Orientale (CSEO), iniziativa che gli fruttò l'amicizia con il futuro papa Karol Wojtila, lo stesso che sarà beatificato a furor di popolo mercoledì primo maggio, in piazza San Pietro a Roma.

 

Piero Ghetti

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di P.Kc.
    P.Kc.

    Don Ricci è stato il mio insegnate di religione, lo chiamevamo Don Chilometro. E' stato l'unico prete insopportabile che abbia conosciuto.

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