Forlì, l' "Occidente nel labirinto" quest'anno è dedicato alla figura di Orwell

Forlì, l' "Occidente nel labirinto" quest'anno è dedicato alla figura di Orwell

Forlì, l' "Occidente nel labirinto" quest'anno è dedicato alla figura di Orwell

FORLI' - Il Circolo Acli ‘Lamberto Valli' Ravaldino-Città, in collaborazione con il Fondo per la Cultura del Comune di Forlì e con Città di Ebla, presenta la X edizione de "L'Occidente nel labirinto", festival che a Forlì e nel suo comprensorio ha acquistato il prestigio di una tradizione e che quest'anno è dedicato a "Orwell: omaggio agli irregolari". Grandi autori del canone occidentale sono proposti al pubblico attraverso variazioni affidate a concerti, retrospettive cinematografiche, spettacoli teatrali e discussioni filosofiche.

 

Dopo don Chisciotte e Franz Kafka, in occasione del 60° anniversario della morte, l'autore scelto per la decima edizione è George Orwell, la cui chiaroveggenza ha anticipato problematiche ancora drammaticamente attuali. Il festival "L'Occidente nel labirinto" coinvolge, accanto a intellettuali di chiara fama, anche giovani artisti di talento del territorio provinciale, cui sono commissionate piéces teatrali e partiture musicali (due, di cui un'opera lirica, sono le novità assolute presenti in cartellone).

 

BUGIE DA SMASCHERARE - "Quando mi accingo a scrivere un libro, io non dico: Voglio produrre un'opera d'arte. Lo scrivo perché c'è qualche bugia che voglio smascherare, qualche fatto su cui voglio attirare l'attenzione".  Questo passo, tratto dal saggio Perché scrivo, ricapitola magistralmente la regola cui per tutta la vita rimase fedele George Orwell, uno degli scrittori più controversi del ‘900. Passando attraverso i dormitori di Parigi e gli slums di Londra (descritti nel romanzo d'esordio Senza un soldo a Parigi e a Londra), per le trincee della guerra di Spagna (rappresentate con indimenticabile forza poetica in Omaggio alla Catalogna), e per fattorie e fabbriche claustrofobiche, paradigma di tutti i totalitarismi del secolo breve (scandagliate ne La fattoria degli animali e in 1984), Orwell ha sempre descritto con precisione e senza indulgenza il "tempo della malafede" in cui era immersa la maggioranza degli intellettuali, che chiuse gli occhi dinanzi al totalitarismo, in particolare quello comunista.

 

Al contrario Orwell, insieme a un altro manipolo di uomini e di donne coraggiosi (tra cui bisogna ricordare Albert Camus, Simone Weil, Anna Harendt, Raymond Aron, Vasilij Grossman), fu al contrario un uomo di cultura che visse la propria missione di irregolare con spirito combattivo e insieme temerario, accettando di uscire dai comodi ranghi in cui avrebbe potuto trascorrere una vita decentemente confortevole, e di incorrere in scomuniche e diffamazioni.

 

RAFFINATE VARIAZIONI - Pensato quasi come un (ovvio) proseguimento della precedente edizione, "Fattore Kafka", "Orwell: omaggio agli irregolari" intende essere un tributo alla  militanza di Orwell e degli orwelliani, che senza dubbio perdettero la battaglia, ma che ebbero ragione anche quando era più facile stare dalla parte del torto. Le principali opere di Orwell saranno analizzate attraverso il duttile strumento dell'arte - come è ormai tradizione per "L'Occidente nel labirinto" -: concerti, opere liriche, piéces teatrali, reading e cinema, accompagnati dall'introduzione o dal commento di saggisti, musicologi, giornalisti, filosofi e letterati, dialogheranno tra di loro per meglio comprendere non solo la poetica orwelliana, ma anche e soprattutto il milieu storico in cui essa si inserisce.

 

PROGRAMMA - L'evento inaugurale, previsto per sabato 18 settembre ore 21 (Teatro comunale di Forlì Diego Fabbri) in prima assoluta, è affidato all'opera Un sogno fatto a Praga, su libretto originale di Andrea Panzavolta e musiche del compositore Mino Marani. Quasi un unicum in un Paese dove i teatri lirici subiscono tagli ai limiti del collasso, Un sogno fatto a Praga è un dialogo notturno per le vie di Praga tra Kafka e Mozart, i quali si interrogano sul ruolo dell'arte e dell'intellettuale in attesa del colpo di scena finale. Tra citazioni erudite alla trilogia dapontiana e ammiccamenti alle commedie liriche di Richard Strauss, una originale opera lirica per la regia di Corrado Bertoni e con le scenografie del premiato Daniele Benericetti.

 

Parlare in neolingua, sotto titolo Orwell e noi, (giovedì 30 settembre ore 21, Sala del Consiglio della Camera di Commercio) è il tema della serata condotta da Rocco Ronchi, Università dell'Aquila.

Giovedì 7 ottobre ore 21, per la categoria 'idee', è in programma una serata deidicata al rapporto tra Potere e comunicazione, sottotitolo al tema Chi controlla il presente controlla il futuro, ospiti  Carmen Lasorella, direttrice generale San Marino RTV?e Roberto Balzani, sindaco di Forlì (Sala Zambelli della Camera di commercio).

 

Per ‘contaminazioni', categoria sotto cui sono inseriti spettacoli che propongono, attraverso un pastiche tra differenti forme artistiche, testi di Orwell insieme ad altri che, pur distanti nel tempo, condividono con essi suggestioni e misteriose corrispondenze, due eventi: M. La figura della madre in 1984 di Orwell e nella lettera del 28 febbraio 1778 di Mozart (venerdì 8 ottobre ore 21, Fabbrica delle Candele), con commento e interpretazione di brani mozartiani di Filippo Pantieri, accompagnato al violino da Gabriele Raspanti e La parola e lo sdegno, con lettura di passi tratti da Omaggio alla Catalogna di Orwell e da I grandi cimiteri sotto la luna di Bernanos (sabato 30 ottobre ore 21, Fabbrica delle Candele). Il soprano Beatriz Lozano, accompagnato al pianoforte da Nicoletta Latini e da coreografie dell'Ateneo Danza Forlì, eseguirà canzoni popolari iberiche.

 

Per la rassegna cinematografica, tre i film in programmazione presso la Multisala Saffi d'Essai: Il posto delle fragole di Bergman (lunedì 18 ottobre ore 20,20), Prima della rivoluzione di Bertolucci (lunedì 8 novembre ore 20,20) e Mephisto di Szabò (lunedì 15 novembre ore 20,20). Al termine della proiezione i film saranno commentati dal giornalista Pietro Caruso e dal saggista Andrea Panzavolta.

 

 

Venerdì 19 novembre ore 21, nella Sala del Consiglio della Camera di Commercio, un duetto tra uno dei più celebri filosofi italiani e un grande uomo politico del nostro tempo: Umberto Curi e Gerardo Bianco discuteranno insieme su Cari maestri irregolari, George Orwell e Marziale.

 

Lunedì 29 novembre ore 21, nella cornice barocca della chiesa di Ravaldino sarà eseguito il concerto La musica e il Leviatano: Mozart e Salieri. Il celebrato pianista Davide Franceschetti, in veste di solista e di direttore dell'Orchestra Maderna, eseguirà, accompagnato dal flauto di Yuri Ciccarese, partiture di Salieri e di Mozart. Il rapporto tra Salieri, esempio eminente di ‘intellettuale organico', e Mozart, ‘maestro irregolare' par exellence, è paradigmatico del modo in cui gli uomini di cultura da sempre si sono relazionati con il potere: le vite parallele dei due compositori dicono come meglio non si potrebbe la lotta dell'artista tra la necessità di restare fedeli alla propria arte e gli inevitabili compromessi tra creatività e propaganda, tra libertà e ambiguità.

 

Per il teatro due gli eventi in programma. Sabato 4 dicembre ore 21, al Teatro comunale di Forlì Diego Fabbri, andrà in scena 84.06 una produzione della raffinata compagnia Santasangre che si propone come una originale e suggestiva rivisitazione di 1984 di Orwell. Sempre al Diego Fabbri, sabato 18 dicembre ore 21, quale evento di chiusura, La fattoria degli animali, una fiaba musicale di Andrea Panzavolta liberamente tratta dall'omonimo capolavoro di Orwell con musiche originali di Mino

Animal farm è un'acuta satira verso un certo tipo di totalitarismo, che ha avuto in Stalin la sua esemplificazione più clamorosa, dove la felicità inventiva e l'energia stilistica richiamano la grande tradizione libellistica inglese del '700.

 

Sfumando, perché ormai caduca, la polemica antistaliniana, Andrea Panzavolta, prendendo l'abbrivio dal finale di Pierino e il lupo, la mirabile fiaba musicale di Prokovie'f di cui questo adattamento può essere considerato a tutti gli effetti il sequel (anche dal punto di vista della forma), ha tuttavia conservato il messaggio dell'archetipo, un messaggio di straordinaria altezza civile da riscoprire e meditare.

 

Conformemente alla filosofia del festival, centrata sulla diffusione della cultura al grande pubblico,

quasi tutti gli eventi, anche i più prestigiosi, sono ad ingresso libero o ad un prezzo agevolato.

Per alcuni concerti è possibile acquistare in anticipo i biglietti: per maggiori informazioni consultare il programma o il sito  www.aclivalli.it

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