Forlì: l'Emilia-Romagna Festival lunedì alla chiesa di Sant'Antonio Abate

Forlì: l'Emilia-Romagna Festival lunedì alla chiesa di Sant'Antonio Abate

FORLI' - Lunedì 7 luglio alle 21.15 la Chiesa di Sant'Antonio Abate in Ravaldino di Forlì ospita un concerto ecclettico e suggestivo: una parabola musicale che attraversando le tradizioni più diverse e lontane dialoga col pubblico alla ricerca di una spiritualità capace di unire differenti tradizioni culturali e religiose. L'ensemble vocale e strumentale Hortus Musicus affronta, infatti, linguaggi diversi accomunati da una profonda ricerca spirituale: dall'istampitta italiana, all'antica musica liturgica armena e ebraica, fino all'ispirazione spirituale di compositori contemporanei.

Ensemble noto a livello internazionale, fondato nel 1972 dal primo violino Andrea Mustonen, Hortus Musicus ha esplorato i linguaggi più diversi: dai canti gregoriani agli inni e mottetti liturgici medioevali, dalla scuola franco-fiamminga ai maestri italiani del Trecento, alla musica rinascimentale fino alle sperimentazioni con i raga indiani, la musica religiosa armena, i canti ebraici e i brani di musica contemporanea. Una ricerca musicale continua dunque, capace di convogliare tradizioni ed epoche apparentemente inconciliabili, e di condurre l'ensemble dall'Estonia ai Festival di tutto il mondo.

In collaborazione con Sadurano Serenade.


Programma

HORTUS MUSICUS
Andres Mustonen violino solista
Olev Ainomäe chiarina, flauto dolce, shalmey (piffero italiano)
Valter Jürgenson tromboni
Tõnis Kuurme dulciana, flauto dolce
Peeter Klaas viola da gamba
Imre Eenma violone
Ivo Sillamaa organo
Joosep Vahermägi tenore
Jaan Arder baritono
Riho Ridbeck basso, percussionista

Musica Super Partes - Il lungo cammino della Fede

Anonimo
Deus miserere (Francia, XII secolo)

Arvo Pärt
Fratres (1935)

Wajiqra Moshe... (E Mosé raccolse tutti i Popoli di Israele)
Brano liturgico israelita, dal rito Siriano

Uri tsafon (Alzati, vento del Nord!)
Antico canto israelita, riadattato da Mordechai Tabib (1910-1979)

Samaitani chalai (Tu mi hai avvelenato)
Canto ebraico tradizionale, riadattato da Reuma Abbas

Reyah hadas (Profumo di mirti)
Canto tradizionale ebraico, testi di Shalom Shabazi (1619-1720)

intervallo

Rex coeli
dalla raccolta Musica Enchiriadis (X secolo)

Deo confitemini
dalla raccolta Codex Las Huelgas (Spagna, XIV secolo)

Ecce torpet probitas
Presens dies
O varium fortune lubricum
Vite perdite me legi
dalla raccolta Carmina Burana (ca 1230, Benediktbeurn)

Istampitta "Isabella"
Danza di corte (Italia, XIV secolo)

Laurentius de Florentia (?-1373)
Sento d`amor

Saltarello
Danza di corte (Italia, XIII secolo)

Az yashir Moshe (E Mosé cantò...)
Canto ebraico (Casablanca, Marocco)

Avun
Canto liturgico armeno, X secolo
(arr. di Makar Yekmelyan)

Amen Hajr Surb (Padre Santo)
Canto liturgico armeno, XIII secolo
(arr. di Komitas 1864-1935)

Hor zham
Canto liturgico armeno, XV secolo
(arr. da Makar Yekmelyan)

Giya Kancheli
Helesa (1935)

Lecha dodi
Canto iemenita, testi del rabbino Shelomo Alkabets (1505 - ca1580)

Adon 'olam (Il Signore del Mondo)
Canto ebraico (Djerba, Tunisia)

Gli Artisti

Hortus Musicus è un'ensemble vocale e strumentale di dieci elementi proveniente dall'Estonia e fondato nel 1972 dal violinista Andres Mustonen, che ne è anima e cardine. Nato nel contesto di isolamento dovuto al regime sovietico, il gruppo ha costruito il proprio percorso di ricerca in originale e autentica autonomia, attestandosi quale uno dei più longevi per continuità nello studio della musica antica. L'attitudine creativa dell'ensemble, estranea a qualunque cliché, caratterizza Hortus Musicus nel proporre brani distanti nel tempo, ma non per essenza, rendendone vitale l'impatto sul pubblico contemporaneo senza concentrare la ricerca artistica nel solo ambito dell'autenticità originaria. In tutti questi anni Hortus Musicus ha esplorato diversi linguaggi: dai canti gregoriani a inni e mottetti liturgici medioevali, dalla scuola franco-fiamminga ai maestri italiani del Trecento, alla musica rinascimentale. Inoltre, si è cimentato con raga indiani, musica religiosa armena, canti ebraici e brani di musica contemporanea, molti dei quali composti per l'occasione. In questo variegato approccio alla materia sonora, insieme alla creatività e alla freschezza interpretativa che lo contraddistinguono da sempre, sta il segreto della sua longevità, in una carriera di trent'anni cha ha portato Hortus Musicus a tenere concerti in Europa, Stati Uniti, Giappone, Israele, e in numerosi stati dell'area sovietica, esibendosi nei maggiori festival di musica antica. Il gruppo ha inciso trentacinque programmi, parte dei quali rientrano nei cataloghi delle etichette Erdenklang, Musica Svecia, Forte e Finlandia Records.

Informazioni
Emilia Romagna Festival - tel. 0542 25747 - info@emiliaromagnafestival.org

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