Forlì, la Cgil: "No alla chiusura della casa di riposo di Dovadola"

Forlì, la Cgil: "No alla chiusura della casa di riposo di Dovadola"

Forlì, la Cgil: "No alla chiusura della casa di riposo di Dovadola"

FORLI' - La CGIL contro la chiusura della Rsa di Dovadola, una casa di riposo per anziani. Per il sindacato la colpa è della "manovra economica proposta dal Governo iniqua e sbagliata, perché divide il Paese e non da sostegno all'occupazione, alla crescita e allo sviluppo". Lo dice una nota del sindacato. "Il territorio del distretto forlivese si è contraddistinto nel tempo per la qualità e la quantità degli interventi sociali e sanitari offerti alla propria cittadinanza", ricorda

 

"In questo momento di grave difficoltà, conseguente anche ai devastanti tagli delle risorse nazionali finalizzate al sostegno sociale (per es.: fondo per la non autosufficienza), ancora più valore deve essere riconosciuta al confronto fra le parti. Non è sicuramente proficuo l'atteggiamento assunto dal Sindaco di Dovadola, eletto quale rappresentante di una coalizione di centro - destra, che dice che il Comune non può fare niente, perché rientra nel programma dei tagli previsto per il fondo di non autosufficienza".

 

Si appella la Cgil: "Caro Sindaco, le scelte che non si condividono, si contrastano, evitando di subirle come inevitabili e denunciandone pubblicamente le ricadute generali che queste possono produrre: minori servizi, minore occupazione, minore inclusione e sostenibilità sociale. Nessun confronto al momento è stato effettuato sulle conseguenze che i tagli alle risorse decise dal governo avranno nel territorio. La posizione della CGIL è nota: non possono essere sempre i più deboli a pagare; noi non siamo disponibili a subire riduzioni dei servizi alla persona sottraendo sostegno alle parti più esposte della popolazione".

 

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di simone mazzocchi
    simone mazzocchi

    Proprio di una vera casa della Salute ci sarebbe bisogno ,non solo in periferia ma anche nella stessa Forli dove i problemi di piccola e media entità sono abbandonati alla responsabilità del singolo,e delle famiglie. Giustamente i conti gravi della nosra sanità vanno sistemati ,ma come al solito ci rimettono i più deboli che non sono più in condizione di reagire. I servizi vengono tolti ma i bisogni e i problemi permangono ,e il cittadino da qualcuno deve avere una risposta. Non è solo il nostro paese,ma la stessa Europa che da tempo non fa scelte sociali :tanti fondi e tanti progetti a livello europeo,del sociale per chi ha progetti ed idee ce ne sono sempre pochi e molto selettivii. anche se si creano servizi ed associazioni di aiuto tutto ricade sempre sulle famiglie,chi può è già da tempo che si affida a servizi privati. Nell'ultimo decennio c'è stato un aumento delle assicurazioni sanitarie, chi può ha cominciato a tutelarsi per un futuro che i tagli arriveranno da ben altre parti. è proprio arrivato il momento di avere idee propositive sperando che qualcuno ascolti . I problemi permarranno ancora per tempo, ma ai bisogni dell'individuo si deve rispondere il prima possibile. Buon impegno e lavoro a TUTTI

  • Avatar anonimo di germano pestelli
    germano pestelli

    D'accordo sul "fondo" della nota:occorre avere riguardo,quando si toglie un servizio rispetto a coloro ai quali si toglie.Ma mi sovvengono alcune considerazioni,partendo dal concetto che probabilmente abbiamo globalmente dato negli anni passati in modo inappropriato piu' cose di quelle che si poteva dare e non solo in ambito sanitario ed assistenziale.Questo Paese da decenni non fa scelte sociali reali e non ha creato quella rete di servizi che ,in queste situazioni,avrebbe potuto rendere meno drammatica la soluzione prospettata.Nessuno ha detto che la RSA di Dovadola veine buttata giu' con le pale: nel senso che la costruzione rimane; l'impegno dovrebbe essere quello di riempire questo contenitore di buone prassi che siano vicine al cittadino e soprattutto al cittadino piu' bisognoso.Nesuno,ad es. ha pensato di metterci dentro una casa della salute fatto come si deve o farci un luogo per riabilitazione su base comunitaria gestito non dall' istituzioni sanitarie ma da altre istituzioni o semplicemente dalle famiglie stesse e dai cittadini con le loro associazioni.Il futuro della sanità e dell'assistenza va verso queste idee e non piu' verso il demando da parte delle famiglie alle soluzioni per i disabili e gli anziani.In questi ultimi tempi,in cui piu' che di necessità virtu' occorrerebbe pensare a soluzioni per risolvere i problemi,vedo spesso polemiche sterili di parte piu' che volontà di costruire ancora qualcosa di utile per tutti.Da che mi ricordo io i governi hanno sempre fatto finanziarie pesanti .cio' non significa che non si possano avre idee propositive per ovviare ad una situazione locale incresciosa e foriera di problematiche per una fascia di popolazione importante e per le loro famiglie.Mi sembra che stia maturando il tempo di avere delle idee che aiutino tutti ad avere qualcosa di piu' rispetto a cio' che un mondo egoistico propone.Si tratta solo di capire che non ci sono problemi ma ci sono delle soluzioni che occorre trovare assieme.Buon lavoro a tutti.

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