Forlì: l'università compie 20 anni: vale 50 milioni di indotto l'anno

Forlì: l'università compie 20 anni: vale 50 milioni di indotto l'anno

Forlì: l'università compie 20 anni: vale 50 milioni di indotto l'anno

FORLI' - L'insediamento universitario nella provincia di Forlì-Cesena compie vent'anni. Una giornata di studi, che si terrà sabato prossimo, celebrerà quest'evento, alla presenza dell'ex presidente del Consiglio Romano Prodi. Secondo le stime, dopo vent'anni di università il territorio può vantare circa mille posti di lavoro e circa 50 milioni di euro di indotto all'anno per il territorio. Nelle due città gli studenti iscritti sono circa 12mila circa.

 

 "Chi se lo aspettava, nel 1989, che saremmo arrivati a questo risultato? - rileva Giordano Conti, presidente di Serinar, la società per l'insediamento universitario-: tra Forlì e Cesena abbiamo sei facoltà, 20 corsi di laurea, 12 mila studenti iscritti". Insomma, per Conti "è una scommessa vinta questa scelta fatta dagli enti locali vent'anni fa".

 

La giornata di approfondimento si terrà al Ceub, il centro congressi universitario alla rocca vescovile di Bertinoro, che compie a sua volta 15 anni e che annovera 30 mila presenze all'anno da tutto il mondo per i suoi corsi di formazione di alto livello. Presenti, all'incontro, oltre ai sindaci del territorio, saranno anche Ivano Dionigi, il rettore dell'Alma Mater, Alessandro Schiesaro, responsabile della segreteria tecnica per la ricerca del ministro dell'Istruzione, e alle 17,30 l'ex premier Romano Prodi, che terrà una lezione magistrale conclusiva sul tema "Etica ed economia in questa lunga crisi".

 

Non manca una sguardo alle sfide del futuro per il polo romagnolo: prima di tutto la riforma universitaria, che deve rendere, per Conti, "la Romagna parte integrante dell'Alma Mater, altrimenti si rischia di diventare un'appendice di Bologna". L'ex sindaco di Cesena fuga il timore: "Non sono tutte rose e fiori, ma non esiste più il rischio di un ateneo ‘mordi e fuggi' da Bologna solo per la didattica, oggi il radicamento si è attuato con professori e ricercatori che stanno in Romagna stabilmente".

 

Insomma, spiega sempre Conti: "Siamo ben posizionati, ma dobbiamo consolidarci e con la prossima riforma universitaria si riaprono i giochi, il ruolo di Serinar per il futuro è questo". Conti, infine, boccia la proposta, che sorge ricorrente, di staccare il polo romagnolo dall'Alma Mater, per la creazione di un autonomo ateneo della Romagna: "E' stata la fortuna che l'insediamento in Romagna sia dipeso dal più antico e importante ateneo d'Italia, e questo sarà un valore aggiunto anche in futuro". E conclude Conti: "Non abbiamo bisogno di una piccola università provinciale, ma di un grande ateneo che col progetto multi-campus riesca a rafforzare tutte le sue sedi".

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