Forlì, l'odissea di Palazzo Romagnoli: "Non abbiamo deciso cosa farne"

Forlì, l'odissea di Palazzo Romagnoli: "Non abbiamo deciso cosa farne"

Forlì, l'odissea di Palazzo Romagnoli: "Non abbiamo deciso cosa farne"

FORLI' - Avrebbe dovuto ospitare inizialmente gli uffici comunali di tutto il settore politiche sociali e della scuola, poi, con la fine della legislatura del sindaco Masini (2009), solo l'area servizi sociali. Fatto sta che "Palazzo Romagnoli (in via Albicini, dove si svolgevano i fatidici 'tre giorni' per il servizio militare, ndr) è completamente ristrutturato, i lavori sono finiti da alcuni mesi", lo conferma il vicesindaco Giancarlo Biserna. Ma sull'utilizzo di quei locali non si sa nulla. Il primo progetto risale alla fine degli anni '90.

 

Anche l'assessore alla cultura John Patrick Leech, conferma: "Non abbiamo preso una decisione".

 

A ricostruire le vicissitudini di questo stabile, che, secondo il piano investimenti del 2009, doveva essere completato per la fine dello stesso anno, contribuisce l'ex assessore comunale ai lavori pubblici, Elvio Galassi. "Il primo progetto fu presentato alla fine degli anni '90, quando era ancora sindaco Rusticali. I lavori sono partiti all'inizio del 2000 - ricorda Galassi -. Con il progetto iniziale si era ipotizzato per la parte interrata un utilizzo di tipo commerciale e sopra il trasferimento di tutto il settore delle politiche sociali più quello della scuola. In conclusione si decise per lo spostamento degli uffici solo dei servizi sociali. Il cantiere è stato bloccato per il sequestro dall'inizio del 2007 circa, per un anno e mezzo".

 

Si è chiusa con un'archiviazione, a febbraio 2008, per "infondatezza della denuncia" la clamorosa vicenda che vedeva illustri funzionari del Comune protagonisti di presunte tangenti per la ristrutturazione del palazzo. La denuncia era partita dall'imprenditore a capo della ditta siciliana che stava ristrutturando Palazzo Romagnoli. Poi, a luglio dello stesso anno, anche la causa civile contro il Comune viene archiviata. E' l'inchiesta si conclude. La trafila giudiziaria ha tenuto i lavori bloccati per oltre 1 anno e mezzo.

 

Ora che finalmente l'odissea sembra essere finita manca solo una decisione del Comune, dopo oltre 10 anni dal primo progetto.

 

Chiara Fabbri

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Commenti (8)

  • Avatar anonimo di Michelangelo Merisi
    Michelangelo Merisi

    tutto vacuo a Forlì... tristezza

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Io vedo solo che qua ogni occasione e' buona per far polemica. Il palazzo e' di proprietà del Comune, che aveva un progetto per il suo utilizzo. Ha iniziato i lavori di restauro, che si sono poi bloccati per una denuncia rivelatasi poi infondata. Il restauro e' ripreso ed ora e' concluso; nel corso degli anni si è abbandonato il progetto iniziale, ed ora si sta valutando in che modo utilizzare il palazzo. Se ho capito bene dall'articolo, quando nel 2000 e' iniziato il restauro il progetto *c'era*.

  • Avatar anonimo di Venticinque76
    Venticinque76

    @ MATTEOL: dato che si parla di soldi di tutti noi, gradirei che se il Comune decide di restaurare un palazzo, sappia che cosa farci. Diversamente, poteva venderlo e utilizzare i soldi per qualcosa di utile, tipo rafforzare la sicurezza o sostegno ai bisognosi. Ora ci troviamo un sacco di soldi in meno, uno scatolone (meraviglioso, tra l'altro) inutile e un'altra occasione di rilancio del centro perduta.. Sicuramente è un altro passo verso l'abisso del fallimento che l'amministrazione ha compiuto in totale autonomia.. E - purtroppo per loro - stavolta non possono neppure dare la colpa a Berlusconi. (ma secondo me un pensierino ce l'avevano fatto..) Saluti 25

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    Io no. Se un palazzo ha urgente bisogno di essere restaurato il Comune deve farlo subito, non deve perder tempo ad inventarsi qualcosa da metterci dentro mentre questo va in rovina.

  • Avatar anonimo di Venticinque76
    Venticinque76

    Anche io concordo con SignorG..

  • Avatar anonimo di Enrico
    Enrico

    Concordo pienamente con SignorG..

  • Avatar anonimo di signorG
    signorG

    ma come si fa a fare un progetto di restauro senza avere una destinazione d'uso?? lo capisce anche un bambino che la progettazione di una scuola o di un museo o di uffici sono ben diverse tra loro... un edificio storico non è una scatola da riempire. rappresenta una memoria di una città. mi fa piacere vedere che abbiamo amministratori e anche l'assessore alla cultura che non hanno questi minimi concetti necessari per amministrare una città. che classe dirigente scialba!!! e soprattutto perchè spendere soldi per sistemare un palazzo senza sapere cosa farci per lasciare andare in malora altri palazzi che hanno già una destinazione d'uso (ad esempio palazzo Merenda sede della biblioteca cittadina)?

  • Avatar anonimo di FrancoSe
    FrancoSe

    non facciamolo diventare uno spazio indeciso!!! www.spaziindecisi.it

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