Forlì, l'appello di Confindustria: "Il peggio della crisi è ora"

Forlì, l'appello di Confindustria: "Il peggio della crisi è ora"

Forlì, l'appello di Confindustria: "Il peggio della crisi è ora"

FORLI' - "La crisi sul territorio di Forlì-Cesena non è passata, anzi questo il periodo peggiore degli ultimi tre anni": a parlare è la Confidustria Forlì-Cesena, per bocca di Vincenzo Maria De Rosa, che nell'associazione provinciale degli industriali ha la delega per finanza e industria. De Rosa parla di "debolezza dei segnali di ripresa che si intravvedono" e in ogni caso è ora che i nodi stanno arrivando al pettine: per alcune aziende, nei prossimi mesi, finiranno gli ammortizzatori sociali.

 

E presto potrebbero riprendere le rate dei mutui sospese con le moratorie, "mentre i bilanci si stanno chiudendo con cali di fatturato, per i settori in crisi, in media del 25-30%, e con loro caleranno i rating e l'accesso al credito", sempre De Rosa. Insomma, "senza voler fare allarmismi, ma guardando la realtà con obiettività non tutte le aziende vedranno il 2011".

 

E' il punto della situazione di Confindustria diretto a chiedere pubblicamente alle banche, ancora una volta, maggiore attenzione. Rilevano nella loro analisi De Rosa e Pierluigi Lami, il responsabile del servizio economico e tributario: "Non è vero che le banche stanno diminuendo gli affidamenti, in senso tecnico restano sugli stessi livelli dell'anno scorso, circa 10 miliardi di euro di prestiti vivi secondo la Banca d'Italia, ma vediamo una difficoltà di accesso, con un irrigidimento forte delle procedure".

 

Il risultato, denuncia l'associazione degli industriali, è che i tempi di istruttoria diventano lunghi, vengono richieste delle informazioni che spesso l'imprenditore neanche possiede. La richiesta è "di procedure più flessibili, siamo preoccupati per la stagione dei bilanci, non ha senso attenderli, dato che si sa già che non saranno brillanti". E ancora De Rosa: "E' l'anno della transizione, è fondamentale l'aiuto del sistema bancario: non abbiamo mai chiesto di dare credito a tutti, ma le banche devono avere maggior coraggio nel sostenere chi loro reputano meritevoli".

 

Uno dei problemi è che i tanti accordi che vengono firmati a tutti i livelli tra le rappresentanze delle diverse parti economiche (banche e imprenditori), all'atto pratico rimangono lettera morta. E questa volta neanche il sistema dei Confidi può sopperire del tutto per dare maggiori garanzie per gli affidamenti. Lo spiega Evangelista Castrucci, segretario generale di Confidi Romagna-Ferrara: "Abbiamo 1.900 associati in quattro province, di cui 600 a Forlì-Cesena, il nostro tasso di sofferenze è dello 0,55%, contro il 2,9% del sistema bancario regionale, ma quest'anno registriamo un aumento delle sofferenze".

 

Quali sono i settori che vanno peggio per l'industria di Forlì-Cesena? Ancora una volta è il comparto metalmeccanico e le costruzioni, "ma anche l'agroindustria, dopo un 2009 non disastroso inizia a vedere una contrazione della domanda". Le banche stanno avendo comportamenti differenziati nei confronti delle imprese? La Confindustria promuove le banche locali, "leggermente più flessibili, ma con importi più modesti", più difficoltà ci sono invece coi grandi gruppi bancari, quando i centri decisionali si allontano dal territorio. Un discorso a parte per la "banca federale" Cassa dei Risparmi di Forlì e della Romagna, che appartiene al gruppo Intesa-Sanpaolo: "Nei limiti della sua autonomia riesce a dare risposte efficaci", concludono da Confindustria.

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -