Forlì, la Croce Verde non dimentica la Bosnia-Erzegovina

Forlì, la Croce Verde non dimentica la Bosnia-Erzegovina

Forlì, la Croce Verde non dimentica la Bosnia-Erzegovina-44

FORLI' - La Bosnia-Erzegovina è una terra smarrita. La Croce Verde Meldola-Predappio è appena rientrata dall'ennesima missione umanitaria nel poverissimo paese balcanico, tutt'ora governato da un commissario europeo per l'incapacità delle tre etnie residenti (serbobosniaci, mussulmani e croato-bosniaci) di mettersi d'accordo, ad ormai 15 anni dalla fine della guerra civile costata 300mila morti e 700mila dispersi. Non c'è lavoro per i tantissimi giovani incontrati lungo quelle strade.

 

>LE IMMAGINI DELLA MISSIONE UMANITARIA

 

La disoccupazione si aggira sull'83% delle forze disponibili, un'enormità per un'economia che, a parte il fenomeno del turismo devozionale di massa a Medjugorje, si regge unicamente sulle rimesse dei tanti emigrati all'estero, soprattutto in Germania. Nel suo piccolo - 40 iscritti e 15 volontari operativi - la Croce Verde Meldola-Predappio capitanata da Ferdinando Avenali continua a scrivere pagine di solidarietà fedele ad un patto siglato nel 1993. I principali beneficiari dell'ultima spedizione dell'onlus romagnola in Bosnia hanno nomi pressoché impronunciabili: Rijana, Fadila, Amra. Grazie ai due camion condotti a proprie spese dagli autisti Giuseppe Cardinale e Mario Conficoni, più due vetture con una quindicina di volontari guidate dallo stesso Avenali e dal presidente del Consorzio Nazionale Servizi Graziano Rinaldini, la Croce Verde ha toccato le località di Velika Kladusa, Cazin e Bihac.

 

Dal carico di attrezzature, obsolete per gli standard italiani, trasportate dai "tir" croceverdini, spiccano le poltrone da dentista donate dalla meldolese Graziella Cristofani e i condizionatori dismessi dall'ospedale di Sassuolo e offerti dall'Asl di Modena. Il grosso dei beni sanitari è stato lasciato ai responsabili dell'ospedale cantonale di Bihac, uno dei più grandi di tutta la Bosnia, mentre la tappa a Cazin ha consentito di consegnare al locale plesso elementare e alla scuola tecnico-professionale l'ennesima partita di materiale didattico, rimesso a nuovo dai volontari coordinati dal verniciatore Fabio Zaccarelli. A completare il lotto dei donatori vanno citati la Croce Rossa di Forlì, "Formula Servizi Società Cooperativa", il Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo di Forlì e il "Gruppo Preghiera di Montepaolo".

 

A Cazin è stato alimentato l'impegno solidale di Fadìla Japic e del suo centro socio-riabilitativo diurno per 40 ragazzi disabili. A Velika Kladusha e a Bihac, la Croce Verde ha fatto le prove generali dell'annunciato cambio di pelle, incontrando la piccola Rjiana e i genitori di Amra. La prima è convalescente dall'operazione chirurgica subita in Italia per correggere un difetto congenito che l'avrebbe portata in breve tempo alla morte; Amra, affetta da leucemia, è, invece in terapia a Bologna in attesa di trapianto di midollo. La nuova strategia solidale della Croce Verde è proprio quella di recepire bisogni medico-assistenziali di piccoli bosniaci, incurabili nel proprio paese.

 

"In Italia - precisa Avenali - molti di questi minori possono guarire. Abbiamo pensato di farci carico di questi viaggi, coinvolgendo anche gli enti pubblici locali, per alimentare in queste creature e nei loro familiari la speranza di un futuro". Quel futuro che la stessa Bosnia - Erzegovina, ex fiore all'occhiello della Jugoslavia multietnica di Tito e tutt'ora ingessata nei postumi post bellici, non può immaginare neanche lontanamente.

 

Piero Ghetti


Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Ossian
    Ossian

    Grazie per l'ottimo reportage fotografico e per gli atti di indirizzo che la Croce verde si sa dare nonostante la situazione economica che stiamo attraversando. Un impegno che comunque cresce e si adatta a tempi nuovi. Sono pienamente concorde sulla valutazione che la situazione di commissariamento non è accettabile e che serve, come ai tempi ben più gravi dei conflitti, una attenzione da parte della Comunità Europea. Investimenti promessi, progetti che restano nel dimenticatoio. Grazie Piero per il servizio, grazie Croce Verde di Meldola Predappio Ermes Fuzzi

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