Forlì, l'America anni '50 in fiera a Babilonia

Forlì, l'America anni '50 in fiera a Babilonia

Forlì, l'America anni '50 in fiera a Babilonia

FORLI' - Alla Fiera di Forlì, con Babilonia è tempo di stupirsi. La mostra-mercato per collezionisti e appassionati sta regalando al suo pubblico magiche atmosfere di tempi andati e mode passate. Attrazione irresistibile per tutti gli intervenuti è lo stand di Novecento Prima e Poi di Maurizio Novecento. Un pot pourri di oggetti pop dal sapore americano, tutti rigorosamente d'epoca, perfettamente restaurati e funzionanti come i celebri juke box anni sessanta.

 

Non a caso questo espositore romano noleggia i suoi oggetti per la produzione di film, spot, trasmissioni e collabora stabilmente con Rai e Mediaset per allestimenti di programmi televisivi.

 

Qui si possono trovare i classici juke box fluo degli anni ‘60 fino alle scenografiche pompe di benzina e statue a grandezza naturale del mitico Elvis Presley. Ghiacciaie e frigo portatili brandizzate Coca-Cola e veri "musi" di Cadillac forgiati come banconi da bar. In questo stand ci si perde nella musica e nei colori forti della plastica, ma si scoprono anche tante storie. Come quella legata alla collezione di macchinine a pedali in latta ricercate e raccolte dal signor Novecento e in mostra a Babilonia. La ricerca di questi pezzi è stata fatta appositamente su richiesta del celebre regista Steven Spielberg che le voleva come parte di una scenografia per un film in lavorazione a Cinecittà. "Purtroppo -ricorda Maurizio- di quel film non se ne fece nulla, ma io ho recuperato e messo a nuovo oltre trenta pezzi unici". E infatti le macchinine presenti in fiera, che rappresentano sono solo una minima parte di quelle raccolte, sono fedeli riproduzioni in miniatura di Ferrari Nuvolari rosse fiammanti, macchine della polizia, aerei e camionette dei pompieri. Una curiosità: al prossimo Festival di Sanremo alcuni degli allestimenti scenografici saranno i suoi!

 

Non solo i ruggenti anni '50, a Babilonia anche il raffinato mondo dell'art decò. Nello stand di Marina Demaria si possono ammirare lampade e appliques di pregiato vetro di Murano. Pezzi della vetreria Vistosi e della fornace Venini, la più rinomata dell'isola di Murano e sculture in vetro di Andrea Donà.

 

In mostra anche un pezzo di Aureliano Toso, capostipite di una famiglia di scultori del vetro che ancora oggi opera a Murano: una maternità rappresentata in maniera concettuale da due mani che tengono in sospensione una sfera con riflessi colorati. Metafora della concezione e della creazione. Tra gli oggetti curiosi anche una divertente lampada a forma di palma in vetro opaline risalente agli Anni '60. Un piccolo gioiello alto ben 1 metro e 90 che molto probabilmente adornava un elegante e vistoso albergo nel South Beach's Art Deco District. Questa palma è stata realizzata in una fornace isolana specializzata in creazioni destinate unicamente agli Stati Uniti e in particolare per Miami e la Florida, territori innamorati dello stile art decò nella sua accezione più kitch fin dagli Anni '30.

 

 

E per le appassionate del lusso sono impedibili i gioielli di Elisabetta Tomei attuale proprietaria della gioielleria che la sua famiglia gestisce con passione da 150 anni. Il pezzo forte della sua collezione è un lungo collier in maglia manin con camei in lava vulcanica risalente all'inizio del 1800. La meraviglia di queste maglie conosciute almeno dal VI secolo sta nel fatto di essere composta da minuscoli anellini di oro a 22 kt. Di tale manifattura, tipicamente veneziana, ma proveniente da Costantinopoli, si ignora ancor oggi il modo esatto di fabbricazione manuale. Le catene Manin inoltre erano un bene "dotale" ovvero facevano parte della dote consegnata alle fanciulle in procinto di sposarsi e, per consuetudine, ogni madre la divideva in parti eguali tra le figlie: per questo motivo è molto raro trovare fili di una certa lunghezza come quello esposto a Babilonia. In questo stand è possibile ammirare le creazioni di grandi designer del XX secolo come David Webb, famoso per le sue collezioni di gioielli animalier e Van Cleef riconosciuto in tutto il mondo per le sue per la sua artigianalità nella lavorazione e incastonatura delle più pure pietre preziose, un'incastonatura ancora oggetto di brevetto esclusivo.

 

Di quest'ultimo in particolare, uno splendido bracciale rigido in oro e corallo rosa; un pezzo di grande valore per la difficoltà nel reperire pezzi di corallo interi di dimensioni tali da creare un bracciale.

 

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L'appuntamento con la mostra mercato è fino a domani, domenica 13 febbraio 2011 alla Fiera di Forlì con orario  10-19. (Ingresso intero 8 euro, ridotto 5 euro)

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