Forlì, l'Udc contro il fallimento di Sapro: "Sarebbe una rovina"

Forlì, l'Udc contro il fallimento di Sapro: "Sarebbe una rovina"

Forlì, l'Udc contro il fallimento di Sapro: "Sarebbe una rovina"

FORLI' - Per la "Sapro" la giornata di venerdì 24 settembre, sarà cruciale, in quanto è prevista l'udienza in Appello in merito al piano di ristrutturazione, ritenuto dal Tribunale di Forlì, nei mesi scorsi, poco credibile. si attendono segnali dalle Banche coinvolte per capire se avranno intenzione di essere al fianco di Sapro, al fine di evitarne il fallimento. Ipotesi che Andrea Pasini, segretario provinciale Udc, cerca di respingere con forza.

 

"E' una storia delicatissima - afferma il segretario provinciale UDC Andrea Pasini - e non condivido per nulla la posizione di coloro che anche indirettamente si stanno muovendo per farla fallire: bisogna invece salvarla, perché rappresenta una risorsa preziosa per lo sviluppo del nostro territorio. Intendiamoci, non voglio legittimare gli errori fatti, né difendere chi ha portato la società nelle tragiche condizioni attuali: la sostanza è che il fallimento di Sapro porterebbe conseguenza assai più gravi. Esiste il rischio, infatti, che si ingeneri una sorta di "bolla speculativa", causata dalla vendita al ribasso del patrimonio immobiliare di Sapro, (stimato intorno ai 100 milioni di euro) che risulterebbe alquanto nefasta per l'intero mercato immobiliare".

 

"E' evidente - ribadisce Pasini - che mi aspetto dai tre tecnici che oggi guidano la società risposte esaurienti su quanto non ha funzionato nel passato, una gestione basata sull'assoluta trasparenza ed una fedeltà alla mission iniziale, secondo cui Sapro doveva agevolare lo sviluppo degli insediamenti artigiani ed industriali".

 

Ci sono poi le banche, che, da informazioni di corridoio, non sembrano molto propense a tendere una mano alla società: "su questo punto - sostiene Pasini - vorrei ricordare alle banche coinvolte in questo pasticcio che, con ogni probabilità, proveranno meno dolore nel caso in cui si elabori un piano di salvataggio condiviso, piuttosto che si lasci la società al suo destino".

 

"Non siamo di fronte - precisa Pasini - ad una società sulla quale gli Enti soci periodicamente devono mettere le mani in tasca per chiudere buchi: i Comuni soci non hanno mai tirato fuori un euro per Sapro, (che, lo ricordo, è nata come consorzio e solo successivamente trasformata in società partecipata) nè si sono mai preoccupati di verificare la gestione in termini di efficienza. Insomma c'è stato un lassismo generale, scosso solamente quando la mannaia della Magistratura si è messa in moto e quando la tattica del "cerotto" non funzionava più. Ai Comuni, quindi, come alle Banche, chiedo un atteggiamento responsabile perché si possa concertare un piano serio di salvataggio, per non generare conseguenze assai più gravi".

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