Forlì, l'ex assessore Buffadini: "Patto istituzionale romagnolo"

Forlì, l'ex assessore Buffadini: "Patto istituzionale romagnolo"

Quanto emerge dalla stampa locale e dalle dichiarazioni di eminenti Presidenti di Fondazioni Bancarie la dice lunga sullo stato della nostra città e del nostro territorio. Mi sono fatto l'idea che Forlì viva una sorta di commissariamento politico, non certo da adesso, ma che in questa fase stia raggiungendo il suo culmine di operatività. La politica ha abdicato il Suo ruolo a tutti i livelli sia a livello di partiti, maggioranza e opposizione, sia a livello di ruolo nelle istituzioni.(siamo in un regime di piena clausura politica/ Il silenzio e' sovrano)


E' vero manca da anni la visione legata all'identità della nostra città, la prospettiva di definizione di un progetto chiaro di sviluppo e di caratterizzazione, con l'obbiettivo del cosa fare e dove arrivare. Direi che oltre alla grande realizzazione della diga di Ridracoli sarebbe ingrato non ricordare l'Università, la Tangenziale in fase di completamento (Merito di scelte finanziarie e pianificatorie della fine degli anni 2000), il nuovo Ospedale, l'identificazione urbanistica dei poli d'eccellenza come scelta strategica di sviluppo, il recupero del S. Domenico (il tutto fu definito e in parte realizzato nella Giunta Rusticali).


Per tali scelte la politica aveva svolto un ruolo importante, significativo e determinante, con il contributo anche delle opposizioni. Con il ricambio generazionale la politica ha abdicato alle istituzioni tale ruolo pensando al quotidiano all'ordinario e a se stessi e perdendo di vista un nuovo grande progetto per il nostro territorio.


L'istituzione Provincia che ,nell'anonimato istituzionale, si nasconde dietro un insignificante Patto per lo sviluppo, con un Presidente latitante sul territorio Forlivese ( non se ne ricorda la presenza a memoria), una Amministrazione Comunale altamente inesperta e chiusa in una visione auto referenziata di tecnicismo-ambientalista, di rigetto totale del passato e niente più, non saranno certamente in grado di caratterizzare una nuova strategica cornice di sviluppo e nuova pianificazione per i prossimi 20 anni.


Inoltre Forlì sta pagando, oggi più di ieri (che è tutto dire), lo scotto di una subalternità alla Regione (vedi caso aeroporto) inteso come essere considerati un territorio di risulta e non come territorio da valorizzare sviluppare e qualificare. In un momento come questo servirebbe la politica con la P maiuscola che dètti la linea di visione e di definizione progettuale e di identità per i prossimi 4 lustri , una sorta di cornice politico-programmatica a cui le istituzioni si dovrebbero adeguare con le conseguenti scelte operative.


In questa fase, l'unica vera idea innovativa, viste le ristrettezze economiche , sarebbe una piattaforma istituzionale territoriale romagnola, un patto istituzionale con pari dignità. La visione unitaria di un territorio (la Romagna) con al centro un progetto unico basato su capisaldi strategici sia sulle grandi infrastrutture sia sulla definizione di modelli gestionali e di pianificazione unitaria con elementi di omogeneità ed economicità, un'anticipazione del federalismo a livello romagnolo. Il tutto salvaguardando le singole peculiarità e le eccellenze che sono maturate e funzionanti, anzi le poche risorse destinarle a queste caratteristiche che andrebbero ulteriormente valorizzate.


Ho la sensazione, invece, che i campanili prevarranno e ancora una volta Forlì, anello debole della catena sia politicamente che istituzionalmente, pagherà pesantemente questa Sua situazione. Mancanza di identità, di uomini politici veri , capaci e soprattutto in grado di definire e sostenere un progetto che guardi al 2030. tutto ciò sarà ancora una volta a vantaggio dei territori vicini ( Ravenna, Cesena, Rimini) che anziché contribuire alla costruzione di un progetto unico e comune tenteranno di portarci via anche le poche ultime cose rimaste.(fiera, aeroporto,specializzazioni nella sanità ecc.), relegando Forlì a una città cronicario.

 

Lodovico Buffadini

Ex assessore

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di rob
    rob

    Leggendo la dichiarazione del Sig. Ludovico Buffadini sento la necessità di dire alcune cose. Non riesco a capire come mai questo signore dichiara che ..." tutto ciò sarà ancora una volta a vantaggio dei territori vicini ( Ravenna, Cesena, Rimini) che anziché contribuire alla costruzione di un progetto unico e comune tenteranno di portarci via anche le poche ultime cose rimaste.(fiera, aeroporto,specializzazioni nella sanità ecc.), " Volevo ricordare a questo Signore che: 1.Mentre lui faceva queste dichiarazioni due esponenti politici forlivesi erano al Meeting di Rimini a parlare non con gli esponenti dell'aeroporto di Rimini e/o con le istituzioni politiche ma parlando direttamente con il Ministro Matteoli tanto chi se ne frega.. 2.L'aeroporto di Rimini ha sempre richiesto a quello di forli di realizzare una politica sinergica ma gli è sempre stato risposto picche 3.Nessuno ha cosi questo desiderio di prendersi in carico un monte sia di debiti che di perdite ed oltretutto è noto a tutti che il settore fieristico è in via di concentrazione 4.Ma soprattutto quello che mi premeva sottolineare è che tutti quanti parlano di patto romagnolo ecc.ecc. con le parole pero' l'irst è a meldola, il centro unico a pievesestina il servizio ambulanze a ravenna, la nuova azienda trasporto pubblico locale a cesena, il consorzio forli cesena e rimini a forli e intanto a rimini stanno con il cerino in mano. saluti sig.Buffadini

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -