Forlì: la città celebra Antonio Canova, nel confronto tra scultura e pittura

Forlì: la città celebra Antonio Canova, nel confronto tra scultura e pittura

Forlì: la città celebra Antonio Canova, nel confronto tra scultura e pittura

FORLI' - "Una sfida per la città". Questo sarà la mostra dedicata ad Antonio Canova (Possagno, 1757-Venezia, 1822), che verrà ospitata ai Musei San Domenico, dal 25 gennaio al 21 giugno, 2009. Perchè Canova? "La risposta la davano già i suoi contemporanei - spiega Gianfranco Brunelli, coordinatore generale della mostra - tra cui Cicognara, che dopo la morte dell'artista, celebrandone la gloria disse: 'Forlì non può restarsi oscura'". La città nuovamente fulcro dell'arte.

 

"Canova. L'ideale classico tra scultura e pittura". E' contenuta nel titolo la novità assoluta di questa mostra, dedicata al più grande protagonista della scultura, tra la fine del Settecento e la prima metà dell'Ottocento. "Il confronto tra scultura e pittura è innovativo - continua Brunelli - nell'accostamento con grandi pittori del suo tempo, nel confronto tra i modelli relativi e nelle visioni dell'ideale della bellezza. Si tratta di una esposizione impegnativa dal punto di vista del confronto tra i linguaggi artistici".

 

Si parla di sfida anche per l'allestimento della mostra: le sale del San Domenico, per la prima volta si troveranno ad ospitare non solo quadri, ma anche sculture e si sta cercando una soluzione originale con ambienti unici, senza sezioni didattiche. Curatori della mostra saranno: Antonio Paolucci, Sergej Androsov e Fernando Mazzocca. Presidente del comitato scientifico, sempre Antonio Paolucci.

 

Le opere esposte, provenienti da tutta Europa, e non solo, saranno circa 130, di cui 20-25 pezzi di Canova. Saranno circa 40 i marmi, una decina i gessi, 20 monocromi, 60 quadri. Tutte le opere dell'artista che potranno essere spostate ci saranno. "Quella forlivese - sottolinea Brunelli - si può comparare con la prima grande mostra veneziana del 1992, dedicata a Canova". Le collaborazioni sono tra le più illustri: Musei Vaticani, Polo museale fiorentino, Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, Museo Biblioteca Archivio di Bassano Del Grappa, Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed Etnoantropologico per le provincie di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini.

 

Forlì può definirsi, con orgoglio, città "canoviana". Il grande scultore ha infatti eseguito, fatto davvero eccezionale, tre capolavori per personaggi forlivesi. Prima di tutto la nuova versione della Ebe, una delle sue opere più popolari, realizzata tra il 1816 e il 1817, per la contessa Veronica Guarini, arrivata nella prima metà del Novecento, dopo avventurose

vicissitudini, ai Musei Civici di Forlì.

 

Era stata preceduta nel 1814 dalla Danzatrice col dito al mento, destinata, per interessamento del piacentino Pietro Giordani uno dei più grandi amici e certamente il maggiore interprete critico di Canova, al banchiere Domenico Manzoni e andata dispersa dopo la morte del proprietario in un atroce fatto di sangue, il cui mistero rimane ancora insoluto. (Alla mostra sarà presente una delle copie, proveniente con tutta probabilità da Varsavia).

 

La vicenda verrà sublimata dallo stesso Canova nella bellissima Stele funeraria di Domenico Manzoni, ancora conservata nella chiesa della Santissima Trinità, inserita nella sezione della mostra dedicata allo "scultore filosofo e il tema della morte".

 

La prima sezione della mostra sarà dedicata proprio al tema dell'Ebe, nel confronto con le altre tre realizzazioni, delle quali sarà presente quella custodita all'Ermitage (le altre due si trovano una a Berlino e l'altra, mai spostata, fa parte della collezione privata del duca del Devonshire.

 

La seconda sezione sarà dedicata alla Danzatrice, seguendo lo sviluppo del motivo dinamico della danza nell'arte canoviana, mettendo a confronto i marmi (le tre versioni della Danzatrice), con una serie di disegni e tempere, veri e propri capolavori del Canova pittore.

 

La Stele funeraria di Domenico Manzoni sarà al centro della terza sezione, nel confronto con altri esempi, come le due Stele Mellerio e la riproposizione di questo motivo nella pittura monocroma a tempera.

 

Con i rapporti tra Canova ed i due grandi Papi dell'età neoclassica, originari di Cesena, Pio VI Braschi e Pio VII Chiaramonti, si apre la quarta sezione, nel confronto tra i loro ritratti e l'impegnativa progettazione dell'irrealizzato colosso dedicato alla Religione cattolica, documentato nei modelli superstiti.

 

La gloria del Canova viene celebrata nella quinta sezione, attraverso i contributi critici di Pietro Giordani, piacentino, allora alla guida dell'Accademia delle belle arti a Bologna, e Melchiorre Missirini, forlivese, segretario e biografo dell'artista. Un'ultima sezione è interamente dedicata a Felice Giani, grande protagonista del gusto neoclassico, tra l'Emilia e la Romagna.

 

Dopo le mostre dedicate a "Marco Palmezzano, il Rinascimento nelle Romagne", a "Silvestro Lega, i Macchiaioli e il Quattrocento" e a "Guido Cagnacci. Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni", dunque, la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, in collaborazione con i Musei San Domenico di Forlì, intende celebrare il genio di Antonio Canova.

 

Chiara Fabbri

 

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Fiscon Armando, editore delle Edizioni del noce
    Fiscon Armando, editore delle Edizioni del noce

    Sono interessato alla mostra su Antonio Canova, anche perché ho nel mio catalogo due volumi dedicati al grande scultore veneto: Dante Bovo: Antonio Canova. Storia dell'uomo e dell'artista (Edizioni del noce, 2001) Alfio Centin: Canova e Freud. Lettere a una psicoanalista (Edizioni del noce, 2008) Sarei lieto di inviare copia dei volumi alla Vs Biblioteca ed essere informato su eventuali richieste dei libri. E.D.N. DI FISCON ARMANDO (Edizioni del noce) Riviera S. Marco, 9 35012 Camposampiero (PD) Tel fax 049 9302012 E-mail: fiscon.armando@libero.it

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