Forlì, la Cgil: "Aumenta ancora la cassa integrazione"

Forlì, la Cgil: "Aumenta ancora la cassa integrazione"

Forlì, la Cgil: "Aumenta ancora la cassa integrazione"

FORLI' - La Cgil di Forlì è fortemente preoccupata per l'aggravarsi della crisi economica nel territorio. "E' evidente che la crisi finanziaria si è prima scaricata sull'economia reale per diventare oggi una diffusa e profonda crisi sociale, con il conseguente emergere di nuove fasce di povertà e cadute di solidarietà e valori etici", rileva una nota della Cgil. Aumentano i lavoratori in cassa integrazione e le aziende colpite dalla crisi economica.

 

"Riteniamo gravissimo che il Governo non solo non abbia messo in atto alcuna strategia di politica industriale, ma che perseveri anche nella mancata estensione a tutti i lavoratori degli ammortizzatori sociali oltre a non raddoppiare la durata della Cassa integrazione Ordinaria e a aumentarne gli importi, e non affronti il tema della distribuzione del reddito da lavoro e da pensione come elemento strutturale per il rilancio della capacità di acquisto delle famiglie in un'ottica di equità sociale", spiega l'organizzazione sindacale capeggiata da Enzo Santolini.

 

I dati della situazione forlivese evidenziano con chiarezza una tendenza di peggioramento della situazione generale, una diminuzione della cassa integrazione ordinaria ed un aumento esponenziale della straordinaria degli ammortizzatori in deroga.

 

I dati di a gennaio 2010 rispetto a giugno 2009 evidenziano nel settore metalmeccanico un aumento delle aziende coinvolte nella crisi che passano da 145 a 212 con una diminuzione di 400 lavoratori in cassa ordinaria e un aumento di 900 lavoratori in cassa straordinaria e 250 in EBER. Nel settore legno / nautica le imprese in crisi passano da 63 a 70 con un aumento della straordinaria che passa da 55 dipendenti a 800. In edilizia vi è una diminuzione del monte salari complessivo di circa il 15% con circa 450 addetti in meno.

 

Nel commercio le aziende in crisi passano da 19 a 42; stabile nella profonda criticità i settori chimico e tessile mentre in agricoltura si conferma una tenuta nel settore agro - industriale con invece forti preoccupazione per la stagione ortofrutticola dove si teme una riduzione in termine di giornate lavorative.

 

"Non ci sembra che alla gravità della situazione corrisponda altrettanta attenzione, impegno ed iniziativa da parte dei soggetti di rappresentanza; infatti evidenziamo che sia sul versante del sistema delle imprese che da parte delle Istituzioni locali, persista una mancanza di iniziativa che metta al centro occupazione, sviluppo e condizioni sociali", sempre la Cgil.

 

Il sindacato lamenta che "è mancata una verifica degli accordi con il sistema bancario che non hanno prodotto risposte concrete sia per le imprese che per i lavoratori, dimostrandosi, come da noi già sottolineato, solo un operazione di immagine che una reale risposta ad un bisogno; occorrerebbe invece certezza da parte degli Istituti e nuove priorità da parte delle Fondazioni".

 

E poi: "E' evidente il ritardo nell'affrontare i temi delle ricadute sociali da parte degli Enti Locali a partire dalla discussione sui bilanci di previsione dei Comuni per l'anno 2010; in ciò si evidenzia una incapacità nel determinare scelte e priorità. La CGIL nel rilanciare la propria piattaforma anche attraverso iniziative a sostegno, si attiverà affinché, come è avvenuto nel confronto con la Regione Emilia Romagna, ci siano le condizioni per condividere soluzioni che facciano fronte alla gravità della situazione nonostante l'assoluta assenza del Governo centrale".

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