Forlì, l'antropologo Niola spiega il mito

Forlì, l'antropologo Niola spiega il mito

FORLÌ (FC) - Sabato 5 febbraio, alle ore 17,30, torna all'Artista Caffè l'appuntamento con la lezione magistrale sul tema del mito, condotta da Paolo Rambelli. L'ospite atteso è Marino Niola, antropologo della contemporaneità ed editorialista di varie testate nazionali, con una relazione dal titolo "Tra presente remoto e futuro anteriore". «Sabato pomeriggio - afferma Niola - abbozzerò una lettura di alcuni miti e riti d'oggi. Dalla Spa all'happy hour, dall'outlet fino all'i-life. Visti come interfaccia tra tempi, come crinali della storia dove il passato riaffiora dietro il presente».

 

Un'originale esplorazione antropologica dei miti e dei rituali odierni, in cui gli echi del mondo antico riaffiorano. «Prendiamo - prosegue Niola - l'irresistibile ascesa dei centri benessere. È letteralmente la scoperta dell'acqua calda. E precisamente dall'arcaica sacralità dell'acqua la cui eco risuona anche nella più modesta delle Spa di periferia. È questo aspetto laicamente cultuale a fare la differenza tra una semplice tendenza, sia pur di massa, e un vero e proprio rituale. Tutte le volte che ci regaliamo un pacchetto relax, in realtà sacrifichiamo tempo e denaro ai numi acquatici... Ecco perché questi santuari della wellness sono lo specchio di una società come la nostra, dove il corpo ha preso il posto dell'anima e la salute quello della salvezza. Passando dall'acqua santa che lava via i peccati a quella calda che libera dalle tossine. Tutti risorti in un resort...».

 

Secondo il professor Niola la stessa compresenza di lembi lontani della storia caratterizza l'I-life, l'ultima frontiera della codificazione digitale della vita. «I-pod, i-phone, i-pad, ovvero i prodotti con la i, suonano come la prima persona singolare dell'individualismo di massa contemporaneo. Molto più che semplici strumenti del comunicare, questi oggetti sono delle estensioni del soggetto, delle appendici inseparabili dell'io. Icone di una metamorfosi».

 

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Qualcosa di nuovo che, ancora una volta, nasconde elementi molto più antichi. «Proprio come gli ibridi della mitologia, chimere, sirene, centauri, che rappresentavano in una sola figura il più che animale e il meno che umano, ovvero la dualità misteriosa che lega e distingue un regno dall'altro. Enigmi multifunzione, personificazioni di mille virtualità interdette agli umani. La loro natura plurale ne faceva dei multiprocessori in carne ed ossa, in grado di esplorare dimensioni sconosciute, capaci di performances cognitive fuori dell'ordinario. Ad esempio - spiega Niola - riuscivano ad intravedere contemporaneamente passato e futuro come dei multitasking, e a far comunicare mondi lontani incarnandoli nel loro corpo binario. Interfaccia animati, connessioni viventi, nessi in carne ed ossa. Più che oggetti, quelli con la i sono delle non-persone, ma tanto attaccati a noi da diventare gli attributi indispensabili dell'identità, qualità secondarie e non semplici proprietà. Emblemi di quella naturalizzazione del sociale operata dalla tecnologia che prende a modello la natura, e riscrive la mappa dei sensi». L'ingresso all'incontro è gratuito e aperto a tutti, fino ad esaurimento posti.

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