Forlì: l’ospedale al congresso di Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna

Forlì: l’ospedale al congresso di Onda, Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna

FORLI' - Dopo i tre bollini rosa conquistati lo scorso anno, Onda (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) ha invitato l'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì a partecipare al convegno "Donne e Ospedale: una realtà da migliorare", in programma a Milano il 20 e 21 novembre. Per il polo ospedaliero forlivese sarà presente la dottoressa Daniela Valpiani, gastroenterologa dell'U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva - diretta dal professor Enrico Ricci - che interverrà venerdì 21 con una relazione tesa a illustrare l'esperienza forlivese dell'IBD Unit, modello di gestione integrata multidisciplinare del paziente con patologia infiammatoria cronica intestinale. I pazienti seguiti dal team multiprofessionale dell'Ibd Unit sono circa 950, di cui il 60% donne, con un picco di maggior incidenza fra i 25 e i 40 anni.

 

L'intervento della dottoressa, all'interno della sessione Un approccio integrato per migliorare gli ospedali, avrà per titolo "Come renderli più accoglienti e solidali grazie alla gestione di un processo integrato multidisciplinare".

 

Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, ("Inflammatory Bowel Diseases", IBD, Rettocolite Ulcerosa, Malattia di Crohn) richiamano con sempre maggiore evidenza la necessità di un'ottimale assistenza ospedaliera.

 

Il team multisciplinare (Ibd Unit, Gruppo di miglioramento aziendale) a Forlì si è costituito nel 2004, ed è attualmente composto da professionisti appartenenti alle unità operative di: Gastroenterologia ("gestore clinico" del processo, coordinatore della "rete"), Chirurgia, Anatomia Patologica, Radiologia, Laboratorio, Psichiatria e Psicologia, Nefrologia, Ecografia, Reumatologia, Malattie Infettive, Terapia fisica e riabilitativa, Neurologia, servizio di Dietologia, ambulatorio per lo studio dell'Osteoporosi, Endocrinologia, Pneumologia, Ginecologia. Inoltre, vi partecipa, imprescindibile soggetto, il medico di medicina generale. I pazienti seguiti sono circa 950, di cui il 60% donne, con un picco di maggior incidenza fra i 25 e i 40 anni.

 

Il  modello prevede una rete hub e spokes, il cui punto di forza è dato dalla centralità del paziente e dalla sua presa in carico da parte del team. L'obiettivo è infatti semplificare il percorso del malato, eliminando accessi inutili o ripetizioni, e utilizzando un supporto informatizzato costituito da un archivio/cartella clinica e da un data base.

 

I risultati, valutati tramite indicatori standardizzati nel periodo dicembre 2004 - giugno 2008, hanno evidenziato: un miglioramento degli indici di qualità di vita, una diminuzione del numero degli accessi spontanei in ospedale, delle visite, degli esami endoscopici e radiologici, una riduzione della spesa farmaceutica, dei tempi di attesa per esami strumentali, una maggiore adesione alla terapia, e un minor numero di degenze e di giornate di degenza.

L'Ibd Unit ha quindi dimostrato di essere un modello organizzativo valido e replicabile per altre patologie croniche.

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