Forlì, l'assessore Maltoni: "Città amica delle donne"

Forlì, l'assessore Maltoni: "Città amica delle donne"

Forlì, l'assessore Maltoni: "Città amica delle donne"

Nel presentare il "Bilancio di genere" del Comune di Forlì l'assessore alle Pari Opportunità e conciliazione Maria Maltoni ha così commentato il lavoro svolto nel 2010: "Poter affermare che siamo una città dove il 27% della spesa del Comune ha una ricaduta media o elevata in quanto ad impatto di genere, cioè influisce in modo diretto e rilevante sulla condizione di vita delle cittadine forlivesi, è un fatto importante. Viviamo in una città amica delle donne".

 

"Oggi Forlì ha raggiunto anche significativi livelli di partecipazione delle donne alla vita istituzionale, dato riconosciuto dall'Osservatorio del Forum della Pubblica Amministrazione, che a maggio 2010 ci ha indicato come "città più rosa d'Italia". L'elemento più critico è il tasso di occupazione femminile del 59,5% , che pur essendo superiore alla media nazionale del 46,4% , resta il più basso della regione, con le difficoltà ulteriori che la situazione di crisi degli ultimi due anni ha evidenziato. L'esigenza di modificare l'attuale modello di sviluppo economico, dovrà interagire con la possibilità per le donne di aumentare il livello di occupazione e sarà un tema complesso per l'intera società. Pensando ad uno sviluppo in direzione della green-economy, il gap esistente nella formazione tecnico/scientifica tra studenti e studentesse a svantaggio di queste ultime, dovrà essere recuperato, perchè non è sufficiente che le ragazze abbiano ottime performance scolastiche, dovranno anche sapersi indirizzare a settori innovativi del mondo del lavoro. Le donne hanno un grande ruolo nel volontariato e nell'associazionismo culturale e sportivo, spesso però, come nella politica, non occupano ruoli di primo piano: anche questo è un campo in cui si può migliorare".

 

"E' evidente - prosegue Maltoni - che l'insieme della spesa per il restante 73%, influisce sia sulle donne che sugli uomini, però la parte che incide direttamente sulla popolazione femminile in termini di impatto, è fortemente indicativa di una precisa volontà politica. Certo, si tratta di una lettura che parte da una analisi "dalla parte delle donne", ma che in realtà ha effetti positivi sull'intera società. Per fare un esempio, sono pochi i padri che oggi usufruiscono del congedo parentale, perchè soprattutto nei primi anni di vita l'accudimento della prole è un compito che in grandissima parte ricade ancora sulle mamme, ma non c'è dubbio che in un'ottica di genitorialità condivisa, anche i babbi possano avere sempre più benefici da un sistema di servizi di sostegno efficiente. Guardando a ciò che accade nel resto del mondo, i paesi dove le donne vivono bene, sono quelli caratterizzati da elevati livelli di civiltà e benessere."

 

"In questi giorni - conclude l'Assessora - il Comune di Forlì sta predisponendo il bilancio 2011, tema difficilissimo per i tagli imposti dalla legge di stabilità. Non sono in grado di dire quale sarà il futuro di molti dei servizi che oggi tradizionalmente il Comune mette a disposizione delle donne forlivesi, auspico che sia possibile mantenere l'esistente e magari migliorarlo. Ma ciò non è affatto scontato. La legge sul federalismo fiscale approvata a maggio 2009, modifica in buona sostanza l'assetto delle autonomie locali per come le abbiamo fin qui conosciute. Esistono previsioni che prefigurano una ulteriore, drastica, riduzione dei trasferimenti dallo stato a molti comuni, con l'attuazione del federalismo fiscale. Per questo auguro alle donne forlivesi, che il bilancio di genere sia uno strumento di lavoro per il nostro futuro comune, per una ulteriore crescita della partecipazione democratica al femminile e non l'ultima foto ricordo di un mondo che sta scomparendo. Che ciò non accada dipenderà anche dalla volontà delle donne di esserci e di contare in quanto cittadine."

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di J. Dorian
    J. Dorian

    Bilancio di genere ? Io già mi sono fatto una ragione del bilancio sociale, ma pure questo ... Pure a questo siamo ridotti ? Davvero non si sa più come perdere tempo o annientare risorse. Leggo frasi come "Pensando ad uno sviluppo in direzione della green-economy, il gap esistente ... tra studenti e studentesse ... dovrà essere recuperato, perchè non è sufficiente che le ragazze abbiano ottime performance scolastiche, dovranno anche sapersi indirizzare a settori innovativi .." E penso. Cosa avrà voluto dire ? Ma cosa cavolo è ? Lo spumante ? Ricapitolo: le donne sono più intelligenti degli uomini, e questo statisticamente ce lo dicono sopratutto uomini che sul posto di lavoro schiavizzano le donne e donne che sempre in ambito lavorativo cannibalizzano le risorse delle più giovani. Poi però com'è come non è, l'articolo ci dice che l'effettiva uguaglianza verrà colmata attraverso il boom della economia verde e del miglior indirizzo delle donne sul mercato del lavoro ? Cioè ? Vanno tutte in massa a montare i pannelli fotovoltaici sui tetti ? No, dai, scherzi a parte ... In 4 righe il relatore ha usato 3-4 parole in Inglese. Già questo depone in un senso inequivocabile sulla notizia e sull'iniziativa, PRIMA ancora di scendere nel merito: siamo a livello Conte Mascetti (già la terza volta in un mese che sono costretto a citarlo). Poi io dico che iniziative come queste hanno un costo che non ci possiamo permettere: sia come costo vivo, sia come ore-lavoro (quanto ore ci hanno messo, e in quanti dirigenti, a fare 'sto bilancio di genere ?). Penso che se avessero fatto volontariato in un centro di primo aiuto o telefono rosa o pronto soccorso a parità di tempo dedicato avrebbero reso un servizio molto migliore alla collettività in generale e alle donne in particolare.

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