Forli, la famiglia dell'ex preside: "Morto minato da accuse infamanti"

Forli, la famiglia dell'ex preside: "Morto minato da accuse infamanti"

Forli, la famiglia dell'ex preside: "Morto minato da accuse infamanti"

FORLI' - Hanno scritto alle autorità, a partire dal Presidente della Repubblica, ma anche al sindaco di Bertinoro e al vescovo di Forlì, i famigliari di Michele Ciccone, l'ex preside dei plessi scolastici di Bertinoro, Santa Maria Nuova e Fratta terme, che si trovava a processo per presunti abusi sui suoi alunni, prima di morire, sostiene la famiglia, "minato nel fisico e nella mente" dalla lunga detenzione e da "accuse infamanti quanto inconsistenti".

 

L'ex preside si è spento il 15 gennaio e la famiglia, senza puntare il dito contro nessuno, "invita pubblicamente tutti i responsabili di questa vicenda a trattenersi con la propria coscienza per una serena riflessione". Ma non mancano duri passaggi: "Venti mesi di custodia cautelare, seppur domiciliare, non si addicono ad un paese civile e democratico". E sempre la vedova Carmela Napolitano e i figli: "La gogna mediatica ha prevalso sulla giustizia e su qualsiasi garanzia di innocenza fino a prova contraria".

 

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Infine, ribadiscono la versione difensiva dell'ex preside: "Una vicenda incredibilmente surreale: innocenti e calorose carezze verso bambini bisognosi d'affetto vengono ritenute abusi sessuali senza alcuna traccia di qualsivoglia violenza". Ciccone ha smesso di vivere, dice la famiglia, "senza aver avuto il tempo di dimostrare la sua completa estraneità alle perverse accuse che gli erano state rivolte".

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