Forlì, l'opera giovanile di Melozzo in SS. trinità al centro di un convegno

Forlì, l'opera giovanile di Melozzo in SS. trinità al centro di un convegno

FORLI' - Sabato 2 aprile al Centro culturale S. Francesco di Forlì ha suscitato grande interesse fra gli amanti dell'arte il primo Convegno promosso dall'Associazione culturale "La Foglia". Dopo aver messo a confronto gli Angeli di Melozzo con quelli posteriori di Palmezzano, Perugino e Raffaello, il prof. Marco Vallicelli ha concluso dicendo che gli stessi sono stati sicuramente ricavati dai cartoni del Melozzo.

 

Ma il vero scoop è avvenuto alla fine della sua relazione quando, parlandone a lungo e facendo approfonditi confronti e analisi critica, ha detto di aver individuato nell'affresco del Cristo fustigato della SS. Trinità di Forlì, un'opera giovanile di Melozzo. Come non bastasse, il professore ha abbinato il dipinto ad un'altra scoperta inedita, ovvero un affresco del XV secolo venuto alla luce nella stessa chiesa sotto l'immagine della Madonna del Patrocinio del Marchetti. Lo studioso d'arte ha poi sostenuto che non c'è da meravigliarsi affatto se da giovane, evidenziando una certa immaturità artistica, Melozzo si sia manifestato con un affresco dentro la propria chiesa parrocchiale. Potrebbe averlo fatto - aggiunge Vallicelli - su richiesta di un parroco di larghe vedute e sensibile alla capacità pittorica di un "suo" ragazzo d'oratorio.

 

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La prof. Anna Tambini ha proseguito con la sua relazione sostenendo che Il Martirio di S. Sebastiano, già dato come opera di Melozzo e attualmente in mostra al S. Domenico, altro non sia che un dipinto di Palmezzano, forse eseguito nella stessa bottega del Melozzo. Inoltre, ha messo in risalto l'analogia artistica dei pittori romagnoli che hanno frequentato Melozzo e, soffermandosi in particola sulla chiesa di Fornò, ne ha sottolineato l'attuale degrado ed ha auspicato che al più presto possibile venga effettuato il recupero del caratteristico monumento rinascimentale, dove anche papa Giulio II vi ha soggiornato. Infine, il prof. Alberto Bondi ha presentato, basandosi su confronti "morelliani", cinque nuovi dipinti attribuibili a Melozzo.

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