Forlì, l'8 marzo con le immagini delle donne cooperatrici

Forlì, l'8 marzo con le immagini delle donne cooperatrici

FORLI' - Come in un album di famiglia in cui si è protagonisti di pezzi di vita dentro immagini indelebili che diventano la prova di un ricordo capace di bloccare il tempo: quest'anno Legacoop Forlì-Cesena celebra così l'8 marzo, con una mostra fotografica che riprende le immagini più belle del libro "Donne nella Cooperazione Romagnola" di Luciano Liuzzi. L'inaugurazione è martedì mattina alle 11,30 presso la nostra sede di via Monteverdi 6/b a Forlì.

 

Presenta l'iniziativa Monica Fantini, Direttore Legacoop Forlì-Cesena: "In questo album sfogliamo l'impegno, la motivazione, la forza, la fatica, la poliedricità, la fantasia e la competenza delle donne che ogni giorno, grazie al loro lavoro, spingono in avanti istanti che diventano futuro. Guardandoci indietro altri volti, altri sguardi e altre mani di donne ci hanno consegnato un patrimonio di idee, di esperienze e di conquiste che impongono a tutte noi di far progredire il nostro pezzo di storia. Le donne che hanno contribuito in maniera determinante a costruire, silenziosamente, la cooperazione".

 

"Sono trascorsi più di trent'anni, eppure il tema rimane attuale. L'Italia, a livello europeo, è il fanalino di coda per quanto riguarda l'occupazione femminile. In particolare, nella fascia d'età compresa tra i tra 16 e i 64 anni, il tasso di attività della popolazione femminile si è attestato al 48,8%, ossia ben al di sotto dei propositi della Strategia di Lisbona. Al fine di rendere l'Europa l'area più competitiva del mondo, a Lisbona l'impegno assunto nel 2000 dai paesi membri, poi rilanciato nel 2005, fu quello di raggiungere il 60% dell'occupazione al femminile entro il 2010. Prospettiva che assume ancor più incisività alla luce del ruolo decisivo che il lavoro femminile ricopre, per tale ragione, in economie più sviluppate della nostra. La Cooperazione finalmente sta dimostrando un cambio di passo importante. Non è forse un caso che proprio l'Emilia-Romagna sia vicina dal raggiungere l'obiettivo europeo".

 

"Nonostante ciò, c'è ancora molta strada da fare per trasformare un diritto in cultura meritocratica di sviluppo e garantire a ogni donna le stesse opportunità nei percorsi di carriera che siano indiscriminati, adeguati alle competenze espresse e paritariamente remunerati. Che significa non dover più scegliere tra l'essere madre o realizzare le proprie aspirazioni lavorative, che significa superare una visione distorta e limitante per la crescita economica, culturale e competitiva dell'intera società. Dietro ogni asettico dato percentuale che trasforma in numero la presenza delle donne sul lavoro, si cela un volto, un pensiero, una motivazione, una competenza, una necessità, un sogno. Si cela una donna capace di essere madre, moglie e lavoratrice. Capace di essere il vero motore della ripresa. Nei volti, nei sorrisi, negli sguardi di questo album del presente, ci siamo tutte noi. Le cooperatrici", conclude Fantini.

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