Forlì, l'aeroporto Ridolfi prova il 'decollo' grazie all'arte

Forlì, l'aeroporto Ridolfi prova il 'decollo' grazie all'arte

Forlì, l'aeroporto Ridolfi prova il 'decollo' grazie all'arte

FORLI' - Sembrerà un paradosso, ma l'aeroporto di Forlì stenta a decollare. In attesa di capire se la strategia di rilancio adottata dalla società di gestione Seaf e dal suo presidente Franco Rusticali avrà successo, si segnala l'iniziativa "Oggi voliamo a...". Ciclo di quattro conferenze proposto dall'agenzia di eventi culturali "La Maya Desnuda" di Silvia Arfelli, si terrà al "Terminal Partenze" del "Luigi Ridolfi" a partire dal 14 aprile prossimo.

 

L'idea dei promotori, forti del patrocinio dell'Assessorato alla cultura del Comune di Forlì, è presentare al pubblico il patrimonio artistico di quattro importanti musei d'Europa, tutti raggiungibili dallo scalo forlivese. "Sono quattro ragioni in più - dichiara Silvia Arfelli - per partire dall'aeroporto di Forlì alla volta di altrettante città del Vecchio Continente, scrigni di bellezze spesso sconosciute al pubblico".

 

Le conferenze, che avranno luogo il 14 e il 28 aprile, nonché il 5 e il 12 maggio, tutte alle 20.30, si reggeranno sulla proiezione di immagini e sul racconto di particolari storici, anche inediti, frutto della ricerca e degli studi di "Maya Desnuda". Si comincerà mercoledì 14 aprile con la presentazione della "Gemaldegalerie" di Berlino, museo che vanta una delle maggiori collezioni di dipinti al mondo. Le opere, un tempo ripartite tra le due Germanie e ora riunite in un corpo di prim'ordine, vanno da Raffaello a Botticelli, da Rembrandt e Vermeer a Van Eyck.

 

Il 28 aprile sarà la volta del Museo "Van Gogh" di Amsterdam. E qui basta veramente quel nome magico, Van Gogh, appunto: "E' l'unico luogo al mondo - continua l'Arfelli - in cui è possibile ammirare una così alta concentrazione di perle del grande e sfortunato artista olandese". Tra l'altro, quei capolavori saranno messi a confronto con i frutti estrosi di altri maestri del XIX secolo, tutti alle pareti del prestigioso contenitore della capitale tulipana. La conferenza del 5 maggio verterà su un altro incomparabile scrigno di tesori pittorici qual è il Museo d'Orsay di Parigi, culla degli Impressionisti, situato nell'ex Gare d'Orsay restaurata dal celeberrimo architetto Gae Aulenti. All'Orsay è possibile ammirare opere di Monet, Cezanne, Manet, Renoir e il nucleo dei post impressionisti.

 

L'ultima data, il 12 maggio, vedrà lo scoprimento di un contenitore pressoché sconosciuto al pubblico italiano e forlivese: lo "Statens Museum for Kunst" di Copenhagen. Nella città della Sirenetta è possibile contemplare vere e proprie miniere d'arte pittorica italiana: Tintoretto, Lotto e Caravaggio. "Queste quattro conferenze - sottolinea il presidente di Seaf Franco Rusticali - mettono in risalto quella che è l'esigenza imprescindibile di un viaggiatore moderno: coniugare l'aspirazione turistica alla cultura, alla ricettività, all'enogastronomia e ai servizi proposti da uno scalo importante come l'aeroporto di Forlì". Ogni incontro si concluderà con una "Dolcezza ad arte" offerta da Antica Pasticceria di via Oriani, Pasticceria Balelli di corso Mazzini, Caffè Ceccarelli di piazza Saffi e Pasticceria Fuzzi di corso Diaz, il tutto annaffiato dai vini della Cantina Forlì Predappio.

 

Piero Ghetti

Commenti (3)

  • Avatar anonimo di steno
    steno

    Basta iniziative inutili, perdite di tempo e paserelle di gente che deve giustificare lo stipendio. Possiamo avere una serie di persone competenti che sanno cos'è un areoporto? Mi sembra che stiamo veramente toccando IL RIDICOLO. Io voto centrosinistra e voglio una soluzione seria e qualcuno che sappia proporre qualcosa, se no basta cambiamo le nostre convinzioni diciamo che chi ha inseguito il sogno dell'aereoporto aveva sbagliato tutto. In cuor mio credo sia serio cercere sinergie serie risparmiare il più possibile ed utilizzare i mezzi di ricerca dei passeggieri più innovativi. La gente deve sapere che c'è un opportunità di utilizzare gli aereoporti romagnoli per le sue esigenze normali vacanza, lavoro ma tutto nell'ottica di un risparmio di tempo e denaro. Gli amministratori facciano qualcosa si capisca che questa è una priorità non si abbia paura di mettere il fiato sul collo a Rusticali e agli altri.

  • Avatar anonimo di Roby65
    Roby65

    Non servono assolutamente le mostre d'arte, può' servire invece avere persone competenti che capiscano veramente che un aeroporto internazionale non può' vivere di "badanti"(con tutto il rispetto per il lavoro che fanno) i voli che arrivano a Forlì non portano quasi nulla alla città' e il 95% delle persone che portano in qualche modo ricchezza se ne vanno in treno verso Bologna o Rimini,non si può' pensare che la gente venga a Forlì da tutta Europa per vedere il San Domenico o San Mercuriale,le persone scendono da noi solo perché' si paga poco,e i posti vuoti in aereo alla fine li pagano i Forlivesi,personalmente il mio lavoro dipende per il 50% dall'aeroporto e spero che questo duri in eterno,ma il passo e' lento e i debiti si accumulano....fosse un impresa privata avrebbe chiuso da un pezzo,spero per il meglio...

  • Avatar anonimo di paolone
    paolone

    Se non si mettono d'accordo i piccoli scali romagnoli, non serve manco l'arte. E i debiti del Ridolfi li paghiamo noi cittadini...

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