Forlì, l'assessore respinge le accuse: "Non siamo subalterni alle case di riposo"

Forlì, l'assessore respinge le accuse: "Non siamo subalterni alle case di riposo"

FORLI' - "Il Comitato di Distretto di Forlì - afferma Davide Drei, presidente dell'organismo costituito dai Sindaci dei 15 Comuni del comprensorio forlivese - respinge con determinazione le accuse mosse dalle Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL e CUPLA riguardo una presunta "subalternità" della politica rispetto alle strutture che gestiscono le case di riposo per anziani non autosufficienti, e la scarsa volontà di esercitare il ruolo di programmazione".

 

" tale proposito si ricorda che il Comitato ha un ruolo di indirizzo sulle rette che vengono deliberate dalle singole strutture nella programmazione di bilancio annuale, e in cui il ruolo del Comitato è quello di verificare la congruità con il servizio offerto e il non superamento dei limiti posti dalla normativa regionale di riferimento. La disciplina regionale, infatti, prevede la possibilità delle strutture di determinare incrementi delle rette fino al limite assunto dalla Regione, anche nella fase preliminare all'avvio del regime dell'accreditamento, purché entro il limite posto dalla Regione stessa per le strutture accreditate pari a 49,50 euro (retta media ponderata)".

 

"Riguardo alla presunta "retroattività" - prosegue la dichiarazione - gli aumenti determinati dalle strutture sono tutti al di sotto del suddetto limite e la loro applicazione è stata definita dalle strutture stesse in maniera diversificata nel corso del 2011, coerentemente con la loro programmazione del bilancio e nelle possibilità previste dalla norma. La differenziazione delle rette per le camere ad 1, 2 o 3 letti è rispondente di norma ad un diverso bisogno assistenziale dell'anziano. Con riferimento invece al presunto "divieto", affermato dalle Organizzazioni sindacali, di utilizzare camere a 3 letti, va chiarito che la normativa regionale si limita a prevedere un progressivo superamento delle camere a 3 letti, garantendo al contempo un adeguato numero di camere singole, nell'ambito di un piano da definire a livello distrettuale in un arco di tempo pluriennale. Le strutture che utilizzano anche camere a 3 letti (peraltro solo 2 su 15) si sono già rese disponibili a reperire soluzioni alternative, per quanto siano le famiglie stesse a preferire, spesso, la camera a 3 letti, in quanto consente all'anziano una sistemazione comunque confortevole ad un costo minore".

 

"Si ricorda infine - conclude Drei - che il Comitato di Distretto di Forlì svolge fino in fondo il ruolo che gli è stato dato, che è quello di garantire un sistema di servizi equo e di qualità per i cittadini e sostenibile nell'organizzazione, in gran parte costituita da strutture pubbliche e non-profit. Al contempo ritenendo il confronto con i Sindacati parte fondamentale nella costruzione del nostro sistema di servizi alla persona, auspichiamo al più presto la ripresa delle relazioni".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    il problema dell'assistenza agli anziani ed a chi ha disabilità gravi ed inemendabili è un problema grosso che va affrontato con l'apporto positivo di tutti gli attori.Sia dal punto di vista di politica sociale e sanitaria sia organizzativamente,sia socilamente che economicamente.Il problema che dovremmo porci è: fino a quanto noi garantiamo la partecipazione ai nostri anziani o ai disabili,ovvero anche laddove vi sono margini partecipativi sacrosanti da parte della persona in rapporto a quello che sta attrno ,in che misura la nostra politica ovvero le nostre azioni devono essere a senso unico o lasciare spazio a diverse soluzioni che possano dare maggiori spazi partecipativi.La famiglia,ad esempio,spesso privilegia,anche in ospedale,la camera singola precludendo spesso all'anziano anche quel minimo di socialità dalla quale trarrebbe giovamento.A mio pu' che modesto avviso la politica sanitari e sociale del sistema italiano dovrebbe guardare laddove ci sono esperienze positive in tal senso a partire dagli alberghi della salute per arrivare ai condomini della salute.Non mi invento nulla : basta aggiornarsi ed avere curiosità di cio' che succede nel mondo in favore della partecipazioe dell'anziano e del disabile .Una domanda: che differenza c'è,tolti parametri ovvi e comprensibili, tra un ricovero protratto ad mortem privo di partecipatività ed il carcere ? Cosa manca alle nostre latitudini: semplicissimo una politica sanitaria e sociale che gestisca la presa in carico delle persone ovvero,per dirla con Papa Wojtila: che metta l'uomo al centro.Buon lavoro a tutti.

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